Il regime fascista

Fin dal primo momento Mussolini dittatore però
Libertà politiche formalmente in piedi, diritto di opposizioni non ufficialmente negato, il suo potere non era riuscito a domare le autonomie iniziative dei fascisti.
Nato su basi locali, sotto la guida dei capi, ras (lo squadrismo aveva mantenuto in ciascuna provincia autonomia, nonostante creazione di una milizia era irriducibile ai tentativi di imporre una disciplina dall'alto.
Questi poteri locali autonomi, erano desiderio di ottenere il proprio spazio di potere all'interno dello stato, che contrasta con i propositi di Mussolini.

Mussolini e il movimento fascista
Il quel diffidava dei capi fascisti. Ne temeva il prestigio personale, preferiva costruite il suo potere sulle forze dello Stato piuttosto che su quelle del partito fascista, ma durante la crisi Matteotti, Mussolini aveva trovato il sostegno dallo squadrismo.

La partita tra Mussolini e i fascisti era aperta.

Il discorso del 3 gennaio 1925
Mussolini sfidava apertamente le opposizioni, si riconfermava duce del fascismo, dimostro l'impotenza di tutti i suoi avversari

Rafforzo il suo potere:
Soppresse libertà politiche, rese ogni dissenso illegale, estese i poteri del capo del governo fino a renderli assoluto, trasformazione dello stato liberale in dittatura (regime fascista)
Esautoro il partito fascista chiudendolo in una gerarchia imposta dall'alto.
Privo di ogni capacità di iniziativa autonoma
Soggetto a mortificante disciplina
Divenne macchina burocratica, organo di propaganda, al servizio di Mussolini

La tappa della trasformazione dello Stato verso una dittatura:
Leggi fasciatissime:
-Legge del 24 dicembre 1925, sulle prerogative attribuzioni del capo del governo, nelle sue mani quasi ogni potere, (fare le leggi solo il governo no responsabile nei suoi confronti)
-legge sulla stampa del 31 dicembre 1925: fine della libertà di stampa sottoposta ogni pubblicazione al controllo politico. Anche i sindacati privati di ogni diritto di rappresentanza, monopolio sindacati fascisti.
-legge 25 novembre 1926: per la difesa dello stato
*illegale ogni manifestazione di dissenso
*per reati politici tribunale speciale
*ristabilita la pena di morte
*i partito politici venivano sciolti e dichiarati decaduti i deputati dell'Aventino.

Lo Stato di polizia
Maggior artefice fu il ministro della giustizia, Alfredo Rocco, proveniente da quel l'associazione nazionalista che si era fusa con il partito fascista (febbraio 1923)

Trasformazioni nel PNF
1925 nomina a segretario del partito F. Farinacci, uno dei più intransigenti esponenti dello squadrismo, poi sostituito da Augusto Turati, più docile.

Il nuovo statuto del partito, fine ad ogni iniziativa autonoma dei fasci e stabiliva che le nomine dei dirigenti nazionali e segretari provinciali dall'alto.
Il rappresentante del potere delle province era orami il prefetto e non il segretario federale fascista.

Opera di propaganda:
Largo numero di organizzazioni
Opera nazionale balilla (onb) poi Goiventù italiana del Littorio (GIL), più inquadramento delle giovani generazioni.
Gruppi universitari fascisti (GUF). Massaie rurali più fasci femminili. Opera Nazionale ,dopolavoro (ond) per assicurare la rete delle attività assistenziali e ricreative, si avvicinò il più ostile dei ceti, quello operaio.

Un regime totalitario
Dove la libertà dell'individuo si riduce a servire disciplinatamente quelli che vengono indicati dal governo come gli interessi della nazione.

Due i punti fermi:
Mussolini stabili via via a sua discrezione di quali contenuti specifici il fascismo dovesse farsi portavoce
Il comune denominatore tra il fascismo e Mussolini: profonda e radicale vocazione anti liberale cioè al rifiuto di riconoscere la dignità di ogni persone umana e conseguentemente di rispettarne i diritti.

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