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Decolonizzazione in Nord Africa


L'indipendenza del Nord Africa è sofferta, inizia intorno la metà degli anni 50. Le regioni che affrontano per prime la liberazione dai protettorati francesi sono la Tunisia e il Marocco, che si ribellano alla presenza francese. La Tunisia diventa indipendente nel 55 con Bourghiba, mentre in Marocco diventa una monarchia indipendente.
In Madagascar, controllata dal 1890 dalla Francia, le truppe coloniali abbandonano il paese nel 1960.
In Algeria, dopo il 56, in seguito alle precedenti ribellioni, inizia una sempre più radicale azione del Fronte di Liberazione Nazionale di. I francesi sono presenti in modo capillare dal 1830, con fortini e paracadutisti. Sono tre le generazioni di francesi presenti nel paese, che lavorano, operano e mettono radici familiari in quei territori. Per la Francia l'Algeria non è né una colonia né un protettorato, ma è uno un territorio metropolitano d'oltremare, uno dei tanti dipartimenti francesi. La guerra è terribile, durissima, un secondo Vietnam francese. La violenza è scatenata principalmente dal generale Jacques Massu, uno dei generali più estremisti nella repressione. Intanto si sviluppano una serie di movimenti indipendentisti fino al 1960, al punto tale che le Nazioni Unite proclamano il 1960 l'anno dell'Africa. Le nuove indipendenze africane, però, tendono a riconsegnare le principali risorse economiche agli stessi colonialisti.
Anche a Parigi comincia ad insorgere un movimento contrario a questa guerra, specialmente Sartre, e contrario a queste metodologie usate dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Si chiede una soluzione pacifica, un arbitrato, ma non un'Algeria indipendente. Al contrario vorrebbero un protettorato, che lasci il più possibile autonomia al governo algerino.
I militari, però, cominciano ad organizzarsi intorno ad una soluzione più estrema, pronti a ribaltare il governo parigino in un golpe. Il governo si appella a De Gaulle, che propone una riforma costituzionale che dia ampi poteri al presidente della repubblica, dando vita nel 1958 alla Quinta Repubblica francese, con una nuova costituzione e con a capo De Gaulle stesso. Questi capisce che non è con il controllo che si può arrivare ad una soluzione, meglio avere un governo amico indipendenze piuttosto che sprecare risorse inutilmente. Il cambiamento, però, comporta la ribellione dei militari ad Algeri, facendo nascere l'OAS (Organizzazione dell'Esercito Segreto), un'organizzazione di estrema destra che accoglie adesioni nel mondo militare, nel mondo dei. E' un'organizzazione eversiva e terroristica che tenta di uccidere De Gaulle, tenta di compiere un colpo di stato ad Algeri. De Gaulle interviene con una dura repressione, vengono arrestati tutti e l'organizzazione viene sciolta. Viene proposto un referendum che riguarda il futuro dell'Algeria, decidendo infine di concedere l'Indipendenza nel 1963, con la creazione di una Nuova Repubblica Algerina.
La Francia, tra il 1955 e il 1960, abbandona tutta l'Africa. Resta solo il residuo della GB, il Kenya, l'ultimo grande avamposto britannico. Si ribella con la rivolta dei Mau-Mau, organizzazione violenta che spaventa i coloni britannici che vivono da 50 anni nella terra. Londra lascia che si arrivi all'indipendenza.
Il caso più grave è il Congo, controllato dal Belgio. Ottiene l'indipendenza nel 1960, una triangolazione tra Stati Uniti e blocco occidentale, che investono sul presidente del Congo, il rappresentante dell'opzione occidentale di questa colonia. Il primo ministro, invece, è legato ad una cultura di stampo ultra-progressista, molto vicino all'Unione Sovietica, così come il suo successore. In Africa, per la prima volta, abbiamo due agenti controllati dalle due superpotenze che si confrontano in una guerra civile. Nella ricca regione del Katanga, nel mentre, viene dichiarata l'indipendenza della regione dai belgi, i vecchi padroni del Congo, coloro che ufficialmente hanno abbandonato, ma attraverso la loro organizzazione mineraria mandano mercenari per sostenere la secessione, continuando a tentare di sfruttare la regione. La guerra ha una declinazione che coinvolge anche l'Italia, in quanto l'ONU manda forze di interposizione di varie nazioni, tra cui gli aviatori italiani, che dovrebbero porsi in mezzo ai contendenti per cercare di trovare una soluzione pacifica. Il risultato è la vittoria di Mobutu, il generale che sostiene gli interessi statunitensi, che rimarrà per decenni il dittatore del Congo.
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