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Elisabetta di Baviera, imperatrice d’Austria


Nacque a Monaco nel 1837, nella residenza invernale dei suoi genitori, il duca e la duchessa di Baviera. Seconda di quattro figli, affettuosamente veniva chiamata Sissi, le fu impartita un’educazione libera, sportiva e senza molte costrizioni, assai diversa da quella che avrebbe cambiato il suo destino e che le plasmò un carattere ribelle, molto aperto e anticonformista.
A quindici anni, fece conoscenza con l’ imperatore d’Austria Francesco Giuseppe che all’epoca aveva ventitré anni. Per quanto già promesso in sposo alla di lei sorella, egli si innamorò di Sissi e decise di sposarla, nonostante il parere contrario della madre, l’arciduchessa Sofia e sorella della duchessa di Baviera. Le nozze furono celebrate qualche mese più tardi e la giovane imperatrice si trovò rapidamente prigioniera all’interno di un palazzo quale quello di Schönbrunn in cui vigeva l’etichetta più rigida, controllata da vicino da una suocera autoritaria. Molto rapidamente una simile atmosfera unita all’assenza dell’imperatore per adempiere alla proprie funzioni la fecero ammalare di depressione. Dopo sette anni di sofferenze, nonostante avesse messo al mondo tre figli che non le fu permesso di educare, avendo appreso le numerose infedeltà del marito, decise di andare ad abitare all’isola di Madera, sotto il pretesto di motivi di salute. Questo esilio volontario, durato due anni, le permise di prendere coscienza della sua bellezza e dell’uso che avrebbe potuto farne.
A partire dal 1867, essa aggiunge il titolo di regina di Ungheria, un paese per il quale dimostrò una vera passione in quanto si sentiva adulata da un popolo che ammirava in lei il grande fascino. Da allora in poi, i suoi soggiorni a Vienna si diradarono ed infatti è in Ungheria che essa mise al mondo il quarto figlio, per il quale essa potette esplicare il ruolo di una vera madre lontana dalle costrizioni della corte asburgica.
Nel 1889, Sissi fu colpita da un grave lutto: il suicidio del figlio Rodolfo, insieme la sua giovane amante, avvenuto a Mayerling. Da questa tragedia, essa non si rimise più. Condusse una vite da nomade, continuamente in viaggio e vestita di nero con il viso nascosto da un velo. Il suo ultimo viaggio, lo fece a Ginevra nel 1898, dove fu assassinata da un giovane anarchico italiano il cui scopo era soltanto quello di uccidere un sovrano, qualunque esso fosse.
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