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Il Presidente della Repubblica

Nella nostra forma di governo (una repubblica parlamentare) il Presidente della Repubblica non è un capo di stato né concorre alla determinazione dell’indirizzo politico, ma rappresenta il vertice ideale dell’organizzazione statale. Svolge la funzione di rappresentare la nazione nei rapporti interni ed esterni come simbolo di unità nazionale del popolo; anch’esso è un organo costituzionale contitolare di sovranità, che partecipa ai diversi poteri svolgendo una funzione di garante della costituzione, in modo imparziale ed al di sopra delle parti. Difatti la sua non è una funzione solo simbolica o rappresentativa, ma svolge anche funzioni sostanziali che dipendo soprattutto dall’andamento politico del paese: se il nostro stato trova in un momento di stabilità politica l’andamento delle sue funzioni è orientato verso garanzia ed equilibrio, mentre in caso di crisi o instabilità, tende a svolgere funzioni di controllo e stimolo.
Elezioni e Supplenza

L’elezione del Presidente è svolta in modo indiretto dal nostro Parlamento in seduta comune assieme ai rappresentanti regionali. Questa assemblea viene convocata dal Presidente della Camera dei Deputati almeno 30 giorni prima dalla scaduta del mandato o, in caso di interruzione anticipata, deve essere convocata 15 giorni prima. La votazione viene svolta senza una candidatura ufficiale da parte dei partiti, affermando così il principio di partenza secondo il quale il Presidente della Repubblica è un organo non di indirizzo politico ed imparziale e quindi non deve risultare in coalizione. Attraverso lo scrutinio segreto, il candidato dovrà essere scelto da almeno i 2/3 dei votanti entro 3 scrutini. Per poter essere eletto deve avere almeno 50 anni d’età e godere dei diritti civili e politici. Al termine della elezione, il candidato scelto inizia a svolgere la sua carica, di durata di 7 anni, a partire dal giuramento di fedeltà alla repubblica e di osservanza della costituzione davanti al Parlamento in seduta comune. Scaduto il suo mandato ha diritto alla carica di Senatore a vita, tolti i casi di rinuncia, e di rielezione. È da ricordare che durante lo svolgimento del suo mandato il Presidente, per ragioni di importanza e delicatezza del suo compito, è incompatibile a qualsiasi altra carica di natura privata o pubblica. Può capitare inoltre che il Presidente, per motivi personali o altro, possa avere un impedimento temporaneo o permanente nello svolgimento della sua carica. Nel caso di impedimento temporaneo viene sostituito per il periodo prescelto dal Presidente del Senato della Repubblica che potrà svolgere solo atti urgenti o di ordinaria amministrazione. Nel caso l’impedimento sia permanente (da subito o successivamente) il Presidente della Camera dei Deputati è tenuto alla convocazione dell’assemblea per la rielezione.
Il Presidente della Repubblica inoltre detiene alcune prerogative dirette alla garanzia di prestigio e serenità nello svolgimento delle sue funzioni: la prima è l’irresponsabilità per la quale dal punto di vista giuridico non è responsabile per gli atti compiuti nello svolgimento della sua carica in conseguenza della controfirma ministeriale attraverso la quale tutte le responsabilità degli atti vengono alienate ai Ministri o al Governo che firmano l’atto rendendolo, così, valido. Nei casi di alto tradimento e attentato alla Costituzione, reati propri, invece, sarà direttamente il Presidente a risponderne. L’accusa dovrà essere accordata in seduta comune a maggioranza assoluta e solo in quel caso la Corte Costituzionale valuterà le ipotesi per il giudizio finale. Per gli atti privati da cittadino invece ne è responsabile giuridicamente e viene sottoposto alla magistratura ordinaria nei casi di violazioni civili, penali o amministrative. La seconda invece riguarda la tutela penale, attraverso la quale i reati di attentato alla vita, all’incolumità o alla libertà sono puniti nei confronti di chi le svolge. L’ultima e terza prerogativa è quella economica, determinata dalla legge, per garantirgli l’autonomia e l’indipendenza con un assegno personale, un patrimonio immobiliare e uno stanziamento annuale di denaro.
Gli atti del Presidente

Gli atti svolti dal Presidente si dividono principalmente in due categorie: la prima riguarda gli atti in senso sostanziale che competono esclusivamente al Presidente senza consenso o iniziativa del Governo; la secondo riguarda invece gli atti in senso formale che al contrario sono emanati dal Presidente sotto iniziativa o consenso del Governo. Riguardo questi atti si può dire che la firma del presidente svolge un controllo solo formale.
I principali atti presidenziali relativi al potere legislativo sono:
• L’invio di messaggi alle Camere (su questione di interesse generale);
• L’indizione delle elezione e del referendum popolare;
• Convocazione straordinaria / scioglimento anticipato delle Camere o di una delle due (atto escluso nel semestre bianco);
• Promulgazione delle leggi;
• Nomina di 5 senatori a vita.
Quelli relativi al potere esecutivo riguardano:
• Nomina del Presidente del Consiglio e/o de singoli Ministri, dei funzionari statali di grado più elevato;
• L’autorizzazione alla presentazione delle proposte di legge del Governo e dell’emanazione degli atti nominativi del Governo;
• Rappresentanza dell’Italia dei rapporti esterni, dichiarazione dello stato di guerra, comando delle forze armate (formale) e presidenza del consiglio supremo di difesa
Mentre per le funzioni giurisdizionali svolge:
• La Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che è un organo di autogoverno.
• Nomina di 5 giudici ordinari della Corte Costituzionale
• Concessione della grazia e commutazione delle pene.
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