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Il presidente della Repubblica


(eletto ogni 7 anni dal Parlamento in seduta comune)

Il Presidente della Repubblica, o Capo dello Stato, rappresenta l’unità nazionale e svolge la funzione di garante degli equilibri costituzionali al di sopra degli altri organi governativi. Non è titolare di un potere specifico ma partecipa all’esercizio di tutti i poteri con ruolo di coordinamento e supervisione.
Il suo incarico è ripartito nelle seguenti tre funzioni.
  • Funzione legislativa
  • Funzione esecutiva
  • Funzione giudiziaria
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune con la partecipazione di 3 delegati per ogni regione (1 solo per la Valle d’Aosta). L’elezione si ottiene con i due terzi dei voti, ma dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta (50+1) dell’Assemblea (art. 83).
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino italiano che abbia compiuto 50 anni, e goda dei diritti civili e politici (art. 84).
La carica dura 7 anni, al termine dei quali l’ormai ex Capo dello Stato diventa senatore a vita. Il Presidente della Repubblica può essere rieletto.

L’esercizio del Presidente delle Repubblica prevede:

  • un assegno personale, un compenso in denaro per l’esercizio della funzione
  • una dotazione, un insieme di beni mobili e immobili e una somma in denaro per sostenere le spese dell’incarico
Fa parte della dotazione il Palazzo del Quirinale, dove il Presidente risiede e riceve i Capi di Stato stranieri.

Se il Presidente della Repubblica in carica è impossibilitato a svolgere la propria funzione il Presidente del Senato ne assume la supplenza. In caso di impedimento permanente, morte o dimissione del Capo dello Stato, le Camere devono procedere entro 15 giorni, salvo eccezioni, ad una nuova elezione (art. 86).

La funzione legislativa


In quest’ambito il Presidente della Repubblica:
  • può inviare messaggi alle Camere per richiamare l’attenzione dei parlamentari su particolari questioni
  • indìce le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione
  • autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo
  • promulga le leggi (con possibilità di veto sospensivo) e emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti
  • indìce il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione (art. 87)
  • può, ascoltati i rispettivi presidenti, sciogliere una o entrambe le Camere tranne che negli ultimi 6 mesi del suo mandato (semestre bianco) (art. 88 )
  • può nominare senatori a vita cinque cittadini con particolari meriti in campo sociale, scientifico, artistico o letterario (art. 59)
La funzione esecutiva

In quest’ambito il Presidente della Repubblica:
  • nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri (art. 92)
  • nomina i più alti funzionari dello Stato
  • accredita e riceve i rappresentanti diplomatici e ratifica i trattati internazionali
  • comanda le forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa* e dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere
  • conferisce le onorificenze della Repubblica
*Il Consiglio supremo di difesa è un organo formato dai ministri interessati al problema della difesa nazionale e dal Capo di stato maggiore della difesa.

La funzione giudiziaria


In quest’ambito il Presidente della Repubblica:
  • presiede il Consiglio superiore della magistratura (art. 87)
  • nomina 5 dei 15 giudici della Corte Costituzionale (art. 135)
  • ha facoltà di concedere grazie e di commutare le pene dei condannati*
Gli atti del Presidente della Repubblica devono essere controfirmati dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità, in quanto il Capo dello Stato non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che in caso di alto tradimento o attentato alla Costituzione.

In considerazione dell’alta carica ricoperta, il Codice penale punisce con particolare severità l’attentato alla vita, all’incolumità e alla libertà personale del Presidente della Repubblica.

*La grazia è un provvedimento individuale che condona o diminuisce la pena a un singolo condannato. L’amnistia è, invece, un provvedimento generale che estingue sia il reato sia la pena, e può essere concessa solo dal Parlamento con un’apposita legge.

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