Ominide 29 punti

La peste nera


Con la rinascita dell'anno mille, si ebbe di conseguenza anche un aumento della popolazione. Il popolo cresceva e quindi c'era bisogno di maggiori risorse. Si iniziarono quindi a disboscare e coltivare aree incolte e a coltivare anche terreni poco fertili. I terreni aridi portarono però ad una scarsa produzione, e forse, un errata coltivazione, portò ad una grave e grande carestia. Le carestie però non furono l'unica causa di crisi. Le guerre e le invasioni si unirono infatti alle carestie, e insieme a loro si iniziò a diffondere un'epidemia di peste. Oggi sappiamo che la peste si suddivide in tre ceppi: Bubbonica, che crea dei veri e propri bubboni sulla pelle. Polmonare, che attacca appunto i polmoni, e Setticemica, che crea delle emorragie a livello cutaneo. Oggi sappiamo anche che la peste è dovuta ad un bacillo che vive nei topi. Le pulci, parassiti che spesso occupano il manto degli animali, quando andavano a succhiare il sangue del topo, risucchiavano anche questo bacillo, e successivamente spostandosi sugli uomini andavano a trasmettere la peste.
Tutto ebbe origine nella colonia genovese di Caffa, all'epoca sotto assedio dei Tartari. Era il 1346 quando si iniziò a diffondere la malattia nella piccola colonia e i Tartari furono decimati. Il popolo della colonia iniziò quindi a prendere il sopravvento e i Tartari provarono a riprendersi, ma non riuscendoci, furono costretti a scappare verso l'Europa centrale. Da qui inizia l'esplosione dell'epidemia. Nel 1347 la peste raggiunge Costantinopoli, e attraverso la rete dei commerci l'anno seguente raggiunge Messina estendendosi poi fino a Firenze. Si dice che la peste sia finita nel 1350, ma le morti si registrano fino al 1353.
Le origini potrebbero essere state tante, ma si pensa principalmente ai mercanti mongoli che in quell'epoca trasportavano sacchi di grano, nei quali i roditori si sarebbero potuti nascondere, verso il centro Europa. All'ora la diffusione era molto semplice dato che le città non erano dotate di un sistema fognario. Infine, le conoscenze mediche non erano quelle di adesso, ma comunque non sarebbero riusciti ad evitare la diffusione. I medici consigliarono di stare alla larga dalle acque stagnanti e di lavarsi spesso la faccia, ma i loro consigli erano anche contraddittori, consigliavano infatti di tenere i parenti ammalati in casa e di tenere le finestre aperte, ma allo stesso tempo, l'aria proveniente dall'esterno era infettata.
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email