Concetti Chiave
- L'imperialismo europeo del tardo Ottocento si basava sulla convinzione di superiorità della civiltà europea, giustificando la conquista di territori non ancora dominati.
- La conferenza di Berlino del 1884 segnò l'inizio della spartizione dell'Africa, coinvolgendo potenze come Inghilterra, Francia, Germania e Stati Uniti.
- L'Inghilterra si concentrò sull'Egitto, occupandolo nel 1882 dopo aver acquisito azioni del Canale di Suez, espandendosi poi in Sudan e Sudafrica.
- La Francia annetté il Tonchino e altre regioni, dando vita all'Indocina francese, sottraendole alla dominazione cinese nel 1884.
- Germania e Italia si unirono alla corsa coloniale, mentre Stati Uniti e Giappone espandevano le loro influenze in territori precedentemente controllati da potenze europee.
L'imperialismo europeo
L’ultimo periodo dell’Ottocento è caratterizzato dall’imperialismo e dalla conquista dei territori non ancora conquistati. Alla base dell’imperialismo vi era il principio secondo cui la civiltà europea fosse la razza superiore, la razza destinata a guidare il mondo. Si affermava quindi che l’Europa avesse il diritto di imporre il suo dominio sul resto del mondo. L’imperialismo, oltre a diffondere il razzismo, causò forte tensioni tra gli Stati europei che entrarono in conflitto per la conquista dell’Africa e dell’Asia.
Conferenza di Berlino
Il 15 novembre 1884 venne inaugurata a Berlino una conferenza alla quale parteciparono Inghilterra, Francia, Russia, Germania e Stati Uniti; in tale conferenza si è arrivati alla spartizione del Continente africano, venne proclamata la piena libertà di commercio nell’Africa occidentale per tutte le potenze e venne assegnato il territorio del bacino del Congo al re del Belgio, Leopoldo II.
Con la conferenza di Berlino iniziò una vera e propria corsa alle colonie. A prevalere su tutte le potenze furono l’Inghilterra e la Francia che in pochi anni divennero dei grandi Imperi in Asia, Africa, Oceania.
Espansione britannica in Africa
L’Inghilterra concentrò inizialmente la sua attenzione nell'Africa, invece la Francia concentrò la sua attenzione nell'Asia. Gli inglesi, infatti, si interessarono all'Egitto, specialmente dopo l’apertura del Canale di Suez avvenuta nel 1869, ovvero una via di comunicazione che dimezzava il tragitto tra Londra e Bombay. Così nel 1875 l’Inghilterra comprò dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià, circa la metà delle azioni del canale e in seguito riuscì a insediare le sue tappe nel territorio egiziano e ad arrivare così nel 1882 ad occuparlo definitivamente. Dopo aver occupato l’Egitto, l’Inghilterra occupò il Sudan e successivamente mostrò interesse verso la zona australe del Continente africano, dove erano stati scoperti giacimenti d’oro e di diamanti. In questa zona però erano insediati i discendenti dei primi coloni olandesi, che prendevano il nome di Boeri, cosi essendo quest’ultimi contrari alle intenzioni che avevano gli inglesi si opposero, scatenando uno scontro trasformatosi in una guerra che avvenne fra il 1899 e il 1902, ma ad avere la meglio furono gli inglesi; cosi quest’ultimi occuparono il Sudafrica.
Conquiste francesi in Asia
La Francia invece nel 1884 riuscì a togliere alla dominazione cinese il Tonchino (attuale Vietnam settentrionale) che insieme alle colonie della Cocincina (attuale Vietnam meridionale), alla Cambogia , all’Annam e al Laos diedero origine all'Indocina francese.
Corsa coloniale di Germania e Italia
Anche la Germania e l’Italia intrapresero la corsa alle colonie, infatti, la Germania creò un vasto dominio coloniale nel Togo e nel Camerun, invece l’Italia conquistò l’Eritrea, la Somalia e la Libia.
Ambizioni coloniali di Stati Uniti e Giappone
L’Olanda, il Portogallo e la Spagna furono private di gran parte dei loro territori. A queste potenze europee si affiancarono anche gli Stati Uniti e il Giappone. Gli Stati Uniti volevano impadronirsi di Cuba, Portorico e Filippine, ma si scontrarono con la Spagna perché questi erano già possedimenti coloniali spagnoli; a vincere furono proprio gli Stati Uniti. Questi ultimi successivamente conquistarono le isole Samoa e Hawaii. Il Giappone invece si orientò verso i Paesi vicini, conquistando dunque le due Coree e il Taiwan, ma puntando a espandersi ancor di più volendo conquistare anche la Cina. Quest’ultima era nelle mire espansionistiche anche della Russia, perciò scoppiò un conflitto tra le due potenze. Questo conflitto si trasformò in una vera e propria guerra che prese il nome di guerra russo-giapponese (1904-1905). Tutti si aspettavano che a vincere fosse la Russia, in quanto Paese europeo, invece vinse a sorpresa il Giappone che consacrò il proprio ruolo di potenza egeo-asiatica.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio alla base dell'imperialismo europeo dell'Ottocento?
- Quale evento segnò l'inizio della spartizione dell'Africa?
- Come si sviluppò l'espansione britannica in Africa?
- Quali territori furono conquistati dalla Francia in Asia?
- Quali furono le ambizioni coloniali degli Stati Uniti e del Giappone?
L'imperialismo europeo si fondava sull'idea che la civiltà europea fosse la razza superiore, destinata a guidare il mondo, giustificando così il dominio sui territori non conquistati.
La Conferenza di Berlino, inaugurata il 15 novembre 1884, segnò l'inizio della spartizione del Continente africano, con la partecipazione di potenze come Inghilterra, Francia, Russia, Germania e Stati Uniti.
L'Inghilterra si concentrò sull'Egitto dopo l'apertura del Canale di Suez nel 1869, occupando definitivamente il territorio nel 1882 e successivamente il Sudan e il Sudafrica, dopo una guerra con i Boeri.
La Francia conquistò il Tonchino nel 1884, togliendolo dalla dominazione cinese, e creò l'Indocina francese, comprendente anche la Cocincina, la Cambogia, l'Annam e il Laos.
Gli Stati Uniti cercarono di conquistare Cuba, Portorico e le Filippine, scontrandosi con la Spagna, mentre il Giappone si espanse in Corea e Taiwan, puntando anche alla Cina, portando a un conflitto con la Russia.