Video appunto: Festa della Liberazione


In questo appunto si parlerà di che cosa sia la festa della Liberazione, la sua storia, il significato politico e militare, e un approfondimento sui protagonisti di questa festività, i partigiani nel mondo e il loro ruolo in Italia. Si descrive il ruolo dei partigiani e il loro contributo dato in particolare modo nel corso della Resistenza al regime nazi-fascista; grazie al loro operato prezioso l'Italia e l'Europa si sono liberati dei regimi totalitaristi.


Indice
Festa della Liberazione
Storia della Festa della Liberazione
Il suo significato politico e sociale
I partigiani
I partigiani durante la Seconda Guerra mondiale
Le brigate formatesi in quegli anni

Festa della Liberazione



Ecco alcune caratteristiche della Festa della Liberazione:


  1. il 25 aprile è la festa nazionale della repubblica italiana in cui si celebra la liberazione dall’occupazione del regime tedesco nazista e quello fascista da tutti i territori italiani ancora occupati che furono liberati dal comitato di liberazione nazionale durante il 1945.

  2. E' una festa che viene commemorata e ricordata tutti gli anni.



Storia della Festa della Liberazione



Ecco la storia della festa della Liberazione:

  • il 25 aprile del 1945 fu ordinato a tutte le forze del comitato di liberazione Alta Italia di insorgere contro le forze nazi-fasciste ancora presenti nei loro presidi in nord Italia acquisendo il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo italiano” e stabilendo la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti incluso Benito Mussolini.

  • Questa data è molto importante perché simbolicamente rappresenta il culmine delle azioni di resistenza partigiana in Italia la quale con entro il tre maggio fu totalmente liberata dalle forze nazi-fasciste e portò all’effettiva conclusione della seconda guerra mondiale sul suolo italiano e dal regime fascista in Italia. In questa data si celebra la Festa della Liberazione.

  • Con la liberazione l’Italia formò un nuovo Governo e diede il via al referendum del 2 giugno del 1946 sul mantenere la monarchia o formare una repubblica, alla nascita della Repubblica italiana e alla nostra nuova Costituzione.

  • Sotto proposta dell'allora presidente del consiglio Alcide Amedeo Francesco Degasperi il re Umberto II di Savoia (anche detto il Re di maggio a causa della durata della sua carica durata solo un mese) il 22 aprile del 1946 emanò che il 25 aprile come festa nazionale, chiamata anche festa della Liberazione.

  • Dal 1946 ogni 25 aprile si festeggia la liberazione d’Italia in tutte le città italiane ed è sentita fortemente nelle città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, tra gli eventi che si svolgono in questa giornata c’è il solenne omaggio del presidente della repubblica che depone una corona d’alloro sul monumento dedicato al milite ignoto della prima e seconda guerra mondiale.



Il suo significato politico e sociale




  1. La festa serve a ricordare ciò che è successo in Italia durante il ventennio fascista e che non deve ripetersi, è un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e sociale in quanto simbolo della lotta delle forze armate alleate anglo-americane, delle divisioni e i reparti dell’esercito italiano che sostennero le forze anglo-americane ribellandosi al regime nazi-fascista e ovviamente delle forze partigiane che iniziarono a combattere a partire del 1943.68mo Anniversario Liberazione d'Italia

  2. La festa della Liberazione serve dunque per ricordare dunque la grande Resistenza partigiana.



I partigiani



Ecco gli importanti protagonisti che vengono ricordati nella festa della Liberazione:

  • I partigiani sono dei combattenti armati non appartenenti a un esercito regolare ma ad un movimento di resistenza organizzato i gruppi o bande i quali per fronteggiare i reparti di un esercito regolare attuano delle operazioni di guerriglia e di guerra asimmetrica.

  • I movimenti partigiani attorno al mondo e le loro azioni sono considerate lecite dalla XX assemblea generale dell’ONU (1965) in cui si è espressa la legittimità della lotta dei popoli che sono sotto oppressione coloniale per esercitare il loro diritto di indipendenza e inoltre sono invitati tutti gli stati a fornire assistenza morale e militare ai movimenti di liberazione nazionale dai territori coloniali.


  • I partigiani sono caratterizzati da:

    • Arruolamento volontario.

    • Accresciuta mobilità e impegno politico.

    • Natura territoriale e difesa dell’area geografica coincidente con l’area culturale di appartenenza.

    • Mancato utilizzo di uniformi o segni di riconoscimento.

    • Collegamento a organizzazioni politiche.



    I partigiani durante la Seconda Guerra mondiale




    • le brigate partigiane erano la formazione tattica tipica della resistenza italiana e si formarono con l’unione degli ex-militari del regio esercito italiano disciolto l'otto settembre del 1943 e tutte quelle persone che volontariamente scelsero di combattere il regime nazi-fascista in nord Italia.

    • Queste organizzazioni furono inoltre invitate a formarsi nell’autunno del 1943 sotto l’indicazione del P.C.I. (partito comunista italiano). le brigate partigiani infatti avevano come riferimento i vari partiti italiani primo fra tutti il P.C.I. poi a seguire il Partito d’Azione, il Partito Socialista Italiano, il Partito della Democrazia Cristiana e infine l’M.C.C. (movimento partito della sinistra cristiana).

    • Un importante componente che diresse le azioni partigiane fu il “corpo volontari della libertà” (CVL) fondato il 9 giugno 1944 e con sede a Milano dove si trovavano i vertici delle organizzazioni partigiane.



    Le brigate formatesi in quegli anni



    Le divisioni o brigate formatesi in quegli anni in nord Italia sono elencate qua sotto:

    1. 46 formazioni “Garibaldi”

    2. 33 formazioni “GL” (giustizia e libertà)

    3. 12 formazioni “Matteotti”

    4. 4 formazioni “Fiamme Verdi”

    5. 15 formazioni dichiaratesi autonome

    6. In tutto formano 178 formazioni di 200.000 partigiani che combatterono contro il regime nazi-fascista (tra questi anche fra i 65.000 e gli 80.000 partigiani di religione cattolica che anche se trovandosi in contrasto con le altre formazioni durante la guerra i dissidi si attenuarono grazie al dovere di affrontare un nemico comune)



    A cura di Matteo.