Video appunto: Bella ciao


All’interno di questo appunto è possibile trovare una descrizione ed un’analisi della storia, dell’origine e della diffusione della canzone popolare Bella ciao, simbolo importantissimo della Resistenza italiana. Si tratta di un canto popolare italiano, che veniva cantato anche dai membri della Resistenza partigiana quale simbolo di lotta alla libertà durante l'occupazione del regime fascista e del regime nazista poi.
Viene esaminata la storia del canto Bella ciao, le sue origini, la presenza di altre versioni del testo conosciuto nel mondo, la sua diffusione.

Indice
Storia di Bella ciao
Origine di Bella ciao
La Resistenza
Altre versioni
Diffusione di Bella ciao

Storia di Bella ciao




  • Bella ciao è un canto popolare italiano, nato dopo la Liberazione;

  • È diventato famoso e popolare perché fu associato al movimento partigiano italiano;

  • Nonostante sia un canto popolare italiano, che è legato alle vicende nazionali, Bella ciao è ancora oggi conosciuto in molte parti del mondo come canto di resistenza e di libertà.



Origine di Bella ciao




  1. Si ipotizzò il legame di Bella ciao con un canto delle mondine padane, ma si trattò di un errore;

  2. Infatti Cesare Bermani lo dimostrò: la Bella ciao delle mondine era stata composta dopo la guerra dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri;

  3. Invece, la Bella ciao partigiana riprendeva nella parte del testo la struttura del canto “Fior di tomba”;

  4. Sia musicalmente che nella struttura della ripetizione, ovvero il "ciao" che viene ripetuto, derivava da un canto infantile diffuso in tutto il nord “La me nòna l'è vecchierella”;

  5. Un'altra possibile influenza può essere stata quella di una ballata francese del Cinquecento che sarebbe stata assorbita prima nella tradizione piemontese “Là daré 'd cola montagna”;

  6. Ma poi in quella trentina “Il fiore di Teresina”;

  7. Anche in quella veneta “Stamattina mi sono alzata”, in seguito nei canti delle mondariso e infine in quelli dei partigiani;



La Resistenza




  • Molti credono che la canzone Bella ciao sia stata l'inno della lotta di resistenza italiana al nazifascismo;

  • In realtà, diventò l’inno ufficiale della Resistenza solo vent'anni dopo la fine della guerra;

  • La sua diffusione nel periodo della lotta partigiana era minima e nota solo in alcuni reparti combattenti ma non era la canzone simbolo della resistenza;

  • Cesare Bermani ha definito Bella ciao l'invenzione di una tradizione;

  • Anche Antonio Virgilio Savona e Michele Straniero, i quali sono storici, affermarono che Bella ciao fu poco cantata durante la guerra partigiana e venne diffusa solo nel dopoguerra;

  • Come è riportato nel testo di Roberto Battaglia intitolato “Storia della Resistenza italiana” risultava molto più popolare di Bella ciao tra i canti partigiani il testo “Fischia il vento”, che infatti divenne l'inno ufficiale delle Brigate Partigiane;

  • Anche il noto giornalista Giorgio Bocca affermò che: “Bella ciao … canzone della Resistenza, e Giovinezza … canzone del ventennio fascista … Né l'una né l'altra nate dai partigiani o dai fascisti, l'una presa in prestito da un canto dalmata, l'altra dalla goliardia toscana e negli anni diventate gli inni ufficiali o di fatto dell'Italia antifascista e di quella del regime mussoliniano … Nei venti mesi della guerra partigiana non ho mai sentito cantare Bella ciao, è stata un’invenzione del Festival di Spoleto”;

  • Bella ciao venne cantata, tradotta e diffusa in tutto il mondo grazie alle molteplici commissioni partecipanti al primo festival mondiale della Gioventù democratica che si tenne a Praga nell'estate 1947.



Altre versioni




  1. Oggi Bella ciao è diffusa tra i movimenti di Resistenza in tutto il mondo, dove è stata diffusa da militanti italiani;

  2. È cantata, in lingua spagnola, in Chiapas;

  3. A Cuba è cantata nei campeggi dei Pionieri, mettendo la parola “guerrillero” al posto della parola "partigiano";

  4. È conosciuta e tradotta anche in cinese;

  5. Dal 1968 questa canzone è stata spesso ripresa come propria da movimenti di sinistra e di estrema sinistra, formati soprattutto da giovani;

  6. Anche se in origine Bella ciao era riconosciuta come appartenente a tutta la Resistenza, dove parteciparono formazioni ed persone di diverse opinioni, dai comunisti e socialisti, dai repubblicani e cattolici fino ai partigiani autonomi, che si contraddistinguevano con un fazzoletto di colore azzurro e che erano contrari al comunismo;

  7. Una versione conservatrice aggiungeva una strofa finale che affermava: "Era rossa la sua bandiera... come il sangue che versò";

  8. Perciò, ancora oggi ispira molti autori italiani, ma anche molti stranieri ed è utilizzata in molteplici occasioni, che non sono direttamente collegate alla Resistenza.



Diffusione di Bella ciao




  • La popolarità internazionale di Bella ciao si diffuse alla fine degli anni 1940 e negli anni 1950, in occasione dei numerosi "Festival mondiali della gioventù democratica" che si sostennero in molteplici città fra cui Praga, Berlino e Vienna, dove questa fu cantata con un forte successo dai delegati italiani e perciò tradotta in varie altre lingue da altri delegati stranieri;

  • Questo canto, quindi, raggiunse una grandissima diffusione di massa negli anni Sessanta, soprattutto durante le manifestazioni operaie e studentesche del Sessantotto;

  • Le prime incisioni di questa versione partigiana sono dovute a Sandra Mantovani e Fausto Amodei in Italia, e al cantautore francese di origine toscana Yves Montand;

  • La prima volta che apparve in televisione fu nella trasmissione Canzoniere minimo, nel 1963, eseguita da Gaber, Maria Monti e Margot, che però la cantarono senza l'ultima strofa: "questo è il fiore di un partigiano - morto per la libertà";

  • Invece, la diffusione in 45 giri avvenne da parte di Gaber solo nel 1965.



A cura di Fabiola.