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Concetti Chiave

  • La segregazione razziale in Sudafrica, nota come apartheid, negava diritti politici e proprietà terriera ai neri, imponendo una netta divisione tra bianchi e neri.
  • Le leggi dell'apartheid, introdotte nel 1948, separavano rigorosamente i servizi pubblici e le professioni, riservando le migliori risorse ai bianchi.
  • I neri dovevano possedere un lasciapassare per lavorare nelle città e vivevano in quartieri segregati, con alcuni diventati stranieri nei propri territori (bantustan).
  • Le politiche razziste dell'apartheid provocarono proteste internazionali e portarono all'uscita del Sudafrica dal Commonwealth, proclamando la Repubblica Sudafricana nel 1961.
  • Il movimento di liberazione ANC venne dichiarato illegale nel 1960, con membri perseguitati e uccisi dalla polizia, evidenziando la violenta repressione contro la lotta per i diritti dei neri.

In questo contenuto si parlerà del regime dell' Apartheid in sudafrica, come funzionava e come è stato combattuto.

Indice

  1. Le origini del dominio bianco e la privazione delle terre
  2. La nascita dell'apartheid e le sue regole
  3. I controlli sugli spostamenti e lo stratagemma dei territori riservati
  4. Le reazioni estere, i moti di piazza e la risposta della polizia

Le origini del dominio bianco e la privazione delle terre

La storia sudafricana si è caratterizzata per una profonda spaccatura sociale. Il potere politico ed economico era concentrato dei bianchi europei. La maggioranza della popolazione locale, composta da cittadini neri, veniva invece totalmente esclusa dalla vita democratica. Per rafforzare questa posizione di vantaggio, le autorità approvarono norme specifiche sul possesso terriero. Queste leggi vietarono alle comunità africane l'acquisto e la proprietà del suolo al di fuori di limitatissime aree riservate. Attraverso questo meccanismo la popolazione nera fu privata dei propri mezzi di sostentamento tradizionali.

La nascita dell'apartheid e le sue regole

La situazione sociale subì un drastico peggioramento a seguito dell'affermazione elettorale dei partiti conservatori e razzisti. Da quel momento venne introdotto e formalizzato un regime di separazione radicale tra i gruppi etnici. Questo sistema, noto come apartheid, impose la divisione di ogni ambito della vita quotidiana. I servizi essenziali vennero rigidamente sdoppiati: dagli istituti scolastici alle strutture sanitarie, dai mezzi di trasporto pubblico fino alle panchine dei parchi. Gli ambienti destinati alla minoranza bianca disponevano di risorse adeguate e standard elevati, mentre quelli riservati ai neri versavano in uno stato di costante degrado. Le cariche pubbliche e gli impieghi meglio retribuiti rimasero appannaggio esclusivo della popolazione d'origine europea. Parallelamente vennero vietati i legami matrimoniali tra persone di diversa estrazione e si impose l'obbligo di risiedere in zone urbane rigorosamente distinte.

I controlli sugli spostamenti e lo stratagemma dei territori riservati

L'accesso della popolazione nera alle aree produttive e ai centri abitati dai bianchi era sottoposto a un rigido controllo di polizia. Per poter lavorare nelle città, i cittadini africani dovevano esibire speciali documenti di transito ed erano obbligati a lasciare il centro urbano al termine della giornata lavorativa per fare ritorno nelle periferie. Successivamente il governo elaborò un piano per la creazione di specifiche riserve etniche fittiziamente autonome. L'assegnazione dei cittadini neri a questi territori circoscritti aveva uno scopo preciso: privarli della cittadinanza nazionale e trasformarli formalmente in stranieri all'interno del proprio paese. Grazie a questo espediente normativo, l'amministrazione centrale poteva limitare, bloccare o revocare l'ingresso della popolazione nera nel resto del territorio nazionale in qualsiasi momento.

Le reazioni estere, i moti di piazza e la risposta della polizia

L'asprezza di queste misure provocò un'ondata di indignazione a livello globale e la condanna da parte delle organizzazioni internazionali. Per evitare pressioni esterne e difendere le proprie scelte, il governo decise di rompere i legami ufficiali con le associazioni di ex colonie britanniche e si proclamò repubblica autonoma. All'interno del paese, le intollerabili condizioni sociali fecero esplodere la rabbia popolare con imponenti manifestazioni di protesta nei sobborghi operai e tra i movimenti studenteschi. La reazione del regime di fronte alla mobilitazione fu spietata. L'organizzazione principale che guidava la lotta della maggioranza nera per la parità dei diritti venne dichiarata fuorilegge. I suoi dirigenti e i suoi militanti subirono arresti di massa, persecuzioni giudiziarie e violenze da parte delle forze d'ordine, aprendo una lunga fase di scontro e resistenza.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali leggi che regolavano l'apartheid in Sudafrica?
  2. Le leggi dell'apartheid, introdotte nel 1948, imponevano una separazione totale delle razze, con servizi pubblici e professioni riservate esclusivamente ai bianchi. Inoltre, furono vietati i matrimoni misti e i neri furono costretti a vivere in quartieri separati (1950).

  3. Quali furono le conseguenze sociali e politiche dell'apartheid?
  4. L'apartheid suscitò proteste a livello mondiale e portò l'Unione Sudafricana a uscire dal Commonwealth nel 1961, proclamandosi Repubblica Sudafricana. Inoltre, scatenò rivolte tra la popolazione nera, come quelle di Soweto nel 1976 e Guguleto nel 1977.

  5. Che fine fece il movimento di liberazione dei neri in Sudafrica?
  6. Il movimento di liberazione, l'ANC, fu dichiarato illegale nel 1960 e i suoi membri subirono persecuzioni, incarcerazioni e uccisioni da parte della polizia sudafricana, evidenziando la repressione del regime apartheid.

Domande e risposte

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