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Dall'11 settembre 2001 alla seconda guerra del golfo (2003) e approfondimento sull'isis

Introduzione: i limiti delle Nazioni Unite.
A. Il Consiglio di Sicurezza è configurato sulla base dell’assetto geo-politico del mondo alla fine della Seconda Guerra mondiale: il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è formato dalle 5 nazioni vincitrici del conflitto;
B. Manca una forza militare autonoma d’intervento.
N.B. Dopo la caduta dell’URSS la NATO ha modificato le sue funzioni, diventando in tal modo un’alleanza militare globale, allargata anche a quei Paesi che avevano fatto parte del Patto di Varsavia e, contestualmente, una sorta di “braccio armato” dell’ONU.

1. La svolta dell'attentato alle due torri.

L’11 settembre 2001 vennero abbattute tramite attacco aereo kamikaze le Twin Towers, sede del World Trade Centre - e quindi simbolo della potenza economica degli Stati Uniti e un’ala del Pentagono – simbolo della potenza militare della Nazione, mentre un quarto aereo diretto sulla Casa Bianca mancò l’obiettivo andandosi a schiantare in Pennsylvania.
L’artefice di tale attacco terroristico che mise per la prima volta in discussione la tradizionale “intoccabilità” degli Stati Uniti, facendo calare sulla Nazione e su tutto l’Occidente il velo della minaccia del terrorismo internazionale, fu l’organizzazione terroristica di Al-Qaeda, guidata dallo sceicco saudita Osama Bin Laden e in secondo luogo da Al-Zawahiri. Lo scopo principale dell’organizzazione – proclamato da un video in cui compare Bin Laden, reso noto qualche tempo dopo l’attentato, è quello di agire in nome della “Nazione Islamica” contro i crimini commessi dall’Occidente.
n.b. Peculiarità di Al-Qaeda è il carattere transnazionale dell’organizzazione, ripreso poi in tempi più recenti dall’ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) di Abu Bakr al Baghdadi e consolidatosi nella proclamazione del Califfato.

2. La fine della guerra in Afghanistan.
Il 10 ottobre 2011 la NATO sferrò un attacco al regime talebano in Afghanistan, accusato di nascondere la base logistica di al-Qaeda. Il regime cadde dopo poco tempo.

3. La seconda guerra del golfo.
A seguito degli eventi dell’11 settembre 2001 la politica estera e militare degli Sati Uniti subì una svolta: si cominciò a parlare del principio della “guerra preventiva”, per il quale il governo di Washington intente arrogarsi il diritto di intervenire in qualsiasi parte del globo per scongiurare minacce alla pace internazionale, senza l’avallo ufficiale delle Nazioni Unite. Tale principio venne messo in pratica per la prima volta nel 2003, con la seconda invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti (Anche se bisogna ricordare che già nella guerra del Kosovo, la NATO – espressione della potenza militare degli USA - era intervenuta senza il consenso dell’ONU, che aveva avallato l’operazione solo un secondo tempo).

A differenza della prima Guerra del Golfo gli Stati Uniti agirono contro le direttive ufficiali dell’ONU e per tale motivo si trovarono diplomaticamente isolati, sostenuti principalmente dall’Inghilterra ma avversati da Paesi europei come Francia e Germania.
Le motivazioni che spinsero Washington a invadere l’Iraq una seconda volta non sono ancora certe, ma è probabile che tale decisione derivi dalla volontà statunitense si controllare direttamente il 2° Paese produttore di petrolio al mondo e di accerchiare politicamente e militarmente l’Arabia Saudita, per scongiurare eventuali derive verso posizioni integraliste, viste le origini saudite dello stesso Bin Laden.

4. Le conseguenze della guerra.
Le conseguenze della Seconda Guerra del Golfo sono riassumibili in 4 punti:
1. Crisi della credibilità e dell’efficacia decisionale e operativa dell’ONU;
2. Si vennero a creare nuovi motivi di odio da parte del mondo islamico dell’Occidente e per tale motivo un’organizzazione integralista come al Qaeda riuscì a insediarsi in un Paese tradizionalmente laico come l’Iraq;

3. Nel 2006 ebbe luogo la condanna a morte del dittatore iracheno Saddam Hussein. Tale evento destabilizzò gli equilibri politici del Paese, perché a seguito della deposizione di Saddam il potere venne assunto da Nuri al Maliki, che creò un governo sciita in un Paese a maggioranza sunnita (si vennero così a creare motivi di scontento che potrebbero essere alla base della nascita e del rapido rafforzamento dell’ISIS, che, così come e più di al Qaeda, presenta tendenze fondamentaliste dell’islam sunnita);
4. Crisi del modello monopolare della gestione del potere globale da parte degli USA, che in questa vicenda si mostrano sostanzialmente incapaci di gestire politiche di controllo territoriale in un contesto di pacificazione.


5. Approfondimento - ISIS: figlio della seconda guerra del golfo?
L’ISIS, che viene comunemente ritenuto una deriva integralista o un braccio operativo di al Qaeda (poi allontanato dello stesso al Zawahiri , per le pratiche eccessivamente brutali e barbariche e la crudeltà dimostrata, inaccettabili persino dagli standard di al Quaeda), secondo taluni potrebbe essere figlio diretto dell’invasione statunitense del 2003. Infatti il primo nucleo operativo dell’organizzazione avrebbe visto la luce per la prima volta nel 2004 con il nome originario di “ Organizzazione del monoteismo e del jihad”, in risposta all’intervento militare americano e con una particolare propensione per il carattere transnazionale del jihad internazionale.

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