Nel 2003 il presidente americano George Bush jr, appoggiato dal Primo Ministro britannico, il laburista Tony Blair (nato nel 1953), decide di rendere ancora più incisiva la reazione americana e progetta un attacco all'Iraq. La decisione è dettata da diverse ragioni: punire uno Stato dell'area islamica che non sia nettamente dissociata dal terrorismo islamico, acquisire il controllo diretto di una regione cruciale per la produzione petrolifera, dare un ulteriore dimostrazione simbolica della forza e della determinazione dell'Occidente. L'operazione però incontra sin dall'inizio delle difficoltà. I motivi fondamentali, addotti per legittimare l'operazione, sono che l'Iraq di Saddam Hussein sarebbe in possesso di pericolose armi di distruzione di massa che potrebbero essere usate contro Israele contro gli stessi paesi occidentali; e che Saddam Hussein avrebbe sostenuto politicamente e finanziariamente al-Qaeda. Le prove offerte a sostegno di queste affermazioni sembrano fragili (in effetti l'Iraq non possedeva armi di distruzione di massa). L'Onu, questa volta, non offre il suo sostegno all'attacco, che comunque viene realizzato da truppe statunitensi e britanniche: la guerra inizia nel marzo del 2003 e si conclude due mesi dopo ai primi di maggio. Saddam Hussein viene catturato il 14 dicembre 2003 viene poi processato da un tribunale del nuovo Stato iracheno e condannato a morte, sentenza eseguita il 30 dicembre 2006. Nei mesi successivi alla conquista dell'Iraq vari paesi, tra cui l'Italia, inviano corpi di spedizione con compiti di pacificazione e di controllo del territori. In realtà come in Afghanistan anche in Iraq la situazione è tutt'altro che sotto controllo: in numerose aree del paese vi sono gruppi di varie estrazioni (ex membri del regime di Saddam Hussein, radicali islamici di varie affiliazione) che continuano a compiere azioni di guerriglia o attentati effettuati secondo lo stile dell'operazione martirio (cioè con attentatori suicidi). I governi che si sono formati dopo l'invasione anglo-americana sono indeboliti dalle gravi divisioni che si sono aperte tra le diverse componenti della popolazione irachena sunniti, sciiti e curdi. L'11 marzo 2004 una serie di attentati coordinati ha colpito diverse stazioni ferroviarie di Madrid provocando circa 200 morti e 2000 feriti con tutta probabilità l'attentato è stato compiuto da un'organizzazione islamica vicino ad al-Qaeda come ritorsione per l'appoggio offerto dal governo spagnolo all'invasione angloamericana dell'Iraq. Nondimeno l'occupazione di Iraq e Afghanistan continua senza che la situazione nei due paesi si stabilizzi realmente. Nel maggio del 2011 il governo statunitense ha dato la notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden, sorpreso nel suo rifugio non lontano da Islamabad, capitale del Pakistan.

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