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Concetti Chiave

  • Gian Lorenzo Bernini, nato nel 1598 a Napoli, è considerato il più grande scultore del XVII secolo e il fondatore dello stile barocco nella scultura.
  • "Apollo e Dafne", realizzata tra il 1622 e il 1625, è una delle opere più significative di Bernini, ispirata al racconto mitologico di Ovidio.
  • La scultura rappresenta il culmine della trasformazione di Dafne in un albero, con una rappresentazione dinamica del movimento e delle emozioni.
  • Bernini collaborò con Giuliano Finelli, che si occupò dei dettagli della trasformazione di Dafne, rendendo la scultura ancor più ricca di significato.
  • La scultura è progettata per essere vista da destra, permettendo di cogliere simultaneamente le espressioni di Apollo e Dafne, enfatizzando la narrazione visiva.

In questo appunto viene analizzata l’opera di Gian Lorenzo Bernini dal titolo “Apollo e Dafne”. Di seguito viene riportata anche informazioni salienti sull’artista e poi la scultura di Apollo e Dafne, quando è stata realizzata, cosa rappresenta e altre informazioni significative.
Apollo e Dafne: descrizione dell'opera artistica articolo

Informazioni salienti sull’artista Gian Lorenzo Bernini

Gian Lorenzo Bernini è nato il 7 dicembre 1598 a Napoli e viene ricordato per essere stato il più grande scultore italiano del XVII secolo. Bernini fu il creatore dello stile barocco della scultura e lo estese a tal punto che altri artisti hanno avuto un'importanza minore rispetto allo stile creato da Bernini. Alla fine, Bernini morì all'età di 81 anni, dopo aver realizzato architetture maestose per otto papi. Bernini fu l'ultimo dei talentuosi artisti italiani di quel periodo e lo stile barocco che contribuì a creare fu l'ultimo stile italiano a diventare uno standard internazionale. La sua morte segnò la fine dell'dominio artistica dell'Italia in Europa.
Per ulteriori approfondimenti su Gian Lorenzo Bernini vedi qui

Contesto storico della realizzazione dell’opera “Apollo e Dafne” di G.L Bernini

La raffigurazione del movimento è sempre stata una questione importante nella scultura Apollo e Dafne di Bernini, legata alle conoscenze dell'anatomia e ai mezzi tecnici a disposizione nelle varie epoche. Nel Seicento, la scultura barocca affrontò spesso il movimento nel modo teatrale che le era congeniale. “Apollo e Dafne” è una delle sculture più importanti delle opere di Bernini, dal carattere fantasioso e sensuale, eseguito dall’artista tra il 1662 e il 1625, ispirandosi soprattutto al racconto mitologico de “Le Metamorfosi” del poeta latino Ovidio.
Per ulteriori approfondimenti sull'opera Apollo e Dafne vedi qui

Percorso cronologico sulla realizzazione dell’opera “Apollo e Dafne”

La scultura in questione fu l'ultima di una serie di opere commissionate dal cardinale Scipione Borghese a Bernini durante i suoi primi anni di carriera. Questa scultura fu richiesta dopo che Borghese aveva donato un'opera precedente al cardinale Ludovico Ludovisi. Bernini cominciò a realizzare diverse sculture nel 1622–23. L’opera di Bernini “Apollo e Dafne” non fu eseguita esclusivamente da lui, ma si fece aiutare da un membro della sua bottega, Giuliano Finelli, il quale si occupò di tutti particolari della scultura che rappresentavano il cambiamento di Dafne da persona umana ad albero, la trasformazione delle braccia e capelli in rami e foglie scompigliati dal vento. La scultura di Apollo e Dafne fu completata nell'autunno del 1625.

Informazioni introduttive sull’opera “Apollo e Dafne”

“Apollo e Dafne” è una scultura in stile barocco realizzata con il marmo ad altezza naturale realizzata dall'artista italiano Gian Lorenzo Bernini tra il 1622 e il 1625. L’opera è custodita nella Galleria Borghese a Roma e raffigura il culmine della storia di Apollo e Dafne nell’opera “Le Metamorfosi” di Ovidio.

Descrizione della statua di Gian Lorenzo Bernini: “Apollo e Dafne”

La statua rappresenta il momento in cui il dio ha finalmente raggiunto la ninfa amata, ma la trasformazione di Dafne in una pianta di alloro è già cominciata a partire dalla parte bassa dai piedi, fino a salire piano piano ai capelli e alle mani, accompagnata da un grido di dolore per ciò che le stava capitando. Le due figure sembrano avere un peso irrilevante nonostante i gesti di fuga ma il tronco ricorda con pesantezza l'immobilità di Dafne e indica che quello di Apollo sarà l'ultimo passo della sua corsa. Bernini con questo gioco di luci ed ombre, vuole meravigliare l'osservatore. Lo fa anche attraverso il contrasto tra l'obiettiva staticità della statua e l'impressione generale di movimento che lo scultore prolunga nell'impeto finale di Dafne, la quale solleva impaurita ancora le mani e i capelli mentre si stanno già trasformando in rami e foglie. La forte passione che viene rappresentata dai due soggetti deriva non solo dalla raffigurazione in movimento dei soggetti, ma anche dal gioco luminoso, dalle parti piene e vuote, dalla differenza tra le superfici che compongono la scultura. Il marmo utilizzato per la realizzazione della scultura è stato lavorato nei minimi dettagli, per poter raffigurare la ruvidità e l’irregolarità della corteccia, ma anche le secchezze delle rocce e delle foglie che si contrappongono alla tenerezza del volto spaventato di Dafne. Inoltre, tutte le parti della scultura sono in equilibrio tra di loro, senza contrapporsi in maniera pesante rispetto la complessità dell’opera. Così facendo la scultura marmorea, nonostante sia stata realizzata su due piani di cui uno appartiene ad Apollo e l’altro Dafne, trasmette a chi la guarda un senso di armonia.
Per ulteriori approfondimenti sulla descrizione della statua di "Apollo e Dafne" vedi qui
Apollo e Dafne: descrizione dell'opera artistica articolo

Caratteristiche scultore applicate da Bernini su “Apollo e Dafne”

Nonostante la scultura possa essere apprezzata da più angolazioni, Bernini la progettò che fosse vista lievemente da destra in modo tale che l'opera potesse essere visibile dal portale in cui si trovava. Fissare la scultura da questa angolazione permetteva all'osservatore di vedere le reazioni di Apollo e Dafne simultaneamente, comprendendo così la narrazione della storia in un solo istante, senza la necessità di spostarsi dalla posizione. Però in un secondo momento, la scultura è stata spostata al centro della stanza.
Per ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche di "Apollo e Dafne" vedi qui
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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza di Gian Lorenzo Bernini nella scultura barocca?
  2. Gian Lorenzo Bernini è considerato il più grande scultore italiano del XVII secolo e il creatore dello stile barocco nella scultura, influenzando profondamente l'arte del suo tempo e oltre (testo).

  3. Quando è stata realizzata la scultura "Apollo e Dafne" e da chi è stata commissionata?
  4. "Apollo e Dafne" è stata realizzata da Bernini tra il 1622 e il 1625 ed è stata commissionata dal cardinale Scipione Borghese (testo).

  5. Qual è il tema centrale della scultura "Apollo e Dafne"?
  6. La scultura rappresenta il momento culminante della storia di Apollo e Dafne, ispirata al racconto mitologico de "Le Metamorfosi" di Ovidio, evidenziando la trasformazione di Dafne in una pianta di alloro (testo).

  7. Quali tecniche scultoree ha utilizzato Bernini per rappresentare il movimento in "Apollo e Dafne"?
  8. Bernini ha utilizzato un gioco di luci e ombre, contrastando la staticità della scultura con l'impressione di movimento, evidenziando la trasformazione di Dafne e l'azione di Apollo (testo).

  9. Come è stata progettata la scultura "Apollo e Dafne" per l'osservazione?
  10. Bernini ha progettato la scultura per essere vista leggermente da destra, permettendo all'osservatore di cogliere simultaneamente le reazioni di Apollo e Dafne, facilitando la comprensione della narrazione (testo).

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