Concetti Chiave
- Salvador Dalì, artista spagnolo del primo Novecento, è noto per la sua pittura provocatoria e stravagante, che ha portato il Surrealismo a nuovi limiti.
- La tecnica paranoico-critica di Dalì consente di esprimere immagini deliranti che riflettono il mondo dell'inconscio e della paranoia, combinando elementi onirici e razionali.
- Le sue opere, come "Giraffa infuocata" e "Costruzione molle con fave bollite", esplorano temi di violenza e paura, utilizzando simboli psicoanalitici e rappresentazioni inquietanti.
- Dalì rappresenta il corpo umano con cassetti che simboleggiano segreti e tabù, evidenziando il legame tra arte e psicoanalisi nella sua visione artistica.
- Le sue creazioni, caratterizzate da doppie immagini e simboli complessi, rendono difficile il loro significato, contribuendo alla loro fruizione elitaria e misteriosa.
Salvador Dalì, un artista stravagante e contraddittorio
Salvador Dalì (1904-1989), artista spagnolo del primo Novecento, è un genio dell’arte. Con lui si torna al figurativo e ad una pittura che va oltre la realtà, una pittura precisissima.Nato a Figueres, in Catalogna, frequenta l’Accademia Reale San Ferdinando a Madrid, nella quale aveva studiato anche Picasso. Sin da subito dimostra di essere una persona stravagante, folle, conquistandosi anche le antipatie degli altri personaggi in vista dell’epoca.
Lavora inizialmente in Spagna, poi si trasferisce a Parigi. Infine, sbarca negli USA, dove trova la ricchezza e dove guadagnerà il soprannome “Avida Dollars” (che in realtà è l’anagramma di Salvador Dalì), datogli da Breton per la sua contraddittoria attaccatura al denaro.Nel 1926 incontra Gala, sua futura sposa, con la quale ebbe un matrimonio religioso e un legame molto forte. Tra i più grandi e importanti personaggi del Surrealismo, Dalì inventa la tecnica paranoico-critico per la composizione e realizzazione dei suoi dipinti. Cercherà infatti di fissare sulla tela delle immagini deliranti che, nei sogni, coincidono con il momento della paranoia. Queste immagini riescono a razionalizzarsi e fissarsi sulla tela solo in un momento successivo, il momento “critico”. Così egli stesso descrive il proprio processo creativo:
“Durante l’intera giornata, seduto davanti al cavalletto, fissavo la tela come un medium per vederne sorgere gli elementi della mia immaginazione. Quando le immagini si collocavano esattamente nel quadro io le dipingevo immediatamente, a caldo. Ma, a volta, dovevo aspettare delle ore e restare in ozio con il pennello immobile in mano prima di veder nascere qualcosa”.
Per ulteriori approfondimenti sulla figura di Salvador Dalì vedi qui
Tematiche della sua arte: il mondo della paranoia
Nelle sue opere che puntano ad esprimere gli aspetti più reconditi e paranoici dell’inconscio, si percepisce sempre un distacco razionale, rappresentato appunto dal momento critico. Grazie a questa oggettivazione razionale, gli elementi onirici e i tabù che egli rappresenta prendono una forma, a volte iperrealista, e possono essere trasmessi sulla tela come una “fantasticheria superrealista”. Nei suoi lavori troviamo temi classici della psicoanalisi: uno su tutti la relatività del tempo, della famosissima opera con orologi molli del 1931 “La persistenza della memoria”. Predominante nelle sue tele è l’uso di simboli, doppie immagini composte con più figure realizzate in scale diverse, tabù sessuali (il corpo della donna che compare spesso). Il delirio paranoico trova in Dalì le espressioni più ripugnanti, incarnandosi in esseri raccapriccianti e in composizioni di figure inquietanti. Le opere che ne risultano sono di difficile fruizione. Vuoi per l’uso di simboli derivanti dalla psicoanalisi che le rendono elitarie, vuoi perché il tema dell’inconscio è in sé misterioso e non totalmente afferrabile.Per ulteriori approfondimenti sul Surrealismo vedi qui
Il tema dei cassetti: l’opera “Giraffa infuocata”
Nella sua opera “Giraffa infuocata” del 1936-1937 l’artista ripropone uno dei suoi temi dominanti, quello del corpo umano rappresentato con dei cassetti. Il riferimento a Freud è evidente ed egli stesso ne spiega il simbolismo: “il corpo umano è oggi pieno di cassetti segreti che solo la psicoanalisi è in grado di aprire”. È questi cassetti sono pieni di tabù e paranoie, e solo l’artista può aprirli e frugarci dentro. L’opera, dipinta durante il periodo della guerra civile in Spagna, rappresenta allegoricamente la violenza e la morte. In primo piano vediamo de figure, due manichini sorretti da stampelle, due corpi precari. La più grande, in primo piano, ha dei cassetti aperti lungo il corpo, che si aprono, vuoti. Sullo sfondo, una giraffa infuocata che dà il titolo all’opera: perché la guerra, la violenza, la morte, non devono avere molta importanza.Per ulteriori approfondimenti sulle opere di Dalì vedi qui
“Costruzione molle con fave bollite”: una tela che parla di inquietudine
Un’altra opera che risale al periodo della guerra civile in Spagna è la “Costruzione molle con fave bollite: presagio di guerra civile” che Dalì dipinge nel 1936. In questo lavoro appunto, l’artista vuole ricostruire il mostro della guerra: presenta una testa mostruosa che si erge in alto su una composizione precaria. Sotto, tra le informi e molli figure si percepisce una mano che stringe il seno di una donna, un piede, un’altra mano, e delle fave bollite. L’essere che ne risulta è un essere abominevole e inquietante, composto in una sinistra architettura geometrica.Per ulteriori approfondimenti sulla Guerra civile spagnola vedi qui
“Apparizione di un volto e di una fruttiera”
In “Apparizione di un volto e di una fruttiera”, opera che l’artista realizza nel 1938, le forme e i personaggi che compongono la scena non hanno contorni definiti. Vi è un tavolo coperto da una tovaglia chiara, con sopra una natura morta con una fruttiera. Se allontaniamo lo sguardo, ci accorgiamo delle doppie immagini che rivelano un volto con fronte alta. Le rocce sembrano essersi trasformate in un cane con il muso (che è un pendìo) rivolto verso destra. Il collare del cane è costituito da un ponte. Il piedistallo della fruttiera diventa una figura femminile di spalle, accovacciata sulla spiaggia. Dire cosa rappresenti e significhi l’opera è pressoché impossibile, essa cambia aspetto e forma ad ogni sguardo, risultando inafferrabile e contraddittoria nel suo senso più profondo.Per ulteriori approfondimenti sull’inconscio vedi qui
“Sogno causato dal volo di un’ape”
Nell’opera “Sogno causato dal volo di un’ape” del 1944, l’artista prende spunto da un evento banale, la puntura di un’ape, e rappresenta quel momento che intercorre tra la puntura e il dolore che avvertiamo. La baionetta rappresenta il pungiglione, il motivo scatenante. La donna sdraiata in basso è rappresentata con il volto e il corpo di Gala (la moglie, l’ingrediente erotico più ricorrente e rappresentato nei sogni di Dalì). Le tigri, in un gioco di composizione incatenata, escono dal pesce, che esce a sua volta dal melograno. Sullo sfondo c’è un elefante con un obelisco sulla groppa. Quest’ultimo rappresenta un simbolo fallico, non ha infatti le zampe tipiche dell’animale, ma ha zampe sottilissime (associazioni strane, in quanto l’elefante è pesante). Anche qui, il significato è impossibile da trovare, ma anche irrilevante. Le immagini, nella loro dimensione d’insieme, riconducono al complesso processo dell’attività onirica.Per ulteriori approfondimenti sul sogno vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Salvador Dalì al Surrealismo?
- Come si manifesta il tema della paranoia nelle opere di Dalì?
- Qual è il significato dei cassetti nel lavoro di Dalì?
- In che modo Dalì rappresenta la guerra nelle sue opere?
- Qual è l'importanza del sogno nell'arte di Dalì?
Salvador Dalì è considerato uno dei più grandi esponenti del Surrealismo, portando la sua pittura provocatoria ai limiti della decenza e sviluppando la tecnica paranoico-critico per esprimere gli aspetti più reconditi dell'inconscio.
Nelle opere di Dalì, il tema della paranoia si esprime attraverso immagini deliranti e simboli psicoanalitici, come nella famosa "La persistenza della memoria", dove il tempo è rappresentato in modo relativo e inquietante.
Nei suoi lavori, come "Giraffa infuocata", i cassetti simboleggiano i segreti del corpo umano, che solo la psicoanalisi può aprire, rappresentando tabù e paranoie, e riflettendo la violenza e la morte del periodo della guerra civile spagnola.
Nella "Costruzione molle con fave bollite", Dalì ricostruisce il mostro della guerra attraverso figure inquietanti e composizioni precarie, esprimendo l'orrore e l'abominio del conflitto.
Il sogno è centrale nell'arte di Dalì, come dimostra "Sogno causato dal volo di un'ape", dove l'artista esplora il complesso processo dell'attività onirica, utilizzando simboli e associazioni surreali per rappresentare esperienze emotive e sensoriali.