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Surrealismo


Il surrealismo nasce nel 1924; è l’ultima avanguardia storica, anche perché le altre sono tutte precedenti alla prima guerra mondiale (tranne il dadaismo che nasce durante). Con essa si chiude il ciclo delle prime avanguardie (ci saranno poi le neoavanguardie). Nasce ad opera di Breton, un intellettuale che riunisce intorno a lui vari artisti. In campo pittorico ha molto seguito e molti autori, diversi fra di loro. Li accomuna il fatto che si focalizzano su Freud e sulla psicanalisi. Puntualizzano sul fatto che nel mondo dei sogni è nascosto il nostro vero io. La grande rivoluzione è scoprire che mentre dormiamo riveliamo qualcosa di noi. I soni sono quindi importanti come rivelazione di qualcosa di nascosto. Nei sogni avvengono cose improbabili, gli oggetti sono spesso modificati rispetto alla realtà. Freud definirà pazzi questi autori, tranne uno, Salvador Dalì, per il quale ha un debole. Si dissocia quindi da questa corrente. Rimarrà comunque colpito dalla maestria tecnica di Dalì. Essi si incontreranno e ci sono i ritratti di Freud di Dalì.
Un'ossessione dei surrealisti sono gli occhi. “Un perro andaluz” è una sequenza famosa, alla cui realizzazione partecipa lo stesso Dalì. Molto famosa è anche la sua collaborazione con Hitchcock, in “Io ti salverò”. Descrive la psicanalisi. Un uomo è testimone di un omicidio ma rimuove tutto dalla sua mente. Lo psicanalista, che assomiglia a Freud nell’aspetto, aiuta l’uomo a ricordare tramite l’ipnosi. Prova ad ipnotizzare l’uomo, che racconta il sogno, in cui ci sono gli indizi per risalire all’assassino. La sequenza del sogno (scenografia ecc.) è affidata a Salvador Dalì. Anche se il film è in bianco e nero ci sono delle trasformazioni che danno un senso d’inquietudine. Ciò rappresenta i sogni che nascondono verità.
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