Biografia


È l'unico di cui si può dire che realmente investiga il mondo del sogno. Inoltre ha indiscutibilmente maggiore talento naturale. Salvador Dalì è catalano come Mirò. Nacque a Figueres nel 1904 (confine Francia), da una famiglia nobile.
In seguito alla prima guerra mondiale (non partecipa), va a Parigi (anni 20). All'inizio non è colpito dal cubismo, è molto lontano dalla sua sensibilità.
Dalì ha talento per la pittura naturalistica e accademica, ma non vuole rappresentare il visibile. Diventa surrealista quando grazie a Mirò e Magritte conosce la pittura di De Chirico e conosce la pittura metafisica.
Quando aderì al surrealismo, con molta determinazione, sviluppò un proprio metodo paranoico-critico: cercò di oggettualizzare sulla tela la condizione mentale umana. Dalì viveva di esperienze paranoiche e poi le rappresentava nella maniera più vera possibile. Voleva dare un'immagine del subcosciente. Per l'artista le immagini che si creavano dai momenti di massima predominanza paranoica, erano immagini molli mentre quelle che riflettono la padronanza di se (aspetto critico, cosciente) erano immagini dure. Secondo lui un immagine deve essere rappresentata come se fosse fatta di materia solida.

Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia

Ogni elemento visibile riconduce ad un altro. Inizia a costruire l'immagine e si fa guidare dalla sua subcoscienza che gli suggerisce immagini che devono seguire. Questo dipinto non investe nel sogno.

Sogno causato dal volo di un'ape

Nel 1940, dopo l'invasione tedesca in Francia, Dalì fugge con la moglie a New York; lì diventa ricco e famoso. Nei primi anni di questo soggiorno, dipinse l'opera sopra citata. Come ricorda il titolo, lo spunto è banale. La moglie fa spesso da modella e Dalì immagina. Si trovano in California, Gala (moglie) si assopisce su una sedia, ma il suo sonno è disturbato da un'ape che le ronza vicino attirata da un melograno. L'artista trae ispirazione da questo episodio banale per dipingere un capolavoro. Mostra la sua insopprimibile dipendenza dalla tecnica accademica, per quanto in lui si possano trovare riferimenti di Manet, nell'anatomia e nei chiaro-scuri per gli incarnati (gamma molto ridotta che ricorda Olympia). Il dipinto ha un forte valore simbolico in cui la dimensione onirica viene investigata con un metodo più critico che paranoico perché tutti gli elementi possono essere facilmente interpretati con la razionalità.
Gala sogna che quest'ape possa pungerla. La minaccia della puntura è ingigantita al punto che l'ape si tramuta in una coppia di tigri che si lanciano su di lei per sbranarla. Le tigri escono dalla bocca di un pesce rosso, il quale a sua volta da un melograno.
Il panorama è l'oceano Pacifico. Sullo sfondo un elefante con le zampe dell'ape, porta sulla schiena un obelisco. Se c'è una logica è quella un po misteriosa dei sogni: il messaggio comunicato non è profondo, però ottiene subito grande successo perché è una di quelle più facilmente interpretabili.
Dalì ha avuto successo in quanto moderno perché surrealista e contemporaneamente classico, poiché legato all'accademia. I suoi dipinti poi hanno una straordinaria carica decorativa.
Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email