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Freud e la psicoanalisi

La psicoanalisi è un movimento che si è sviluppato soprattutto nei primi decenni del ‘900. Ha avuto inizio ufficiale con la pubblicazione nel 1899 del testo “l’interpretazione dei sogni” per opera di Sigmund Freud, che ne è considerato il massimo esponente.
Sigmund Freud, medico neurologo austriaco, si collocò con le sue idee alquanto rivoluzionarie in posizione decisamente opposta alle scuole di pensiero che sceglievano l'introspezione come metodologia volta a studiare la mente dei soggetti . Per Freud infatti, molti dei processi mentali degli individui sono inaccessibili inconsci alle persone stesse che li sperimentano e pertanto la metodologia introspettiva così come era stata definita ed utilizzata nelle scuole psicologiche dell'epoca era da scartarsi.
Egli a partire dall'ultimo decennio dell'Ottocento elaborò una nuova disciplina che chiamò psicoanalisi, traendo spunto dal suo lavoro clinico con soggetti nevrotici, e in particolare con donne affette da isteria. Freud postulò che i problemi dei suoi pazienti fossero per la maggior parte legati a desideri per lo più inconsci che essi negavano anche a se stessi. Da queste riflessioni egli derivò le basi della psicoanalisi: esiste una vita psicologica inconscia, le nevrosi (e poi le psicosi) sono malattie della mente e non del cervello; esiste un'articolata sessualità anche in età infantile; lo sviluppo psichico dell'individuo è caratterizzato dal conflitto tra pulsioni e desideri da una parte e censure (per lo più di origine morale) dall'altra. Tale conflitto diventa patologico quando il soggetto, anziché risolvere in qualche modo i desideri inaccettabili, li respinge nell'inconscio.

Inizialmente, la teoria psicoanalitica non ebbe né il successo, né la diffusione che Freud si aspettava. Solamente dopo le conferenze tenute negli Stati Uniti, la sua teoria ebbe riconoscimenti ufficiali (anche se ci furono molte reazioni negative. Molta gente si scandalizzò al pensiero che i bambini potessero avere delle pulsioni sessuali e la stessa chiesa ripudiò la psicoanalisi).
Nello sviluppo della sua teoria psicoanalitica, centrali sono i concetti di "conscio", "preconscio" ed "inconscio" che vanno a costituire la cosiddetta "prima topica", che dà forma e sostanza spaziale alle diverse forze che agiscono e operano dentro e fuori di noi, contribuendo alla nostra vita psichica.
• CONSCIO: è quel sistema che ci permette di rimanere in contatto con il mondo esterno attraverso le percezioni.
• PRECONSCIO: Il preconscio è il sistema psichico dove i processi psicologici sono momentaneamente inconsci, ma hanno la possibilità di diventare consapevoli e di passare nel conscio.
• INCONSCIO: E' la parte sommersa della psiche: i suoi scopi sono autonomi e nascosti alla coscienza superficiale. L'inconscio contiene il "ribollire" dei pensieri nascosti al sentire immediato, l''uomo non sente il contenuto dell'inconscio, l'inconscio ha una sua vita autonoma, le forze psichiche in esso contenute lottano e "agiscono" all'oscuro del pensato cosciente.
All’interno di queste tre zone emergono delle strutture che non coincidono esclusivamente con nessuna delle zone identificate. Le tre strutture mediano il rapporto tra pulsioni e comportamento in quanto le pulsioni non portano direttamente al comportamento. Le tre strutture sono:
• ES: la parte “primordiale”, inconscia e non consapevole, governata dagli istinti e dalle pulsioni. L’ Es è la volontà di ottenere piacere ad ogni costo, è quindi governato dal principio di piacere. Con esso Freud designa oscura, una sorgente di energie pulsionali non organizzate che operano al di fuori delle consuete categorie logiche.
• IO: la parte cosciente e consapevole di noi stessi e che ci fa adeguare alla realtà. L’Io è una via di mezzo tra l’Es ed il Super Io. È una mediazione tra i bisogni pulsionali dell’Es ed il mondo esterno. L’Io è quella parte dell’Es che è stata modificata dalla vicinanza con il mondo esterno.
• SUPER IO: la parte della mente che governa i nostri impulsi e li censura, ad esempio facendoci vergognare o sentire in colpa, oppure dicendoci che “questo o quello” non si possono fare poiché sono azioni da persone cattive, oppure sono cose maleducate o sconvenienti. Il Super Io nasce nel bambino per effetto del potere condizionante dei genitori.
Successivamente, Freud distinse due grandi tipi d’istinto presenti nell’Es alla nascita: l’istinto di vita e l’istinto di morte.
• Istinto di vita: E’ l’energia che esprime i bisogni affettivi e sessuali, denominata da Freud libido. Si sviluppa per stadi e ogni fase corrisponde ad una zona erogena del corpo sulla quale vengono concentrati e scaricati gli impulsi libidici. Fino a 3 anni lo sviluppo libidico è rivolto solo su di sé. Da 3 anni in poi si cerca un oggetto esterno. Si divide in più fasi:
1. Fase orale: relativa al primo anno di vita; la zona erogena dominante è la bocca. L'alimentazione, succhiare il latte, è un bisogno fisiologico necessario per la sopravvivenza, ma quest’azione diviene anche un piacere di per sé, che si rende a poco a poco indipendente dalla funzione organica vitale.
2. Fase anale: relativa al secondo anno di vita, la zona erogena dominante è l'ano. All'evacuazione come funzione fisiologica, si abbina il piacere di trattenere-rilasciare.
3. Fase fallica (edipica): relativa al periodo fra i tre e i cinque anni, la zona erogena dominante sono i genitali.
In questo periodo il bambino acquista consapevolezza di sé stesso, scopre le differenze sessuali e si pone domande sull'origine dei bambini.
4. Fase di latenza: relativo all'intervallo dai cinque agli undici anni circa. In questo periodo la pulsione sessuale subisce un'attenuazione. Nascono le formazioni reattive per effetto delle potenze psichiche superiori, ossia delle difese e delle sublimazioni, grazie alle quali gli istinti deviati dalla meta vengono messi al servizio di attività adattative, socialmente approvate.
5. Fase genitale: relativo al periodo puberale. Si tratta di impulsi sessuali che non sono più indirizzati verso il proprio corpo, ma sono diretti verso una persona di sesso opposto. La meta è una sessualità adulta che ha come scopo biologico la riproduzione. Alla fine di questo periodo l’evoluzione della personalità si è conclusa.
• Istinto di morte: E’ denominata da Freud aggressività, intesa come “autodistruzione”, dipende dall’individuo e dalle fasi della sua vita. È la tendenza che si attua con lo scopo di danneggiare un altro, demolirlo ,costringerlo, umiliarlo, si attua anche verso oggetti, animali. Viene perciò ricondotta da Freud alla pulsione di morte, che si presenta nella psiche assieme a quella di vita. L'aggressività può anche essere rivolta verso se stessi.
Abbandonando il metodo catartico, Freud sviluppò gradualmente un metodo originale: le associazioni libere (o metodo psicoanalitico). L’ipotesi di partenza è che nella mente nulla avviene per caso e tutto ciò che il paziente riferisce può essere analiticamente collegato dal terapeuta che formula delle ipotesi casuali.
Questo metodo esige che il paziente esprima tutto ciò che si rende cosciente in lui, senza operare coscientemente alcuna censura. Questo metodo consiste nel mettere il paziente in uno stato di rilassamento in modo che egli possa abbandonarsi al corso dei propri pensieri che vengono espressi ad alta voce. Lo scopo è quello di eliminare le resistenze.
Freud evidenzia l’importante ruolo rivestito dalla relazione affettiva che si instaura tra l’analizzando e l’analista, ossia dal transfert. Grazie a questo, il nevrotico è indotto gradualmente ad abbandonare le sue resistenze e ciò porterà sulla buona strada per la guarigione.
L’analisi dei sogni ha lo stesso metodo delle associazioni libere, poiché è una naturale conseguenza della richiesta fatta al paziente di raccontare tutto ciò che gli passa per la mente. Nel saggio “l’interpretazione dei sogni”, Freud illustra almeno due scoperte fondamentali:
• Gli eventi che compaiono nei sogni (contenuto manifesto) sono prodotti da quello che Freud chiama lavoro onirico, il cui scopo è quello di fornire espressioni mascherate di desideri inconsci (contenuto latente).
Il sogno ha un contenuto manifesto, quello che viene ricordato al risveglio cioè il racconto che possiamo fare del sogno; ed un contenuto latente (nascosto), che rappresenta il vero significato del sogno.
• L’attività onirica funzionerebbe, secondo Freud, come un modello in miniatura della nevrosi. Entrambe esprimono, in modo simbolico, impulsi inconsci che la parte conscia del soggetto ritiene minacciosi e su cui interviene con una censura.

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