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La Guerra Civile Spagnola

Verso la Guerra Civile

Dopo il disastro del '98, il XX secolo è iniziato con grande incertezza e instabilità che comprendeva la società, l'economia e soprattutto la politica. La Spagna non partecipò alla Seconda Guerra Mondiale poiché doveva far fronte alla situazione di grave arretratezza rispetto agli altri Paesi europei; inoltre, siccome la maggior parte della popolazione viveva in povertà, le tensioni erano frequenti, le sommosse popolari in alcune regioni e perfino episodi di violenza di strada. Questa crisi portò alla dittatura di Miguel Primo di Rivera, che nel 1923 attuò un colpo di stato appoggiato dal re Alfonso XIII. Le loro intenzioni di portare a termine le varie riforme fallirono in pochi anni; intanto il crack della Borsa di New York nel 1929 peggiorò la situazione. Nel 1930 si restaurò la monarchia con Alfonso XIII; tuttavia, le elezioni municipali del 1931 diedero il trionfo alla sinistra e si proclamò la Seconda Repubblica. Il re dovette abbandonare la Spagna. Durate gli anni seguenti la sensazione di malessere e d’instabilità aumentò: si svolsero tre elezioni, tra persecuzioni, rappresaglie e scontri in strada. Nel frattempo, si stavano formando partiti politici come la Falange Spagnola (nazionalista e antimarxista, ispirata al fascismo italiano) e il Fronte Popolare, una coalizione della sinistra.

La Guerra Civile

Nel Luglio del 1936 ci fu un’insurrezione militare contro il governo legittimo della Repubblica; l’insurrezione guidata dal generale Francisco Franco, divise il Paese tra repubblicani e nazionalisti. Iniziò così la Guerra Civile. L’insurrezione fallì a Madrid e a Barcellona, ma si affermò a Galizia, León, Navarra, Baleari, Canarie, una parte di Aragona e di Andalusia. I nazionalisti o falangisti, al comando di Francisco Franco, contarono sull’appoggio della chiesa, così come l’esercito contava sulla Germani e sull’Italia, che gli inviarono truppe, armi e aerei. I repubblicani ricevettero assistenza tecnica dall’Unione Sovietica, mentre gli altri Paesi europei firmarono un patto di non intervento. Tuttavia, volontari e intellettuali di molti paesi (tra loro, Ernest Hemingway) arrivarono in Spagna per appoggiare il partito repubblicano, formando le Brigate Internazionali. Madrid, la città repubblicana che ha resistito di più, cadde il Marzo 1939. Il 1 Aprile dello stesso anno Franco annunciò vittorioso il finale della Guerra Civile e instaurò la dittatura che durò fino alla sua morta, nel 1975. I problemi che arrivarono alla sconfitta repubblicana furono tra gli altri la mancanza di un leader (il partito repubblicano contava tra le sue fila con socialisti, comunisti, anarchici) e la capacità di coordinare le azioni dei suoi militari. Di fatto, la guerra fin dall’inizio ebbe coinvolgimenti internazionali: Hitler e Mussolini trovarono in Spagna un campo di sperimentazione per i loro sistemi bellici, per questo inviarono a Franco aiuti concreti, mentre i volontari delle Brigate Internazionali non avevano esperienze militari. La Guerra Civile fu una delle guerre più sanguinarie e crudeli della storia della Spagna; basta ricordare che nella battaglia dell’Ebro (1938), senza dubbio la più atroce di tutta la guerra, si calcola che morirono più di 100.000 persone. Le vittime della Guerra Civile non furono solo militari, ma anche moltissimi civili, eseguiti da entrambi i lati; una delle vittime più celebri è il poeta di Granada, Federico García Lorca, fucilato nel 1936. Nessuno uscì vittorioso dalla guerra: più di 500 000 cittadini morirono, la Spagna era totalmente distrutta e rovinata, e la divisione tra vincitori e vinti continuò durante gli anni, obbligando molti spagnoli a lasciare il Paese.

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