Video appunto: Le corbusier - Caratteristiche generali

Le corbusier



Vita



Charles-Edouard Jeanneret nasce in Svizzera e dopo essersi formato presso la locale Scuola di arti applicate decide di approfondire ulteriormente la propria cultura viaggiando in Europa e in Medio Oriente e stabilendosi infine a Parigi; qui si dedica alla pittura, entra in contatto con numerosi artisti e intellettuali, apre uno studio di architettura assieme al cugino e fonda la rivista “Espirit Nouveau”, il quale diventa il principale strumento di diffusione delle sue idee artistiche e strumento della sua ricchissima attività teorica.


L'estetica purista



L’alloggio-tipo. Egli elabora un alloggio-tipo piccolo, funzionale, economico e salubre ideando:

Il modello maison domino. Esso prevede una cellula abitativa standardizzata in cemento armato a due piani e corpo scala laterale.

Il modello maison citrohan. Esso, più complesso del precedente, viene concepito sulla base di uno schema razionale uguale per tutti che utilizzi elementi standardizzati e producibili in serie con camere e servizi basate su due livelli che pur essendo basata sulla funzionalità e praticità d’uso presenta anche una specifica estetica basata sulla purezza dei volumi.

Il modello immeuble-villa. Esso costituisce un’unità immobiliare di grandi dimensioni costituita dall’accostamento di più alloggi improntati al modello precedente ed arricchiti i più spazi verdi.

Il modello ville radieuse. Esso nasce a seguito del confronto con i modelli dei quartieri operai di altri architetti del tempo e presenta un notevole ridimensionamento degli spazi: le camere diventano simili a scompartimenti ferroviari, gli elementi divisori diventano pannelli di minimo spessore e lo spazio viene ottimizzato attraverso l’utilizzo di arredi mobili.

Il progetto della metropoli. Ritenendo che la città medioevale basata sulla “strada corridoio” non sia in grado di soddisfare le esigenze dell’uomo moderno egli realizza un modello di città basato sui nuovi bisogni dell’uomo -ossia luce, aria, spazi verdi, mobilità veloce e la suddivisione in aree distinte -efficacemente collegate fra loro- delle varie attività urbane; giunge così a progettare una metropoli ottenuta moltiplicando i vari alloggi-tipo lungo isolati rettangolari organizzati a verde secondo un’innovativa disposizione a greca.

Le ville e i 5 principi base. L’idea di un’abitazione come oggetto d’uso standardizzato finisce per essere applicato solamente nei suoi progetti di case collettive mentre nella realizzazione di ville private tale principio viene invece sostituito dalla concezione dell’architettura fatta di volumi, forme e linee pure e sull’idea di un’abitazione più da ammirare che da utilizzare; in esse egli applica i cinque punti più significati della sua concezione architettonica ossia i pilotis, la facciata libera, la pianta libera, il tetto-giardino e la finestra a nastro i quali vengono ben rappresentati in quella che poi diventerà il prototipo di tali enunciati ossia maison dominò, realizzata durante esperimento urbanistico del quartiere Weissenhof al quale parteciparono numerosi grandi esponenti del tempo e durante il quale a ciascuno di essi venne chiesto di progettare -a partire da lotti eterogenei loro assegnati- un edificio che rispecchiasse il movimento moderno.
Villa savoye si presenta come un nitido prisma bianco con quattro facciate quasi identiche e sopraelevato rispetto al giardino grazie a una maglia quadrata costituita da numerosi pilotis (rispettando quindi uno dei 5 punti per un’architettura nuova ossia i pilotis); l’asse di simmetria viene sottolineato dapprima dal corpo che ospita il garage e in seguito da un’imponente rampa di scala, che assieme alla scala a chiocciola sottolineano il valore scultoreo attribuito ai volumi e soprattutto la concezione della villa come oggetto da ammirare più che da vivere. L’appartamento padronale posto al piano di sopra presenta pareti con una struttura del tutto autonoma rispetto a quella degli altri piani (rispettando quindi uno dei 5 punti per un’architettura nuova ossia la pianta libera) e si affaccia grazie a una lunga vetrata a nastro, che permette inoltre un’illuminazione ottimale ulteriormente migliorata grazie all’uso di punti di setti che non arrivano al soffitto (rispettando quindi uno dei 5 punti per un’architettura nuova ossia le finestre a nastro), su di un terrazzo-giardino.

L’estetica brutalista



Nel secondo dopoguerra Le Corbusier sviluppa un nuovo interesse per materiali, tecniche tradizionali e forme non più strettamente razionali ma al contrario bizzarre e inusuali, assenti invece nell’estetica purista, introducendo così nei propri progetti muri in pietra a vista, volte in mattoni sottili, pannelli lignei, strutture in cemento armato non rivestite, materiali dalla consistenza materica accentuata; nonostante l’abbandono dell’estetica rigorosa egli ricerca comunque delle basi scientifiche per la propria progettazione individuando un sistema di misure standardizzate basate sulle proporzioni di un modello ideale di corpo umano. Unitè d'habitation di Marsiglia è un imponente edificio in cemento armato non rivestito sostenuto da massicci piloni, anch’essi in cemento armato, che include più di 300 appartamenti a due piani, un ampio corridoio interno e servizi comuni sia interni sia dislocati sul terrazzo posto sulla sommità della struttura. Di particolare importanza sono i camini-scultura e i frangisole in facciata in cemento grezzo in quanto contribuirono a diffondere l’estetica brutalista.