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Neoclassicismo

Nel 1923 Jacques-Louis David (1748-1825) realizzò l’opera “La morte di Marat”. Questo dipinto fu un primo passo verso il neoclassicismo poiché è caratterizzato dall’utilizzo di forme morbide e dalla rappresentazione del corpo in maniera sofferenze. Jacques-Louis David fu un pittore di storia le cui composizioni sono ispirate ai soggetti tratti dalla mitologia o dalla storia romana e greca. Un esempio di opera che viene influenzata da queste due civiltà fu “Le Sabine” (1795-1798). Il messaggio che il pittore voleva dare con questa realizzazione è rivolto ai due schieramenti formatosi dopo la rivoluzione. È un messaggio di pace e speranza poiché, secondo David, i due schieramenti dovrebbero prendere esempio dai romani e dai sabini. Quest’ultimi, infatti, tentando di riprendere le loro donne rapite dai romani si scontrarono con essi. I contendenti decisero di battersi a duello ma l’intervento delle donne sabine e dei loro figli fece cessare ogni ostilità.

Alla fine del 18° secolo vi fu un ritorno al passato, alla volontà di raggiungere la bellezza e l’armonia tramite l’arte. Ciò era possibile solo con l’intervento della ragione in arte e in architettura. Uno dei massimi teorici ed esponenti del neoclassicismo fu Johann Joachim Winckelmann (1717-1768). Egli studia l’arte classica e compone il trattato “Storia dell’arte nell’antichità”. In questo trattato Winckelmann lega le forme dell’arte alla società che le ha create. Da questa concezione deriva la sua considerazione dell’arte greca, la migliore a suo parere, poiché legata alla politica delle polis. Il libro, inoltre, è un repertorio a cui attingere di disegni, di statue, fregi e monumenti che verranno, poi, presi come modelli.

In questo periodo nasce il concetto di Tipo. Questo è l’insieme dei caratteri dello spazio riferibili a un modello ideale. Il primo trattatista che parla di tipologia è Antoine Chrysostome Quatremere de Quincy.

Il neoclassicismo in Italia

Gli esponenti maggiori del neoclassicismo in Italia sono Giovan Battista Piranesi e Giuseppe Valadier. Per quanto riguarda l’Italia, il neoclassicismo ha avuto difficoltà a svilupparsi a causa del terrore ecclesiastico per le nuove forme, per i cambiamenti artistici e rivoluzionari.

Il primo papa che comincia la rivoluzione è Clemente XIII. Suo nipote, appartenente ai Cavalieri di Malta, decide di ristrutturare la chiesa di “Santa Maria del Priorato”, sull’Aventino, incaricando Giovan Battista Piranesi. La chiesa è dotata di uno slancio verticale accentuato dalle paraste verticali. Oltre a ristrutturare la chiesa, Piranesi si occupa di ristrutturare anche la piazza circostante, dedicata proprio ai Cavalieri di Malta. Il muro che circonda questa piazza è simbolo della rovina di Roma.

Giovan Battista Piranesi (1720-1778) era noto per le sue incisioni e per i suoi disegni, caratterizzati dall’uso geometrico e dal disegno razionale. Egli conosce l’arte grazie agli studi del fratello monaco. La sua opera principale è “Carceri d’invenzione” (1745-1759). Le geometrie rappresentate nell’opera sono volutamente sbagliate, per quanto riguarda le proporzioni. La ripetizione infinita di archi, spazi e scalini, l’intrico di volumi e il dedalo richiamano una prigione psicologica più che fisica.

Giuseppe Valadier (1762-1839) è il protagonista della pianificazione di Roma durante la seconda metà del 18° secolo. La sua opera principale è “Piazza del Popolo”, esempio di stratificazione architettonica. Grazie all’intervento di Valadier la piazza assunse la forma ellittica, che richiama la forma del colonnato del Bernini, stile barocco. Per creare l’ovale perfetto Valadier fece demolire dee piccole case al lato delle due chiese barocche. Quest’ultime, in realtà, non sono uguali ma Valadier, tramite l’ovale e la costruzione dei due palazzi laterali, dà vita a un effetto ottico che fa percepire all’osservatore la similitudine. Con le sue modifiche Valadier dà vita al tridente delle vie di:

  • Via Ripeta
  • Via del Corso
  • Via del Babbuino

La Chiesa di “Santa Maria del Popolo” risale al Rinascimento. All’interno vi è la “Cappella Chigi” di Raffaello. La porta della piazza, invece, è di Michelangelo. Collegata a Piazza del Popolo, Valadier realizza la “Passeggiata del Pincio”. Questa viene realizzata nei giardini del monastero della Chiesa di Santa Maria del Popolo. Un’altra opera importante di Valadier è “Ponte Milvio”. Egli ricostruì le arcate alle estremità, che erano state sostituite da ponti levatoi. Tra il 1811 e il 1822 egli, infine, realizza lo “Sperone del Colosseo”. Valadier ricalca la forma dello sperone utilizzando anche pezzi superstiti in modo da continuare la successione delle arcate.

Il neoclassicismo in Francia

Gli esponenti maggiori del neoclassicismo in Francia sono Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux. Entrambi aspiravano a creare un “Architettura parlante”, simbolica, in grado di comunicare la propria funzione attraverso l’uso sapiente delle forme geometriche. In questo periodo, di conseguenza, vengono pensate come un insieme di forme geometriche rappresentate dalle opere architettoniche. La forma geometrica perfetta è la sfera.

Quest’ultima è proprio la forma che Étienne-Louis Boullée (1728-1799) decide di dare al “Cenotafio di Newton”. Lo scopo del progetto era quello di generare nell’osservatore sensazioni grandiose e inquietanti poiché durante le ore diurne la sfera mimava la volta celeste con tutte le costellazioni, ottenute mediante il filtraggio della luce attraverso apposite aperture, e durante la notte, invece, avrebbe fornito effetti diurni, ricavati da un enorme globo sospeso al centro della cavità.

L’altro architetto francese protagonista del neoclassicismo fu Claude-Nicolas Ledoux (1736-1806). Nel 1780 egli progetta la “Casa per le guardie campestri”. Egli la immagina come una sfera poggiata sulla terra. Ledoux, però, non era solo architetto ma realizzava anche disegni. Uno di questi era il “Disegno del Teatro di Besançon”. Il centro del disegno è un occhio, simbolicamente quello della mente e del pensiero, realmente quello dello spettatore. Un altro progetto di Claude-Nicolas Ledoux è la “Città ideale di Chaux”. Questo fu un progetto mai realizzato nel quale un’intera città, impostata su un anello ellittico, prevedeva due serie di edifici concentrici:

  • Il primo per gli uffici amministrativi
  • Il secondo per le residenze

Collegato a questo vi è la realizzazione delle “Saline Reali di Arc-Et-Senans” (1775-1779). Queste dovevano essere il nucleo centrale di una vera e propria città che non fu mai realizzata a causa dello scoppio della rivoluzione. Il complesso è organizzato secondo due assialità:

  • Quella dei complessi di lavorazione del sale
  • Quella dell’ingresso, individuata da un grande porticato di ordine dorico

Al centro della struttura vi è la casa del direttore, affianca dai padiglioni di lavorazione del sale. La facciata della casa del direttore è costituita da colonne formate da rocchi ed elementi a forma di parallelepipedo che formano un gioco di luce ed ombra.

Il neoclassicismo in Inghilterra

Gli esponenti del neoclassicismo in Inghilterra sono George Dance e John Soane. In Inghilterra il legame con il passato è più libero poiché la tradizione filosofica è legata all’Empirismo. Qui era nato un nuovo metodo di costruzione dei giardini, pittoreschi e privi di geometria. Un esempio di questi è il “Chiswick House” di Richard Boyle e William Kent. Quest’opera è un chiaro riferimento alla rotonda di Palladio. Le stanze riprendono le principali forme geometriche.

Nel 1812 George Dance (1741-1825) realizza il “Finsbury Circus”. Questo è ideato come nuovo modello di città. Esso è un parco circolare costruito all’incrocio di due squadre, il cui cerchio è composto dai palazzi, dominati dalle proporzioni. John Soane (1753-1837) utilizza la sua casa come museo personale. L’esterno presenta una semplice stilizzazione mentre l’interno mostra una disposizione caotica. Nei suoi “Disegni del Grand Tour” egli rappresenta il tema della rovina. Tra il 1808 e il 1818 realizza la “Bank of England”. Soane utilizza la forma circolare con cupola di 27 metri, desunta dall’architettura romana. Egli riduce le decorazioni a semplici fasce scanalate e a modanature diagrammatiche. L’esterno della struttura è barocco, l’interno neoclassico. Durante un’espansione della struttura, nel 1927, questa viene in parte demolita.

Moderna l’idea di architettura

L’idea di architettura moderna è già presente dal XVIIIº secolo ma fu sintetizzata a partire dal XIXº e XXº secolo. Questa è radicata nell’enfasi posta sul concetto di progresso. Alla sua base vi era un senso di storia intesa come qualcosa che si muove in avanti attraverso epoche diverse, ognuna dotata di un nucleo spirituale che si manifesta nelle realtà culturali (come il tempio greco o una cattedrale gotica avevano espresso il loro tempo, anche gli edifici moderni avrebbero dovuto fare lo stesso). A ciò era collegata l’idea di perdita di fiducia nella tradizione rinascimentale e nelle sue teorie.

L’idea di architettura moderna fu creata anche grazie alla rivoluzione industriale, che portò alla diffusione di nuovi compiti costruttivi, come stazioni ferroviarie, insediamenti periferici e grattacieli, e di nuovi materiali. Tra quest’ultimi troviamo il ferro. Le proprietà del ferro sono:

  • Consentiva ampie luci e vaste vetrate
  • Scomponeva le masse e apriva lo spazio
  • Riduceva le colonne e i pilastri a snelli sostegni
  • Permetteva l'utilizzo di curve elastiche
  • Incoraggiava l’invenzione di nuovi sistemi strutturali in ponti e torri
  • Consentiva che le travi venissero formate da superfici piane e da piccoli listelli saldati o inchiodati insieme

La rivoluzione industriale, inoltre, frantumò il mondo dell’artigianato poiché il lavoro con la macchina produsse una separazione tra mano, mente e occhio. I moralisti Pugin, Ruskin e Morris ritenevano che la meccanizzazione fosse causa di degrado in tutti gli aspetti della vita. Essi invocarono una ripresa dell’artigianato e una reintegrazione di arte e funzione.

L’élite trovò il modo di esprimere la propria supremazia nell’architettura moderna attraverso la costruzione di casinò, banche, palazzi del parlamento, prigioni e centri per le autorità coloniali. Questi si aggiunsero ai nuovi strumenti del commercio come la fabbrica, lo stabilimento, il mercato e il grande magazzino. Un esempio di quest’ultima tipologia di edificio fu il “Crystal Palace” (1850-1851). Questo era un ampio capannone vetrato interamente assemblato con elementi standardizzati di ferro, legno e vetro. Fu progettato per esporre gli oggetti e i prodotti delle potenze economiche partecipanti all’Esposizione Universale. Esso venne distrutto in un incendio. I vari stand erano divisi da tende di tessuto, la cui funzione era quella di diminuire i raggi solari provenienti dall’esterno. Si pensa che è proprio a causa di queste tende che l’incendio si sia propagato più velocemente.

Il problema principale che sorse con la nascita della nuova architettura furono le nuove forme:

  • Vi erano coloro che ritenevano che la questione si sarebbe risolta da sé se gli architetti avessero continuato a risolvere i nuovi problemi in modo logico ed efficace
  • Vi erano coloro che credevano nei grandi salti creativi individuali
  • Vi erano coloro che ritenevano che la nuova architettura si dovesse basare sui vecchi elementi

È proprio a partire da questo problema che nacque il movimento dell’Eclettismo. Questo era un movimento che sosteneva l’evoluzione di un linguaggio basato sulle qualità di più stili. Gli esponenti di questo movimento furono in grado di realizzare opere con significato denso, combinando discipline classiche nella pianta, chiarezza gotica nella struttura, effetti romantici nella silhouette e impieghi creativi di materiali moderni. Figura importante di questi anni fu l’architetto francese Violett-Le-Duc (1814-1879). Egli diede un nuovo status alle forme locali, incoraggiò lo studio di esempi rinascimentali e diede impulso all’idea che il grande stile dei tempi moderni sarebbe emerso sulla base di nuove tecniche di costruzione. I suoi parallelismi storici fornirono l’impalcatura all’idea di architettura moderna, che secondo lui non poteva essere completamente nuova ma doveva contenere tutte le qualità centrali delle opere preminenti del passato. Questa visione universale della storia dell’architettura portò alla tendenza della semplificazione.

L'architetto tedesco Goffried Semper (1803-1879) considerò che le più tarde forme simboliche dell’architettura fossero elaborazioni di concetti strutturali fondamentali. Egli suggerì l’idea di 4 elementi di base in architettura: piattaforma, focolare, tetto, recinto.

Industrializzazione e città

Le pre-condizioni essenziali dell’architettura moderna includevano la meccanizzazione delle città, l’introduzione di materiali come ferro, vetro e acciaio e architetti creativi impegnati a esprimere il nuovo stato delle cose in spazi e forme. La realizzazione di forme avveniva all’interno di previsioni e di meccanismi prodotto dalla città industriale. Molte delle tendenze inneggianti al nuovo apparirono nel decennio tra il 1890 e il 1900. Queste vennero riscontrate nella vita di centri urbani molto diversi, come Vienna, Parigi, Barcellona, Berlino e Chicago.

Queste città si svilupparono verso l’alto, verso l’esterno e sottoterra per far fronte alla pressione della gente, del traffico e delle merci. La mobilità fu la chiave del nuovo tipo di città e la circolazione ebbe un notevole impatto sulla sua forma. La ferrovia tagliò a pezzi le città, demolì i vecchi confini tra il mondo rurale e quello urbano e confinò le scorie delle miniere e i rifiuti delle fabbriche nelle periferie.

Il rinnovamento urbanistico si basa su due modelli:

  • Città che si possono espandere all’infinito (es. Parigi)
  • Città definita e chiusa nella quale il centro medievale è distaccato dai quartieri in espansione (es. Vienna)

Vienna

L’avanguardia viennese emerse dalla rottura di un sistema imperiale in declino come parte di una rivolta a breve termine contro le forme morenti della cultura precedente. L’Art Nouveau, germogliata a Bruxelles, era legata alla nuova ricchezza industriale, sia nella sua celebrazione del mondo di desueti interni estetizzanti, sia nella sua critica alla riforma politico-sociale.

Il rinnovamento urbanistico di Vienna fu progettato da Christian Von Forster e Otto Wagner. Il cambiamento principale fu la demolizione delle mura medievali per creare una strada anulare, il Ring-Strasse, attorno al quale vennero costruiti nuovi edifici pubblici a grande scala. Questi edifici risultarono funzionali anche all’immagine poiché vennero progettati con facciate tutte uguali. Attorno al ring corre un vialone di circa 50 metri destinato ad accogliere gli edifici e a creare spazi verdi.

Barcellona

Le innovazioni formali di Barcellona furono radicate in una consapevolezza delle diversità locali e nell’evocazione dell’identità tramite analogie naturali e vernacolari. Barcellona viene progettata come una griglia di isolati di pianta quadrata, collegati da assi, due dei quali obliqui a formare una piazza centrale. Tutti gli isolati hanno giardini interni nei quali la luce entra grazie all’assenza di un lato. Questi quartieri vengono aggiunti al centro medievale e formano una città quattro volte più grande di quella vecchia, riuscendo a integrare piccoli villaggi che formavano la vecchia periferia.

Le caratteristiche della nuova Barcellona sono:

  • Una rete fognaria
  • Luce e ventilazione
  • Spazio dedicato ai pedoni e ai mezzi di trasporto su rotaie
  • Giardini verdi

Parigi

Le nuove tendenze in Francia dovettero tenere conto della tradizione illuminista, di un modello tecnocratico di sviluppo nazionale e degli effetti asfissianti di una visione ufficiale delle Beaux-Arts. Il rinnovamento urbanistico di Parigi venne progettato dal barone Haussmann. Il problema della riqualificazione urbanistica parigina si affermò con urgenza quando la città iniziò ad essere interessata da un massiccio afflusso di contadini che si spostavano nelle città. Secondo Haussmann Parigi, nella metà del XIX° secolo, si configurava come un gran mercato del consumo, un ampio laboratorio, un’arena di ambizioni. I suoi piani per la città, a partire dal 1853, tagliarono ampi boulevard attraverso il vecchio tessuto in modo da:

  • Snellire la circolazione
  • Celebrare i monumenti e lo splendore degli imperi
  • Far coincidere i punti focali con i punti prospettici
  • Lasciare aria, luce e verde alla borghesia spingendo i poveri altrove

Le nuove arterie stradali trovavano nodo nella piazza dell’Arc du Triomphe. La novità principale del rinnovamento urbanistico di Parigi è l’ideazione di un sistema fognario oltre a quello stradale.

Chicago

La situazione nel Nord America era differente per l’ovvia ragione che le tradizioni erano più libere. Chicago rappresenta un esempio di come le città si svilupparono per far fronte alle nuove esigenze della società industriale e moderna.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiavarr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Ghia Maria Clara.
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