Concetti Chiave
- La seta è stata scoperta durante la dinastia Han nel II secolo a.C., grazie all'allevamento dei bachi da seta, il cui segreto di lavorazione è stato gelosamente custodito dai Cinesi.
- Questo tessuto pregiato, elegante e raffinato, ha risolto la scarsità di stoffa nell'Impero cinese, permettendo ai Cinesi di diventare mediatori nel commercio lungo la Via della seta.
- La Via della seta ha rappresentato un importante canale di scambio culturale e commerciale tra la Cina e l'Occidente, attraversando l'Asia fino a raggiungere l'Impero romano.
- Costantinopoli è diventata un centro cruciale per la produzione e commercializzazione della seta, grazie all'importazione clandestina di uova di bachi, e mantenne tale monopolio fino al 1543.
- La seta ha avuto un impatto significativo sulle arti, venendo utilizzata non solo come tessuto, ma anche per la scrittura e la pittura, contribuendo allo sviluppo di varie forme artistiche.
Non si è perfettamente a conoscenza di come nacque la seta, stoffa preziosissima i cui segreti sulla lavorazione per molti secoli furono tenuti gelosamente nascosti dal popolo cinese.
Indice
La dinastia Han nel II secolo a.C.
Durante la prima dinastia Han e, in particolare, nel II secolo a.C., i Cinesi colonizzarono vaste regioni del Sud dell’Asia conoscendo in questo modo nuovi prodotti: fra questi, anche il gelso, che nutriva i bachi da seta. Questi minuscoli insetti secernono da ghiandole poste i lati della bocca un filo sottile e lucido con il quale formano il bozzolo, da cui si ricava in seguito la seta. In breve tempo, i Cinesi iniziarono ad allevare i bachi per trarre la preziosa stoffa, apprendendo la tecnica probabilmente dalle popolazioni indigene.Per approfondimenti sui bachi da seta vedi qua
La seta – tra storia e mitologia
La seta si presentava come una stoffa soffice e leggera e dunque trasportabile in grandi quantità, inoltre era elegante e raffinata, quindi particolarmente redditizia in vista di eventuali commerci.Lo Stato cinese non tardò ad assicurare il monopolio, prelevando l’intera produzione dai villaggi che erano stati incaricati di occuparsene; ciò compensava del resto, la cronica scarsità di tessuti dell’Impero, poiché molti di questi, soprattutto la canapa, erano ceduti ai confinanti Hsiung Nu nel tentativo di mantenerli pacifici. L’arte di lavorare la seta è chiamata sericoltura. La leggenda narra che a scoprire la seta fu una principessa mentre sorseggiava del tè sotto un albero di gelso. Un bozzolo, cadendo nella sua tazza, si disfece in una lunghissima stoffa con cui le ricoprì tutto il giardino. La seta è collegata a una divinità femminile, di cui si hanno fonti fin dal XV secolo a.C. Su molte incisioni è presente l’immagine in cui un uomo si dedica alla lavorazione della terra mentre una donna è dedita a filare e tessere.
La seta, inoltre, non era utilizzata solamente come stoffa. Interi poemi, infatti, dato che la carta era ancora poco utilizzata, vennero scritti proprio sulla seta. Fu utilizzata, inoltre, anche per dipingere. La seta, quindi, fu protagonista dello sviluppo di tre attività artistiche: il ricamo, la pittura e la letteratura.
Per approfondimenti sulla Cina e sul suo territorio vedi qua
La seta come soluzione alla mancanza di stoffa
Fu proprio la seta a risolvere al tempo stesso il problema della carenza di stoffa e quello dei rapporti con i popoli bellicosi confinanti. In questo modo, i cinesi divennero i primi mediatori nel commercio di questo tessuto prezioso. Si creò così quella che venne chiamato la “Via della seta”: un lunghissimo percorso che, attraversando tutta l’Asia, dalla Cina giungeva all’Impero romano. Partendo da Singan-fu, antica capitale cinese, la Via della seta, infatti, protetta dalla Grande Muraglia, passava attraverso la Porta di Giada (presso la città di Yumenguan) che dava accesso agli altopiani dell’Asia centrale. Il percorso, quindi, costeggiava l’India nord-occidentale e percorreva l’Altopiano Iranico, passando per gli attuali Stati dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Iraq, e giungendo infine in Siria, sul Mediterraneo. Il tragitto evitava con varie diramazioni le zone più pericolose, come per esempio il deserto del Turkenstan, ed era costellato di importanti centri di snodo, come la città di Samarcanda. Il percorso della Via della seta, quindi, diede modo a molte popolazioni di entrare in contatto.Per approfondimenti sull’Impero romano vedi qui
La Via della seta come contatto con l’Occidente
Per secoli, la Via della seta rimase l’unico mezzo di cui l’Occidente disponeva per rifornirsi del costoso tessuto: i cinesi, infatti, fecero di tutto per mantenere segreta la tecnica di lavorazione. Anzi, quando fu possibile estromettere dal commercio gli Hsiung Nu, ovvero una popolazione di tribù nomadi dell’Asia centrale, furono gli stessi funzionari cinesi a spingersi lungo le vie carovaniere attraversando il deserto del Gobi, arrivando fino alla valle del Tarim e infine incontrando sul Pamir i Kusana, popolazione che in cambio di merci provenienti dall’Impero romano acquistava la stoffa preziosa. A loro volta i Kusana cedevano i prodotti a un altro popolo ancora più occidentale, del quale i Cinesi avevano una idea assai vaga: i Parti.Per approfondimenti sui Parti vedi qua
Costantinopoli e la produzione della seta
In epoca imperiale, Costantinopoli divenne un centro di commercializzazione della seta importantissima; la città, anzi, divenne essa stessa produttrice del tessuto quando, attorno al 570 d.C., alcuni monaci nestoriani riuscirono a esportare di nascosto, ovvero di contrabbando, uova di bachi dalla Cina. La produzione del tessuto andò avanti fino alla caduta dell’Impero romano d’oriente, nel 1543. Di fatto, quindi, Costantinopoli fu la prima località tessile in Europa. Con il regno di Giustiniano I la produzione della seta divenne monopolio imperiale.La seta prodotta nell’impero bizantino aveva colori molto brillanti, grazie all’utilizzo del fil d’oro, ed era caratterizzata da disegni molto complessi
In seguito, anche gli Arabi avrebbero contribuito allo sviluppo della seta, diffondendo in Spagna e in Italia attraverso la Sicilia.
Domande da interrogazione
- Come è nata la seta e quale ruolo ha avuto la dinastia Han nella sua produzione?
- Quali erano le caratteristiche della seta che la rendevano particolarmente redditizia?
- In che modo la seta ha contribuito a risolvere la carenza di stoffa nell'Impero cinese?
- Qual è stata l'importanza della Via della seta nei rapporti tra Oriente e Occidente?
- Come ha influito Costantinopoli sulla produzione e commercializzazione della seta in Europa?
La seta è stata scoperta durante la dinastia Han nel II secolo a.C., quando i Cinesi iniziarono ad allevare bachi da seta, appresi probabilmente dalle popolazioni indigene, per produrre questa preziosa stoffa (testo).
La seta era una stoffa soffice, leggera ed elegante, facilmente trasportabile e molto richiesta per il commercio, il che la rese altamente redditizia per lo Stato cinese (testo).
La seta ha risolto il problema della scarsità di tessuti nell'Impero, permettendo ai Cinesi di diventare mediatori nel commercio di questo tessuto prezioso, dando origine alla "Via della seta" (testo).
La Via della seta è stata l'unica via di rifornimento per l'Occidente per secoli, permettendo il commercio della seta e il contatto tra diverse popolazioni, nonostante i Cinesi mantenessero segrete le tecniche di lavorazione (testo).
Costantinopoli divenne un centro cruciale per la commercializzazione della seta e, grazie all'importazione clandestina di uova di bachi, iniziò a produrre il tessuto, diventando la prima località tessile in Europa (testo).