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Concetti Chiave

  • Diocleziano istituì la tetrarchia per affrontare attacchi barbarici e anarchia militare, dividendo l'impero in Occidente e Oriente governati da Augusti e Cesari.
  • L'impero fu organizzato in quattro prefetture, dodici diocesi e cento province, creando una complessa burocrazia e riducendo il privilegio di Roma.
  • La leva obbligatoria e le riforme economiche introdotte da Diocleziano causarono problemi sociali, tra cui il ricorso all'automutilazione da parte di chi non poteva pagare.
  • Costantino fondò Costantinopoli come nuova capitale e emanò l'Editto di Milano, garantendo libertà di culto ai cristiani e influenzando la politica religiosa dell'impero.
  • Il patrimonio culturale cristiano emerse con la Patristica e il primo Concilio Ecumenico a Nicea nel 325, che condannò l'arianesimo come eresia.

Nel 284 fu eletto come imperatore Gaio Valerio Diocleziano che divise l’impero in una tetrarchia. Con la salita al trono di Costantino nel 306, il potere tornò tutto nelle sue mani e ai cristiani fu riconosciuta la libertà di culto.
Storia dell'Impero romano - Da Diocleziano a Costantino articolo

Indice

  1. Diocleziano e la scelta di istituire una tetrarchia
  2. La suddivisione dell’impero e la gestione del potere
  3. L’introduzione della leva obbligatoria e di manovre finanziarie
  4. Il potere imperiale di origine sacra e la lotta al cristianesimo
  5. L’abdicazione di Diocleziano e Massimiano causò contrasti
  6. Le riforme attuate da Costantino e l’Editto di Milano
  7. La nascita del patrimonio culturale cristiano

Diocleziano e la scelta di istituire una tetrarchia

I motivi principali che spinsero Diocleziano a dividere l’impero in una tetrarchia (governo dei quattro) furono due: i continui attacchi da parte dei barbari ai confini dell'impero e alcuni episodi di anarchia da parte di alcune frange militari. Per governare la parte occidentale dell’impero con capitale Milano, Diocleziano scelse Massimiano. In questo modo, egli rimase a capo della parte orientale avente capitale Nicomedia. I due imperatori, chiamati Augusti, nel 293 scelsero due collaboratori, i Cesari, che avrebbero garantito la successione. Costanzo Cloro fu il Cesare di Massimiano in Occidente, e Galerio fu il Cesare di Diocleziano in Oriente.
Per approfondimenti sulla tetrarchia vedi qua

La suddivisione dell’impero e la gestione del potere

L'impero fu diviso, quindi, in due parti, Occidente e Oriente, che a loro volta furono divise, diventando di fatto quattro prefetture. Le quattro prefetture vennero ulteriormente suddivise in dodici diocesi governate dai Vicari e ripartite in cento province, organizzate in municipi. Dividere in ripartizioni l’impero determinò la nascita di una complessa burocrazia. L'Italia, nonostante Roma, perse la sua posizione privilegiata, diventando una diocesi come le altre.
Il comando delle diocesi e delle provincie fu affidato a funzionari, e il comando delle legioni fu affidato agli ufficiali, detti duces.

L’introduzione della leva obbligatoria e di manovre finanziarie

La mancanza di volontari per l'esercito costrinse Diocleziano a introdurre la leva obbligatoria, la quale poteva essere aggirata pagando una somma di denaro. La leva obbligatoria ebbe effetti negativi: chi era impossibilitato a pagare, ricorreva all'automutilazione. A causa della mancanza di uomini, anche i Germani furono arruolati.
Diocleziano introdusse anche riforme economiche. Nel 301 emanò un editto che fissava il prezzo massimo di tutte le merci. Queste norme indussero i contadini e i mercanti a ritirare le loro merci dai mercati ufficiali e a venderle sul mercato nero. Le spese militari, inoltre, erano ingenti, e grande era la spesa per il mantenimento di Roma e delle altre metropoli. Diocleziano decise, quindi, di assegnare a tutte le terre dell'impero un valore in base alla loro dalla superficie, al tipo di coltivazione e al numero di contadini che vi lavorava. Ci fu un aumento del gettito fiscale, non sufficiente, però, a soddisfare le necessità delle finanze imperiali: i senatori e i cavalieri, infatti, erano esonerati dal pagamento delle tasse. Per evitare l'abbandono delle attività lavorative, Diocleziano emise un editto che imponeva ai figli di lavorare al posto dei genitori.
Per approfondimenti sulla nascita di Roma vedi qua

Il potere imperiale di origine sacra e la lotta al cristianesimo

Diocleziano sostenne che il suo potere era di origine sacra, in quanto gli derivava dagli dèi: pretese di essere adorato come un dio e adottò il titolo di Iovius (Giovio), mentre Massimiano adottò il titolo di Erculio.
Diocleziano istituì anche il cerimoniale dell'adoratio, che imponeva di inchinarsi davanti a lui. La sacralità del potere imperiale comportò l'obbligo di offrire sacrifici anche all'imperatore.
Tra il 303 e il 304 furono emanati quattro editti contro i cristiani, che vietavano loro di riunirsi e ne causò la distruzione dei luoghi di culto.
Per approfondimenti su Diocleziano vedi qua

L’abdicazione di Diocleziano e Massimiano causò contrasti

Nel 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono, e il loro posto fu preso da Costanzo Cloro e Galerio, i quali scelsero i due Cesari tra i migliori ufficiali. Costantino e Massenzio, però, rispettivamente figli di Costanzo Cloro e Massimiano si fecero proclamare imperatori dai propri eserciti. Iniziò la lotta al potere: lo scontro decisivo avvenne nel 312 a Ponte Milvio e si concluse con la vittoria di Costantino. Contemporaneamente, Licino, un generale alleato di Costantino, ottenne il controllo sull'Oriente. I rapporti, tuttavia, si inasprirono causando una guerra. Dopo la morte di Licino l'impero tornò quindi ad avere un unico imperatore

Le riforme attuate da Costantino e l’Editto di Milano

Nel 304, Costantino fondò in Oriente Costantinopoli, la nuova capitale dell’impero, situata sullo stretto del Bosforo. Posta su un promontorio e circondata da una cinta di mura, fu abbellita con la costruzione di splendidi palazzi, un foro monumentale, chiese cristiane e templi dedicati agli dei pagani.
Sul piano amministrativo, le dodici diocesi furono raggruppate in quatto prefetture. Costantino, inoltre, spostò all'interno dell'impero legioni composte da fanteria pesante e cavalleria. Lungo il limes furono stanziati dei soldati-coloni, chiamati limitanei.
Fondamentale fu l’Editto di Milano, che consentiva ai cristiani di professare liberamente la propria fede. Secondo la leggenda, Cristo apparve in sogno a Costantino nella notte precedente alla battaglia di Ponte Milvio ordinandogli di apporre sulle sue insegne una croce, detta chrismon. Costantino obbedì e fu premiato con la vittoria su Massenzio. La decisione di riconoscere il cristianesimo come culto, comunque, era legata a ragioni politiche, data la crescita del numero di cristiani.
Storia dell'Impero romano - Da Diocleziano a Costantino articolo

La nascita del patrimonio culturale cristiano

Gli scrittori cristiani dei primi secoli si dedicarono alla creazione di opere. L'insieme di queste opere è chiamata Patristica, e i loro autori padri della Chiesa. Nacquero, però, delle dispute tra il cristianesimo e l’arianesimo, a causa delle quali Costantino nel 325 convocò il primo Concilio Ecumenico a Nicea. Il concilio condannò l'arianesimo per eresia. La fine dell’arianesimo fu sancita dallo schieramento di Teodosio a favore del cattolicesimo.
Per approfondimenti sull’arianesimo vedi qua
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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i motivi che portarono Diocleziano a istituire la tetrarchia?
  2. Diocleziano decise di dividere l'impero in tetrarchia a causa dei continui attacchi dei barbari e di episodi di anarchia militare, scegliendo Massimiano per governare l'Occidente e mantenendo il controllo sull'Oriente (testo).

  3. Come era organizzata la suddivisione dell'impero sotto Diocleziano?
  4. L'impero fu diviso in due parti, Occidente e Oriente, ulteriormente suddivise in quattro prefetture e dodici diocesi, creando una complessa burocrazia e riducendo il ruolo privilegiato dell'Italia (testo).

  5. Quali riforme economiche introdusse Diocleziano e quali furono le loro conseguenze?
  6. Diocleziano introdusse la leva obbligatoria e un editto sui prezzi, che portò al ritiro delle merci dai mercati ufficiali e all'aumento del mercato nero, senza però risolvere le necessità fiscali dell'impero (testo).

  7. Quale fu l'importanza dell'Editto di Milano emesso da Costantino?
  8. L'Editto di Milano, emesso da Costantino, garantì la libertà di culto ai cristiani, segnando un cambiamento significativo nella politica religiosa dell'impero e rispondendo alla crescente presenza cristiana (testo).

  9. Come si sviluppò il patrimonio culturale cristiano durante l'epoca di Costantino?
  10. Durante i primi secoli, gli scrittori cristiani crearono opere note come Patristica, e il primo Concilio Ecumenico a Nicea nel 325 condannò l'arianesimo, segnando un'importante fase nella definizione della dottrina cristiana (testo).

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