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Simbolismo e decadentismo

Nello stesso momento in cui si afferma il naturalismo abbiamo l’affermarsi del SIMBOLISMO. Si ha la fine della poesia romantica nonostante alcuni elementi vengano ripresi. Nel naturalismo, l’autore è scienziato che analizza la realtà, nel Simbolismo il poeta si isola rispetto agli altri avendo una poesia lontana dalla società mentre la poesia romantica è popolare.
Nel 1876 Mallarmè scrive “Meriggio di un fauno”. Mallarmè è considerato il caposcuola del nascente Simbolismo. Il termine Simbolismo sta a significare una poesia che procede per simboli e il poeta dal particolare rivela l’universale grazie alla sua capacità intuitiva. Al contrario del positivismo non si cerca più una spiegazione razionale e scientifica. Per un periodo naturalismo e simbolismo coesistono, ma poi il naturalismo finirà e il simbolismo confluirà nel DECADENTISMO.

Il Decadentismo è una vera e propria forma di cultura, di civiltà artistico-letteraria, che trova la sua principale manifestazione in un’opera di Huysmans, intitolata “Contro corrente”. Ma in realtà abbiamo già visto inizi di questo stile nel “Piacere” di D’annunzio e nel “Myricae” di Pascoli. Il Decadentismo esprime un’idea di decadenza dal punto di vista artistico per quanto riguarda il romanticismo e da quello sociale per la fine della borghesia, è comunque espressione del tramonto di una civiltà. Contemporaneamente a questo abbiamo il concetto di estetismo che consiste nella ricerca della bellezza. Anche qui ci si basa sulla intuizione e non sulla razionalità. Dal punto di vista politico appoggiano le idee nazionalistiche e imperialistiche. Quando nei primi del ‘900 e avanguardie metteranno in discussione il decadentismo, nascerà l'espressionismo.
Il treno in questo periodo diventerà un simbolo positivo dell’evoluzione, per altri come Carducci sarà visto come un mostro (inizialmente sarà a favore del progresso poi no).

La crisi della borghesia avviene per vari fattori:
l’affermazione di nuove classi lavorative
gli scrittori non si identificano più nella classe borghese
nascita della questione femminile, in quanto nella società di massa la donna acquisisce più poteri e così assume un ruolo diverso, vi è una crisi di identità e scompare l’ideale della donna angelo. In Inghilterra abbiamo il movimento delle “Suffragette”. Vediamo anche in letteratura una presa di coscienza maggiore delle donna, come nell’opera di Sibilla Aleramo, “Una donna”, che è la prima opera, inconsapevolmente, femminista, tema che vedremo anche in Ibsen nell’opera “Una casa di bambola”, dove la donna non si trova più nel suo ruolo e vuole ritrovare la sua autonomia.

Figura dell’artista:
In questa nuova società, l’artista subisce un processo di massificazione, perdendo la sua posizione privilegiata in quanto l’economia è più importante dell’arte. Questo avvenimento viene descritto da Baudelaire nell’apologo “Perdita dell’aureola”: da qui si avvia un parallelo tra il poeta e la prostituta in quanto l’aureola del poeta viene persa in un bordello, questo diventerà un topos perché come una prostituta il poeta vende ciò che non dovrebbe essere venduto. L’artista deve stare attento all’esigenze del pubblico sennò non venderà la sua merce, ma allo stesso tempo si oppone agli ideali e alla morale del pubblico: questo atteggiamento contraddittorio del poeta lo porta ad essere chiamato POETA MALEDETTO. Si darà all’omosessualità, alla follia e alla ribellione.
Baudelaire oppone ai principi dell’utile e del guadagno, quello della bellezza che deve essere ricercata: nasce così la figura del “Dandy”, uomo che non dà nessuna importanza alla ricchezza e che sperpera tutti i suoi beni. Nel resto di Europa si diffonderà a fine ‘800 grazie a Oscar Wild. Il dandy è un uomo eccentrico che ama esibire la sua diversità, ma cerca comunque l’approvazione del pubblico , per questo è anticonformista solo in parte e la posizione del dandy resta perciò ambigua. Poeti successi porteranno la figura di Baudelaire all’estremo, ed è da qui che nasceranno i poeti maledetti.

In Italia dopo il periodo dell’unità abbiamo dei poeti che cercano di trovare una via di rinnovamento, questi poeti appartengono al movimento Lombardo e Piemontese della SCAPIGLIATURA. Più che creare una poetica organica, è una forma di protesta. Negli Scapigliati troviamo un forte senso di ribellione, una vita dedita all’erotismo, proprio come i poeti francesi. Il lettore diventa per loro un nemico e il mercato è una minaccia. Rifiutano le forme di narrazione come quella di Manzoni. Si parla di interartisticità: attingono ad arti diverse e tendono a mescolarle tra di loro. I principali esponenti sono: Emilio Praga; I fratelli Arrigo; Camillo Boito; Iginio Ugo Tarchetti; Carlo Dossi. Il nome della Scapigliatura deriva da Letto Arrighi che aveva pubblicato nel 1862 un romanzo dal nome Scapigliatura e il 6 Febbraio dedicato alla rivolta di Mazzini del 1853. anche questi artisti però si rendono conto che la loro arte è inutile nella città capitalistica. Gli Scapigliati sono una figura intermedia tra verismo e decadentismo.
Emilio Praga è il più significativo dei poeti, nacque in provincia di Milano e ora giovanissimo a causa della Tisi.
In giovinezza era stato a Parigi dove conobbe l’avanguardia. Scrisse Penombre dove è evidente l’influenza di Baudelaire. Dominano tendenze già viste nei poeti maledetti: l’esigenza di provocare, il Realismo e il gesto per il macabro.

Accanto a lui abbiamo Arrigo Boito che fu anche musicista e librettista. Le sue poesie vennero raccolte nel libro dei versi e compose anche un poema narrativo chiamato “Orso”.

Giovanni Camerana, un Piemontese, del 1845, ma le sue opere vennero pubblicate dopo la sua morte, nel 1907.

Baudelaire

Corrispondenze: E’ una delle sue opere più famose. L’universo è un insieme di immagini e segni che nascondono significati. Solo l’immaginazione riesce a coglierli ed è compito del poeta quello di riuscire a dominare il caos dei simboli e svelare la verità. Si ha un ampio uso della sinestesia, mescola varie sensazioni che provengono da sensi diversi, ciò influenzerà anche i poeti del novecento. La natura è sentita come socia perché è il ruolo della rivelazione. L’uomo passa attraverso una foresta di simboli e può interpretarla senza soffermarsi all’aspetto esteriore ma cogliendo le corrispondenze.
Albatro: anch’essa si trova nella parte iniziale di Fleur de Mal. Delinea con precisione la figura del poeta che è cambiata nella nuova società : albatro è il poeta, esso viene catturato dai marinai dopo essersi alzato in volo. Si tratta di una vera e propria maledizione sociale , poiché ha le ali talmente grandi che non può stare in terra.
Spleen: corrisponde al sentimento di noia, è il tedio, condizione di spirito che troviamo in Baudelaire , porta alla depressione e questo sentimento deriva dal sentirsi esclusi dalla società.
Baudelaire pubblica nel 1857 un libro diviso in 5 sezioni
spleen e l’ideale
i fiori del male
il vino
la rivolta
la morte
Inizialmente il titolo doveva essere “Le lesbiche”. Questa raccolta fu molto criticata e sia il poeta che l’editore furono costretti a pagare un’ammenda. Nella nuova edizione del 1861 verranno tolte le 6 poesie tanto criticate e al loro posto inserite altre 35 che andarono a creare una nuova sezione: I quadri parigini.
Dopo la sua morte fu pubblicata “Nouvelle fleur de mal”: ill poeta ha voluto fare una sorta di poema dove voleva rappresentare il fiore come simbolo del male. La sua natura è stata privata della bontà che aveva nell’età romantica. All’interno di questa raccolta vediamo la mancanza del voler piacere al pubblico e cambia il rapporto tra poeta e lettore.
(Spleen e ideale; Quadri parigini; Il vino, sono dedicati al poeta che vive nella società industriale.)
I fiori del male, la rivolta e la morte rifiutano questa condizione del poeta.

Uno dei seguaci di Baudelaire è Paul Verlaine, il primo dei poeti maledetti.
Nel 1873 sparò ad un uomo, l’amante Rimbaud per gelosia, e finì in carcere.
Il suo modo di essere è conflittuale perché si lascia andare a questa vita inquieta e malinconica, ma allo stesso tempo desidera stabilità e saggezza. In una sua opera parla di un gruppo di poeti maledetti e riunisce le opere di Rimane e Mallarmè insieme alle sue.
Nella sua parola ricerca il valore fonosimbolista delle parole, vuole risolvere l’arte con la musicalità. Non vuole usare espressioni eloquenti ma evidenziare il carattere evocativo.

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