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Nel 1700 nacquero e presero piede due correnti di pensiero letterario opposte: Il Preromanticismo e l’Illuminismo.
Il Preromanticismo fu un termine coniato in modo dispregiativo per intendere tutte quelle opere sentimentali contrarie allo spirito illuminista. I due più importanti letterati di quel tempo furono Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri. Alfieri nonostante si fosse separato dal contesto illuministico della sua epoca predicava nei suoi scritto concetti di libertà assoluta. Gli eroi delle sue opere presentavano uno spiccato egotismo, culto di se stesso, e si isolamento personale, infatti erano incapaci di relazionarsi con gli altri, non avevano confronti con le idee diverse dalle loro ma solo scontri, spesso si ritrovavano soli in scena dove parlavano della loro individualità in lunghi monologhi. I contenuti delle opere di Alfieri erano opposti a quelle di Goldoni che fortemente illuminista, poneva la società in primo piano, dava molta importanza ai dialoghi che erano frequentissimi ed erano presenti numerosissime interazioni tra i personaggi. La seconda figura italiana del Preromanticismo, Foscolo, si ispirò molto nei suo scritti a Goethe e Alfieri. Foscolo riteneva che i poeti fossero poeti vate, ovvero avessero il compito di interpretare e guidare i sentimenti delle masse popolari di quell'epoca, fossero i custodi della memoria della nazione e evocassero gli eroi. Tutti gli eroi di Foscolo presentano il titanismo tra le loro caratteristiche, ovvero la consapevolezza di essere superiori ai loro simili grazie alla grandezza spirituale e culturale, la dicotomia fra ragione e sentimento, l’odio per ogni forma di tirannide, panneggiamento alla libertà più assoluta e l’odio per le convenzioni sociali, l’insoddisfazione della realtà moderna, una visione cruda della natura infatti la descrivono come forza distruttrice e non controllabile dall'uomo, considerano la ragione un’arma a doppio taglio perché permette all'uomo di rendersi conto della decadenza della realtà e della società. In Europa invece come esponenti del Preromanticismo troviamo Gray, Blake e la corrente dello Sturm Und Drang, con rappresentanti quali Goethe e Shiller. Anche nelle loro opere la solitudine, i conflitti e il rapporto con la natura sono i temi cardine. Foscolo e Alfieri fungono da tramite tra il Preromanticismo e il Romanticismo dell’800.

Il romanticismo è considerato come un insieme di tendenze il cui tratto comune era la spiccata attenzione per l’animo umano e la psiche. L’eroe romantico si sente eroe perché è estraneo alla realtà che lo circonda, e per questo si sente anche fuorilegge. L’eroe romantico ha cieca fiducia nella ragione, infatti pensa che la genialità sia qualcosa di innato, che non è possibile apprendere tramite la cultura, esso si reputa in questo campo modello e insegnate per la società. Ha una visione materialista della vita e del mondo, vede tra natura e realtà un nesso logico, è cosmopolita, concepisce l’arte come soggetta al dominio della ragione, è titanico e vittimistico, ovvero si reputa costantemente perseguitato dalla sfortuna perché non è accettato dalla società, per questo non consegue i suoi obbiettivi. I maggiori esponenti del Romanticismo sono Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi. Il Romanticismo di Manzoni è moderata, influenzato da un pensiero illuminista e dalla religione. L’eroe per Manzoni si differenzia da quello degli autori precedenti in quanto è riscattato dalla religione che assicura, dopo la morte, l’inizio della vera vita dove Dio sarà garante della giustizia e dove colpe e meriti saranno valutati. Due esempi di eroi romantici manzoniani sono Ermengarda e Adelchi. Ermengarda è reputata un’eroina romantica perché agisce secondo il criterio del sentimento. Il suo amore assoluto e completo per il marito Carlo è tipicamente romantico perché inespresso e pudico. Prova un sentimento così puro che si scontra con la realtà corrotta che la fa soffrire costantemente. Ermengarda, a differenza di Iacopo Ortis, giunge alla morte quasi serenamente perché consolata dalla divina provvidenza e certa di trovare l’abbraccio di Dio e la vita eterna ad aspettarla. Il secondo esempio di eroe romantico manzoniano è Adelchi. Dentro di lui si contrappongono due nature, quella del principe guerriero e quella del cristiano che non vuole combattere una guerra di conquista contro il papa che egli sente ingiusta. Nonostante dentro di lui brami bontà e giustizia, e sia convinto che essa venga portata grazie all'unione di molti, è vittima delle circostanze e bloccato dal suo dissidio interiore.

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