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Carlo Goldoni - La vita


Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707, da una famiglia borghese. Suo padre era medico e viaggiava in molte città per esercitare la propria professione. Visse l'infanzia con il fratello minore e la mamma, ma il padre si preoccupò comunque della sua formazione.
Nel 1719 il padre lo portò con sé a Perugia (dove gli fece studiare grammatica e retorica); poi, si trasferirono, nel 1720 a Rimini dove gli fece studiare filosofia (ritenendola alla base delle scienze fisiche, dato che desiderava avviarlo alla professione di medico).
Goldoni, però, prediligeva la lettura delle opere teatrali classiche (greche e latine) e iniziò a frequentare una compagnia di comici.
Nel 1721 abbandonò gli studi filosofici e si dedicò a quelli giuridici a Pavia; completandoli poi a Padova, dove si laureò in giurisprudenza nel 1731. Entrò nell'ordine degli avvocati veneziani ed iniziò ad esercitare la sua professione di avvocato.
Nel 1734 conobbe a Verona il capocomico Giuseppe Imer, che gli chiese di collaborare con lui:
Goldoni divenne autore di canovacci (bozza dei testi teatrali) per la sua compagnia a Venezia per 9 anni (iniziò a elaborare una sua riforma teatrale iniziata con “Momolo Cortesan” (1738), un canovaccio che conteneva per esteso la parte del protagonista, mentre il resto restava sotto forma di canovaccio).
Nel 1736 si sposò con Nicoletta Conio (sua compagna per tutta la vita), da cui non ebbe figli.
Nel 1743 scrisse la sua prima “commedia riformata” con copione integrale: “La donna di garbo”.
Nello stesso anno, si trasferì in Toscana, precisamente a Pisa, dove esercitò l'attività di avvocato; poi successivamente a Livorno conobbe il capocomico Gerolamo Medebach, direttore del Teatro Sant'Angelo di Venezia, che gli chiese di collaborare con lui: Goldoni, quindi, abbandonò l'avvocatura e si trasferì a Venezia.
Nel 1748 firmò, a Venezia, un contratto con Medebach di 4 anni con il quale Goldoni si impegnava a comporre ogni anno 8 commedie e 2 opere in musica.
Fu il periodo più produttivo per Goldoni, che vide la sua prima commedia di carattere essere messa in scena: (1748) “La vedova scaltra”. Tra il 1750-1751 realizzò alcuni dei suoi capolavori: “Il teatro comico” “La locandiera” “La bottega del Caffè”. Nelle sue commedie, l'autore voleva rappresentare realisticamente la società italiana e veneziana del tempo.
Nel 1750, a Venezia, ci fu la prima pubblicazione della raccolta delle commedie di Goldoni in 9 volumi.
Nel 1753, terminato il contratto con Medebach passò al teatro San Luca riscuotendo successi con le opere: “Trilogia della villeggiatura” e alcune in dialetto veneziano “I rusteghi” “Le baruzze chiozzotte”. Divenne bersaglio di molte polemiche sia legate alla concorrenza, sia a concezioni teatrali diverse.
Stanco dalle polemiche decise, quindi, di trasferirsi in Francia ma a Parigi andò incontro a nuove delusioni, perché attori, impresari e pubblico per cui lavorava pretendevano da lui scenari per la Commedia dell'Arte, in quanto abituati al teatro d'improvvisazione con il canovaccio.
Scaduto il contratto di 2 anni, andò a lavorare presso la Corte di Versailles, come insegnante d'Italiano delle principesse reali (la figlia del re Luigi XV e le sorelle del re Luigi XVI) ricevendo una pensione annua, che l'Assemblea legislativa (nata dalla rivoluzione francese) gli tolse nel 1792.
Morì in miseria a Parigi nel 1793.
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