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I Rusteghi


I “rusteghi” è una commedia, divisa in tre atti, di Carlo Goldoni, originariamente scritta in veneziano. La commedia fu messa in scena per la prima volta nel 1760 al Teatro San Luca a Venezia in occasione della fine del Carnevale; fu pubblicata successivamente nel 1762.
Ad aprire l’opera troviamo Lucietta, figlia di primo letto, e Margarita, moglie di Lunardo, a lamentarsi di non poter mai uscire di casa; vengono interrotte dallo stesso Lunardo con la notizia di aver invitato gli altri rusteghi, accompagnati dalle mogli, per la cena della sera stessa.
Il rustego, mandata via malamente la figlia, spiega alla moglie l’accordo fatto con Maurizio, un altro rustego, del matrimonio tra il figlio di quest’ultimo, Filippetto, e Lucietta. Maurizio giunge proprio in quel momento chiedendo a Lunardo un incontro con la giovane da parte del figlio, incontro tuttavia negato.
Successivamente la scena si sposta su Filippetto che si trova a casa di Marina, sua zia, alla quale rivela il suo desiderio di incontrare prima delle nozze la giovane. Marina si stupisce della negazione della richiesta del nipote, che però viene mandato via da Simon, marito di Marina e terzo rustego. Da questa azione nasce un diverbio tra i due coniugi interrotto dall’arrivo di Felicia, accompagnata dal marito e ultimo rustego Canciano e dall’amico, il conte Riccardo. Quest’ultimo prova a instaurare una conversazione con il silenzioso Canciano, mentre Marina mette al corrente Felicia del desiderio del nipote e quest’ultima elabora un piano per far incontrare i rpomessi sposi. Tuttavia Simon nuovamente manda via tutti in malo modo.



Evoluzione della storia


La scena passa di nuovo a Lucietta e Margarita intente a prepararsi per la cena: Lucietta, gelosa dell’abbigliamento della matrigna, riesce a convincerla a farsi dare <<un per de cascate>> e una <<colana de perle>>. Vengono nuovamente interrotte dall’arrivo di Lunardo che le rimprovera per il loro abbigliamento fino all’arrivo dei primi invitati, Marina e Simon. Lunardo viene a sapere che anche Simon è al corrente del futuro matrimonio e i due iniziano una conversazione che quasi sfiora la misoginia.
Nel frattempo Marina, con il consenso di Margarita, racconta a Lucietta l’intera faccenda del matrimonio e del piano di Felicia per farli incontrare. Dopo poco giunge infatti la stessa Felicia annunciando l’arrivo di Filippetto: egli giunge mascherato da donna accompagnato dal conte Riccardo. I due giovani si piacciono dal primo sguardo.
L’incontro tra i giovani viene bruscamente interrotto dal ritorno improvviso e imprevisto dei tre rusteghi Lunardo, Simon e Canciano. Lunardo annuncia alle donne che il matrimonio si sarebbe fatto in quel preciso momento e che Maurizio era già stato mandato a chiamare il figlio. Questo torna però trafelato dicendo di non averlo trovato a casa: egli si era infatti nascosto in una stanza con il conte.
Scoppia una lite tra gli uomini che si lamentano e incolpano le mogli, tutto si risolve grazie all’intervento di Felicia che, con grande abilità retorica, convince i quattro rusteghi che l’accaduto è di gravità minore rispetto a ciò che fanno sembrare e ricorda a tutti il motivo per il quale si trovano insieme, ovvero passare la serata in gioviale compagnia.

Lunardo, Maurizio, Simon e Canciano sono i quattro rusteghi che danno il nome all’opera. Tutti loro condividono alcuno aspetti in comune: cercano di imporre sulle loro mogli le usanze tradizionali tanto da impedire loro di uscire di casa, non sopportano nessun tipo di relazione con gli estranei e ciò denota una repulsione verso un qualsiasi tipo di conversazione.
Significativo è il fatto che Goldoni sfaccetti tramite loro la stessa tipologia di personaggio, egli vuole infatti rappresentare tutta la realtà contemporanea nelle vare sfaccettature umane, allontanandosi così dalla Commedia dell’Arte che rappresentava solo stereotipi di personaggi. La figura del rustego quindi, grazie a Goldoni, si amplia e al suo interno si creano diversi personaggi con peculiarità diverse non solo fisicamente ma anche moralmente e psicologicamente.
Personaggi:
Lunardo: mercante, marito di Margarita e padre di Lucietta. Da subito si mostra come un personaggio serio, indubbiamente impulsivo e diffidente, ma in alcune battute emerge il suo carattere a volte affettuoso,
Maurizio: cognato di Maarina e padre di Filippetto, già dalla prima scena in cui compare si evince il suo spirito da mercante e l’ostentata autorità che ha sul figlio.
Simon: mercante, marito di Marina. Appena entra in scena mostra di essere il rustego più duro ed inaccessibile.
Canciano: marito di Felicia, è il più debole dei quattro infatti è sottomesso alla moglie. Nonostante sembri taciturno, è molto loquace con gli altri rusteghi.

A cura di Camilla.
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