Video appunto: Goldoni, Carlo - Riforma Teatro
Carlo Goldoni


Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707, primogenito di un medico che cercò di avviarlo alla sua stessa professione. La sua infanzia fu piena di numerosi viaggi; infatti Goldoni studiò prima a Perugia, poi Filosofia a Rimini, infine si iscrisse a Legge a Pavia. Concludendo gli studi ottenne il titolo di "avvocato veneto".
Ma la sua vera passione era l'Uomo, con le speranze e le delusioni, con la vita quotidiana e le varie storie. Nel suo ufficio di avvocato passava tanta gente che gli raccontava la propria vicenda. Così il Goldoni cominciò a scrivere commedie mettendo in scena le vicissitudini " dei suoi clienti ". L'importanza di Goldoni nella storia del nostro teatro è grandissima, perchè riporta a vera forma d'arte la commedia dell'arte, di moda allora, diventata sciatta, noiosa, volgare e obsoleta. Nel clima illuministico in cui il Goldoni visse e operò si predicava l'uguaglianza di tutti e il Goldoni interpretò questo principio nel campo dello svago. Poiché è un riformatore, e non un rivoluzionario, egli attua a poco a poco le innovazioni nel teatro riportando il copione alla sua antica dignità. Per non provocare "traumi" e per impadronirsi della tecnica teatrale comincia a fare la vita del teatro, recitando canovacci. Poi inizia la sua riforma scrivendo solo la parte del protagonista e lasciando alla libera improvvisazione le altre. Nelle successive commedie aggiunge le battute agli altri personaggi fino a scrivere il copione per intero. La prima commedia scritta interamente a copione è "La donna di garbo". Così facendo evita di irritare il pubblico non abituato a questo nuovo genere e i capo comici e gli impresari, che erano abituati a guadagnare subito: il periodo delle prove obbligatorio con il copione, deve essere pagato agli attori, che devono imparare a memoria le battute ed esercitarsi, e ciò non produce immediatamente guadagno.

Tra le sue più importanti opere ricordiamo:


    La locandiera
    Momolo cortesan
    La donna di Garbo
    Le smanie per la villeggiatura
    Le baruffe chiozzatte


Nonostante il successo come scrittore di canovacci, Carlo Goldoni morì in miseria nel 1792.