Le lauree più richieste e che portano più soldi

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

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Cosa fare dopo la maturità? Una domanda che si fanno tutti gli studenti appena ottengono il diploma di scuola superiore. Se la scelta è quella di proseguire con l'università è importante costruire un progetto formativo in linea con le attitudini e inclinazioni. Il titolo accademico continua a rappresentare un valido investimento a lungo termine. Prima di iscriversi all'università, però, sarebbe importante conoscere quali sono i corsi di studio che agevolano di più, dopo la laurea, la ricerca di un'occupazione. Perché non tutte le lauree hanno lo stesso peso: questo è un aspetto da non sottovalutare. Il mondo del lavoro, infatti, muta costantemente e bisogna far fronte alla rivoluzione tecnologica in atto, in tutti i campi. Professioni tradizionalmente forti sul mercato del lavoro oggi fanno molta più fatica e impiegano molto più tempo per ritagliarsi un proprio spazio.


Quali sono le lauree più richieste sul mercato?

L'ultima indagine di Almalaurea (2018 con dati del 2017) sulla condizione dei laureati, dopo un anno dal conseguimento del titolo accademico, rappresenta un'ottima base di partenza per l'analisi. Iniziamo col dire che, contrariamente ai luoghi comuni più diffusi, a parità di ogni altra condizione sono le lauree di primo livello a beneficiare di maggiori opportunità occupazionali ad un anno dal titolo: rispetto ai laureati magistrali biennali, quelli triennali risultano avere il 14,7% di probabilità in più di lavorare.

I 'dottori' che trovano subito lavoro

Ma, a prescindere dal livello della laurea, ci sono dei percorsi grazie ai quali difficilmente si resterà a lungo senza lavoro. Le migliori occasioni si aprono soprattutto per chi ha consegue una laurea in discipline scientifiche. In base agli ultimi dati disponibili, la laurea in ingegneria rende quasi un gioco da ragazzi la ricerca di un lavoro; in più, porta rapidamente a stipendi sopra la media generale dei neo-laureati. Qualcosa di simile vale anche per alcune discipline sanitarie, come scienze infermieristiche e ostetriche oppure la stessa medicina e chirurgia.

Poco sopra la media nazionale – che ci dice che a tre anni dal titolo lavora l’85% del neo-laureati, con uno stipendio medio netto di 1.300 euro al mese – troviamo pure chi ha studiato discipline economico-aziendali. Un risultato vicino a quello dei dottori incomunicazione.

Sotto la media, invece, troviamo classi di laurea come scienze politiche, biologia, storia o filosofia. Fra i casi peggiori fa sensazione quello di giurisprudenza. Tre anni dopo aver conseguito il titolo ha trovato un lavoro poco più di metà di chi ha studiato legge, con un reddito medio che non è fra i peggiori ma comunque non si stacca di molto dai mille euro al mese.

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28 marzo 2019 ore 16:00

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