Governo

Per Governo si intende quell'organo istituzionale con il potere esecutivo che dirige la vita dello Stato e realizza il proprio programma politico nell'interesse dell’interna nazione.
Il Governo vero e proprio è costituito dal Consigli dei ministri che agisce sul territorio grazie alla Pubblica amministrazione, cioè l’insieme delle strutture e dei soggetti che hanno lo scopo raggiungere fini di interesse collettivo.
Il Governo è un organo complesso perché costituito da molti organi interni che si dividono in necessari (previsti dalla Costituzione art. 92), che costituiscono il Governo in senso stretto, e non necessari (previsti per legge l. 400/1988 e l. 81/2001), che costituiscono il Governo in senso lato.

Organi necessari



    Il Presidente del Consiglio coordina l’attività del Governo, ma è sullo stesso piano degli altri ministri. Convoca e presiede il Consiglio dei Ministri e presiede il Consiglio di Gabinetto, i comitati interministeriali e la Conferenza permanente Stato-Regioni (=organo con funzione di raccordo tra il potere centrale e le autonomie locali). Redige il programma con gli obiettivi che il Governo vuole raggiungere e coordina l’operato dei ministri in modo da raggiungerli.


    I ministri hanno funzione politica (perché concorrono alla formazione dell’indirizzo politico del Governo) e una funzione amministrativa (perché ciascuno di loro è a capo di un dicastero e presiede sia l’organizzazione centrale che quella periferica). La responsabilità è collegiale perché le deliberazioni vengono prese a maggioranza, ma ogni ministro ha una certa autonomia per quanto riguarda il suo ministero.


    Il Consiglio dei Ministri è costituito dal Presidente del Consiglio, da tutti i ministri e dal vicepresidente (o vicepresidenti). Tutti i suoi membri hanno la stessa importanza anche per quanto riguarda il voto. Possono partecipare anche i viceministri ma non hanno il diritto di voto. Approva i disegni di legge, i decreti legge e legislativi e i regolamenti governativi; nomina i più alti funzionari della Pubblica amministrazione; stabilisce l’atteggiamento del Governo nei confronti delle autonomie locali; risolve le divergenze tra i ministri.

Organi non necessari



    I ministri senza portafoglio hanno funzioni sono politiche e non amministrative quindi non viene loro attribuito denaro da destinare alle attività del dicastero (perché non ne hanno uno).


    Il Consiglio di Gabinetto, costituito dai ministri che hanno un’importanza fondamentale, cioè da quelli che hanno competenze economico-finanziarie.


    I sottosegretari svolgono compiti che vengono loro assegnati dai ministri e possono essere nominati viceministri (non possono essere più di dieci).


    I comitati interministeriali decidono su materie comuni a più ministeri.


    I commissari straordinari, nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, si occupano di interventi straordinari rispetto a un settore.


    Il vicepresidente del Consiglio.

I reati politici commessi dai ministri e dal Presidente del Consiglio vengono giudicati dal Parlamenti che può revocare la fiducia, mentre per gli atti illeciti commessi nell'esercizio delle loro funzioni, rispondono davanti alla Magistratura ordinaria, dopo l’autorizzazione della Camera cui appartengono (perché i ministri sono comunque dei parlamentari quindi valgono le regole e le osservazioni fatte per i parlamentari in genere).

Funzioni


Il governo ha tre funzioni mediante le quali realizza l’attività dell’apparato statale.
  • Funziona esecutiva: è svolta dal Governo e dai ministri per raggiungere i fini di interesse collettivo attraverso la Pubblica amministrazione e in particolare attraverso gli uffici che riguardano il dicastero di ciascun ministro.

  • Funzione normativa: emanazione di decreti legislativi (dopo una legge delega), di decreti legge (in situazioni di urgenza) e di regolamenti governativi.

  • Funzione di indirizzo politico: si avvale di disegni di legge e di provvedimenti per realizzare il programma sul quale ha ottenuto la fiducia del Parlamento e i fini stabiliti per la politica estera.
  • Procedura di formazione


    La formazione di un nuovo Governo può avvenire in seguito alle elezioni politiche (perché il Governo deve rappresentare l’indirizzo politico del nuovo Parlamento, in particolare il partito o la coalizione di maggioranza) o durante la legislatura (se avviene una crisi di Governo). Una crisi di Governo può avvenire in due casi:
    1. Se il Parlamento vota una mozione di sfiducia, perché in questo caso il Governo non ha più la maggioranza quindi nemmeno i membri del partito/coalizione che dovrebbe rappresentare votano la fiducia.
    2. Se il Governo chiede la fiducia al Parlamento su una legge. Se questa legge non viene votata, avviene la Crisi. (È ciò che è successo con Renzi che ha chiesto la fiducia del Parlamento sul “Jobs Act”, instaurando così un vero e proprio braccio di ferro perché se i parlamentari non l’avessero votata il Governo sarebbe caduto, con conseguenze sulla stabilità della nazione).
    La crisi di Governo si apre con le dimissioni del Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica.
    Le fasi della formazione di un nuovo Governo sono:

      Le consultazioni del Presidente della Repubblica (i colloqui con gli ex presidenti e gli esponenti dei gruppi politici per assegnare l’incarico di formare il nuovo Governo);


      L’assegnazione dell’incarico per la formazione del nuovo Governo, solitamente al leader o un esponente del partito o della coalizione di maggioranza che hanno la maggiore possibilità di ottenere la fiducia;


      La messa a punto del programma su cui vuole ottenere la fiducia e della lista dei ministri da parte del Presidente incaricato;


      Giuramento del Governo;


      Voto di fiducia delle due Camere (una delle due convocazioni obbligatorie delle Camere art. 94 Cost.).

    I Governi di questa legislatura sono stati: Governo Monti rimasto in carica per il disbrigo degli affari correnti, Governo Bersani che è stato incaricato della formazione ma che non è riuscito a ottenere la fiducia, Governo Letta (incaricato di formare un Governo di larghe intese) che cade dopo un voto di sfiducia e Governo Renzi (dal febbraio 2014).

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