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La scoperta dell'elettrone e del protone:


Qualche anno fa il gas veniva racchiuso in un tubo alle cui estremità vi erano due placche detti elettrodi. La placca negativa era chiamato catodo e quella positiva anodo. In seguito si scoprì che il flusso dell'elettricità di un gas provocava un emissione di luce. Il gas veniva attirato dalla placca positiva. Così, gli scienziati scoprirono la massa dell'elettrone. Fu il fisico Thomson a scoprire, utilizzando i tubi di Crooks, che le radiazioni consistevano di particelle cariche negativamente e diede il nome "elettrone". Egli riuscì anche a determinare il rapporto tra la carica e la massa ed a dimostrare che il valore del rapporto non cambiava al variare del gas nel tubo. Quindi gli atomi di tutti gli elementi contengono le stesse particelle negative, gli elettroni. In quel periodo gli scienziati e i fisici fecero vari modelli atomici per rappresentare l'atomo. Thomson ipotizzò che all'interno dell'atomo ci fossero cariche positive uguali al numero di cariche negative.
Nel 1907 lo scienziato Rutherford propose un altro modello atomico. Egli scoprì il nucleo dell'atomo ed alcune particelle che esponevano radiazioni positive, i protoni. Egli bombardò gli atomi d'oro di una sottile lamina di zinco ed osservò che le particelle alfa attraversavano la lamina senza subire deviazioni. Un'altra cosa che osservò era che alcune particelle venivano deviate e pochissime ribalzavano indietro. Così si scoprì che l'atomo è identificato dal numero di protoni, cioè il numero atomico Z, e quando l'atomo era neutro il numero dei protoni era uguale al numero degli elettroni.
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