Concetti Chiave
- L'atomo è composto da particelle subatomiche come elettroni, protoni e neutroni, con i primi che portano carica negativa e i secondi carica positiva.
- Il modello atomico di Bohr introduce le orbite stazionarie per gli elettroni, che non perdono energia durante il moto, a differenza del modello di Rutherford.
- Il principio di indeterminazione di Heisenberg porta al modello quanto-meccanico, dove gli elettroni occupano orbitali atomici piuttosto che orbite definite.
- I numeri quantici descrivono le caratteristiche degli orbitali atomici, inclusi il livello energetico, il tipo di sottolivello e il senso di rotazione degli elettroni.
- Il numero atomico rappresenta il numero di protoni, mentre il numero di massa è la somma di protoni e neutroni; gli isotopi condividono lo stesso numero atomico ma differiscono nel numero di massa.
In questo appunto viene descritto il concetto di atomo, con analisi della sua definizione, delle sue caratteristiche principali, il concetto di numero atomico, il concetto di numero di massa e anche dei numeri quantici.
Indice
Particelle subatomiche e cariche
L'atomo è la più piccola parte della materia, è formato dalle seguenti particelle:
- l’elettrone, particella carica negativamente;
- il protone, particella carica positivamente;
- il neutrone, particella priva di carica la cui massa è pari a quella del protone.
Il protone e il neutrone hanno una massa relativa pari a 1 mentre l'elettrone ha una massa irrilevante, quindi la massa dell'atomo è data dai neutroni e dagli elettroni. Generalmente in un atomo il numero dei protoni e quello degli elettroni è uguale, per cui l'atomo è neutro. Se l'atomo perde elettroni si carica positivamente e diventa uno ione positivo, se un atomo acquista elettroni si carica negativamente e diventa uno ione negativo.
Quali sono i modelli atomici storici?
Gli scienziati nel tempo hanno formulato diversi modelli atomici per spiegare la struttura dell’atomo. Nel 1898 Thomson elaborò un modello secondo il quale l’atomo era simile ad una sfera contenente cariche positive e cariche negative in ugual numero e uniformemente distribuite (Modello atomico di Thomson).
Rutherford nel 1910 stabilì che l’atomo era costituito da una zona centrale, detta nucleo, contenente i protoni, attorno alla quale ruotavano, a varie distanze, su diverse orbite circolari, gli elettroni in numero uguale ai protoni presenti nel nucleo. Questo modello fu anche detto planetario perché simile al sistema solare (Modello atomico di Rutherford).
Difetti del modello di Rutherford
La teoria di Rutherford però mostrava i seguenti difetti:
- gli elettroni durante il loro moto dovrebbero perdere energia e cadere nel nucleo con conseguente distruzione degli atomi, cosa che in realtà non si verifica.
- questo modello inoltre non spiega l’emissione di energia in forma discontinua da parte degli atomi.
- Questi difetti furono superati dal modello atomico di Bohr che fu elaborato tra il 1913 e il 1915.
Modello atomico di Bohr
Secondo Bohr l’atomo di ogni elemento è costituito da un nucleo centrale, formato da protoni e neutroni, attorno al quale ruotano gli elettroni. Il movimento degli elettroni avviene però su orbite particolari dette orbite stazionarie. Il movimento degli elettroni sulle orbite avviene senza assorbimento né emissione di energia, quindi l’elettrone ruotando entro un’orbita non perde energia e non può cadere nel nucleo. Le orbite stazionarie sono considerate livelli di energia.
Tutte le volte che un elettrone si sposta da un livello di energia maggiore ad uno di energia minore cede energia, viceversa acquista energia quando passa da un livello di energia minore ad uno di energia maggiore. In questi passaggi l’elettrone cede o acquista energia in modo quantizzato, cioè secondo quantità ben definite dette quanti di energia.
Principio di indeterminazione di Heisenberg
Il modello atomico di Bohr però contrastava con il principio di indeterminazione di Heisenberg (1927) secondo il quale è impossibile assegnare all’elettrone, in un dato istante, una ben precisa posizione nell’orbita di appartenenza.
Fu allora formulato il modello quanto-meccanico o a orbitali atomici, secondo il quale gli atomi sono formati da un nucleo centrale contenente i protoni e i neutroni, attorno ad esso girano gli elettroni disposti in differenti livelli di energia. Gli elettroni però non occupano orbite ben precise attorno al nucleo ma si trovano con maggiore frequenza in determinate zone dello spazio attorno al nucleo, tali zone sono dette orbitali atomici.
Gli orbitali atomici sono, quindi, le zone dello spazio attorno al nucleo in cui vi è la maggiore probabilità di trovare un elettrone.

La principale differenza tra questa teoria e quella di Bohr è che secondo Bohr gli elettroni si trovano all’interno di orbite ben definite, mentre secondo il modello quanto-meccanico gli elettroni si trovano negli orbitali che rappresentano la zona attorno al nucleo dove c’è la maggiore probabilità di trovare l’elettrone.
per ulteriori approfondimenti sull'atomo vedi anche qua
Numeri quantici e orbitali
Le caratteristiche di ciascun orbitale vengono descritte dai numeri quantici che sono:
- Numero quantico principale n. Il numero quantico principale n indica lo strato o livello energetico dell’elettrone e può assumere i valori da 1 a 7.
- Numero quantico secondario l. Il numero quantico secondario indica il sottolivello di un determinato livello energetico. Tali sottolivelli si indicano con le lettere s, p, d, f.
- Numero quantico magnetico m. Il numero quantico magnetico m determina il numero di orbitali possibili per ciascun sottolivello.
- Numero quantico di spin ms . il numero di spin indica il senso di rotazione dell’elettrone intorno al proprio asse. Lo spin può essere orario o antiorario.
- Principio di esclusione di Pauli. Il principio di Pauli afferma che un orbitale atomico può contenere soltanto due elettroni che devono avere spin opposto.
per ulteriori sui numeri quantici vedi anche qua
Riempimento degli orbitali
I livelli energetici vengono riempiti dagli elettroni a partire dal livello più basso, e ogni livello viene occupato fino al massimo delle sue capacità, prima che venga impegnato il successivo livello a maggiore energia.
L’ordine di riempimento dei diversi orbitali è il seguente:
1s, 2s,2p,3s,3p, 4s, 3d, 4p, 5s, 4d, 5p, 6s, 4f, 5d, 6p, 7s, 5f, 6d…
Le regole che si seguono sono le seguenti:
- il riempimento degli orbitali da parte degli elettroni avviene a partire dal livello energetico più basso, procedendo poi nell’ordine crescente dell’energia;
- un orbitale può contenere al massimo due elettroni, con spin opposto;
- se sono disponibili più orbitali di pari energia, gli elettroni si dispongono uno per ciascuno di essi, con spin paralleli, solo successivamente completano il riempimento.
Numero atomico e isotopi
Numero atomico: indica il numero di protoni (e quindi anche di elettroni) presenti in un elemento.
Numero di massa: indica la somma del numero dei protoni e dei neutroni presenti in un elemento.
Isotopi: sono isotopi gli elementi che hanno lo stesso numero atomico ma diverso numero di massa.
Per esempio se un atomo ha 10 protoni e 12 neutroni, il suo numero atomico sarà 10 perché corrisponde al numero di protoni, il suo numero di massa sarà 22 perché corrisponde alla somma dei protoni e dei neutroni (10+12=22). Questo atomo inoltre ha 10 elettroni perché in un atomo neutro il numero degli elettroni è uguale a quello dei protoni.
Domande da interrogazione
- Quali sono le particelle che compongono un atomo e le loro cariche?
- Qual è la differenza principale tra il modello atomico di Bohr e il modello quanto-meccanico?
- Cosa afferma il principio di esclusione di Pauli riguardo agli orbitali atomici?
- Come si determina il numero atomico e il numero di massa di un elemento?
- Quali sono i numeri quantici e cosa descrivono?
Un atomo è composto da elettroni (carica negativa), protoni (carica positiva) e neutroni (privi di carica). La massa dell'atomo è determinata principalmente dai protoni e dai neutroni, poiché la massa dell'elettrone è irrilevante.
Mentre il modello di Bohr prevede che gli elettroni si trovino in orbite ben definite attorno al nucleo, il modello quanto-meccanico descrive gli elettroni come distribuiti in orbitali, aree di maggiore probabilità di trovare un elettrone, senza posizioni precise.
Il principio di esclusione di Pauli stabilisce che un orbitale atomico può contenere al massimo due elettroni, i quali devono avere spin opposto.
Il numero atomico è il numero di protoni (e quindi anche di elettroni) in un elemento, mentre il numero di massa è la somma dei protoni e dei neutroni presenti nell'elemento.
I numeri quantici (principale n, secondario l, magnetico m, e di spin ms) descrivono le caratteristiche degli orbitali atomici, come il livello energetico, il sottolivello, il numero di orbitali e il senso di rotazione degli elettroni.