Concetti Chiave

  • La Conferenza di Wannsee, tenutasi il 20 gennaio 1942, riunì alti funzionari nazisti per coordinare il piano di sterminio degli ebrei in Europa, noto come "soluzione finale".
  • Il genocidio degli ebrei non fu un'invenzione di Hitler, ma un'evoluzione di pratiche europee di sterminio che risalivano a secoli di colonialismo e guerre.
  • Durante la conferenza, si decise di utilizzare le camere a gas come metodo di sterminio, poiché le fucilazioni di massa non erano più sostenibili per l'esercito tedesco.
  • Il piano prevedeva la deportazione degli ebrei nei ghetti e poi nei campi di sterminio, con l'obiettivo di annientare completamente la popolazione ebraica.
  • La rilevanza della Conferenza di Wannsee divenne evidente solo anni dopo, attraverso il processo di Eichmann e l'analisi di Hanna Arendt, che la definì un esempio di burocrazia assassina.

In questo appunto di Storia si tratterà della Conferenza di Wannsee e del contesto che portò allo sterminio di 6 milioni di ebrei.
Conferenza di Wannsee: informazioni sul periodo storico articolo

Qual è la strada verso la “soluzione finale”: dai ghetti allo sterminio?

Il genocidio non è stato inventato da Hitler ma gli europei lo hanno sempre praticato ma fuori dal continente. Per esempio, è successo durante le conquiste coloniali, ma erano accettati. Inoltre, alla fine dell’800 ci furono campi di concentramento spagnoli a Cuba, altri in sud Africa. Il sistema delle deportazioni è legato alla fase imperialistica. La Russia nel 1900 aveva i campi di concentramento, ma durante la guerra civile, servivano per risolvere un problema interno. Furono chiusi solo nel 1990.
Allontanare gli ebrei dalla Germania era stato un caposaldo dei nazisti fin dall’inizio. La presa del potere nel gennaio del 1933 aveva permesso a Hitler di perseguire il suo piano; per tutti gli anni ’30 una pioggia di misure aveva intensificato l’isolamento della comunità giudaica tedesca, erodendone i diritti, le posizioni legali ed economiche. L’obiettivo di espellere gli ebrei, anche se non si sapeva ancora come. All’inizio del conflitto, dopo l’invasione della Polonia, si procedette a una deportazione di tutti gli ebrei sottoposti al controllo tedesco, confinandoli in una riserva alla periferia dello spazio vitale conquistato. Da qui derivano i primi confinamenti nei ghetti.
Successivamente si pensò di deportare gli ebrei fuori dall’Europa, sottoponendoli a insostenibili condizioni di vita, con conseguente abbassamento del tasso di natalità e un progressivo annientamento fisico. Nell’estate del 1940 fu presa in considerazione l’isola del Madagascar, colonia francese ma venne scartata per il proseguire della guerra con la Gran Bretagna. Vennero perciò presi in considerazione i territori dell’Unione Sovietica, che Hitler mirava a conquistare. L’avanzata ebbe inizio il 22 giugno del 1941, con l’obiettivo di distruggere una popolazione considerata inferiore. Tra luglio e agosto vengono uccisi migliaia di uomini di origine ebraica; inizia uno sterminio di massa degli ebrei e di altri civili nelle zone occupate dai tedeschi in Unione Sovietica e in Serbia. Una rapida vittoria appariva alle porte, ma la via verso Mosca, col giungere dell’autunno e del freddo, congelò ogni velleità tedesca. Intanto verso la fine di settembre del 1941, Hitler aveva poi autorizzato l’uso delle ferrovie del Reich per il trasporto degli Ebrei tedeschi, austriaci e cecoslovacchi verso le zone occupate della Polonia e dell’Unione Sovietica, dove i Nazisti ne avrebbero poi assassinato la maggior parte.
Dato che anche l’opzione dei territori a est sembra impraticabile, si cerca una nuova opzione per risolvere definitivamente il problema ebraico, per trasformare l’eccidio di massa in un genocidio.
Per approfondimenti sugli ebrei vedi qua

La conferenza di Wannsee

Il 20 gennaio 1942 si tenne in una villa alla periferia di Berlino quella che sarà conosciuta come la “Conferenza di Wannsee”; vi presero parte 15 tra i più alti funzionari del partito nazista e del governo tedesco, più una stenografa la cui l’identità rimane ignota. A convocarli fu il generale delle SS Reinhard Heydrich, che all’epoca era il capo dell’Ufficio centrale per la sicurezza nazionale, della polizia e dei servizi segreti. Tra i presenti, spicca la figura di Adolf Eichmann, che fu incaricato di stendere il verbale dell’incontro.
L’incontro, che durò appena 90 minuti, era considerato ufficialmente “una colazione di lavoro”, tanto che anche il verbale della seduta era intitolato ufficialmente “Colloquio dei segretari di Stato”. Nessuno obiettò sul quello che doveva essere il destino degli ebrei, non solo di quelli presenti nei territori soggetti all’Asse (Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Francia, Germania, ecc…) ma di tutta l’Europa; la loro morte era qualcosa di certo. Un “lavoro” burocratico in cui bisognava solo stabilire i tempi, i modi e i ruoli dei vari funzionari, per coordinare le azioni dello sterminio.
Bisognava perciò convogliare le soluzioni regionali in un'unica soluzione definitiva, l’annientamento totale degli ebrei, setacciando tutta l’Europa, deportarli nei ghetti di transito e poi a est dove dal novembre 1941 si stavano allestendo campi di sterminio dotati di camere a gas. Si decise per questo metodo dato che le fucilazioni di massa, usate fino ad allora, non erano più un’opzione praticabile dato l’alto numero delle vittime e che molti soldati tedeschi iniziarono a dare segni di gravi problemi di disagio psicologico.
Nel nuovo progetto si prevedeva lo sfruttamento degli ebrei in grado di lavorare, e impiegarli nella costruzione delle infrastrutture. Avevano previsto che molti sarebbero morti per le disumane condizioni di vita e i sopravvissuti sarebbero stati sottoposti a terribili trattamenti. Non sarebbero stati risparmiati gli inabili a lavoro, le donne e i bambini. La soluzione finale era ormai avviata su scala totale.
Il giorno dopo la conferenza Heydrich informò telefonicamente Himmler che le operazioni preliminari della soluzione finale erano state predisposte. Le linee strategiche dei due gerarchi vengono ricondotte a un programma globale basato sulle deportazioni, sullo sfruttamento del lavoro dei prigionieri il più possibile efficace e sull’immediata eliminazione degli inabili al lavoro. Nelle settimane successive si tengono numerosi incontri con funzionari inferiori per informarli sui piani da seguire.
Il 17 marzo 1942 il primo convoglio di ebrei destinati all’uccisione immediata nelle camere a gas arriva nel campo di concentramento di Bełżec. Era l’inizio dell’operazione Reinhard finalizzata all’annientamento di tutti gli ebrei presenti nel governatorato generale delle terre polacche occupate dai tedeschi.
Durante il processo di Norimberga, processo ai gerarchi nazisti, si scoprirono le immagini in cui i bulldozer inglesi hanno caricato migliaia di cadaveri a Bergenbelsen dove erano stati confluiti i prigionieri Aushwitz dopo che i tedeschi avevano capito che l’armata rossa stava arrivando. In questo contesto la “Conferenza di Wannsee” venne presa in considerazione solo marginalmente, in quanto non era ancora emersa dagli archivi nessuna copia del verbale. Un esemplare superstite (sulle 30 copie originali) fu rinvenuto nel 1947, tra il materiale sequestrato dagli americani presso il ministero degli Esteri; nel 1948-1949, tale documento fu presentato dall’accusa come prova, nell’ambito di un processo celebrato contro alcuni funzionari nazisti di medio livello.
Al grande pubblico, comunque, l’esistenza e l’importanza della Conferenza di Wannsee divennero note solo nel 1960-1961, allorché Adolf Eichmann fu processato a Gerusalemme (condannato e impiccato). Hanna Arendt, nel suo celebre resoconto del processo (Eichmann in Jerusalem, pubblicato nel 1963-1964), le dedicò un intero capitolo: a suo giudizio, grazie alla conferenza, l'Olocausto divenne un’attività di ordinaria amministrazione, una questione priva di contenuti etici, che zelanti burocrati affrontarono con metodo e con la consueta efficienza.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico che ha portato alla "soluzione finale"?
  2. La "soluzione finale" è emersa da un lungo processo di isolamento e persecuzione degli ebrei in Germania, iniziato con la presa di potere di Hitler nel 1933 e culminato con l'idea di sterminio di massa durante la Seconda Guerra Mondiale, come descritto nel testo.

  3. Quali erano le opzioni iniziali per la deportazione degli ebrei prima della Conferenza di Wannsee?
  4. Inizialmente, si pensò di deportare gli ebrei in territori lontani come l'isola del Madagascar o nell'Unione Sovietica, ma queste opzioni furono scartate a causa delle circostanze belliche e della necessità di trovare una soluzione definitiva, come evidenziato nel testo.

  5. Chi ha convocato la Conferenza di Wannsee e qual era il suo obiettivo principale?
  6. La Conferenza di Wannsee, convocata da Reinhard Heydrich, aveva come obiettivo principale quello di coordinare le azioni per l'annientamento totale degli ebrei in Europa, stabilendo i tempi e i modi dello sterminio, come riportato nel testo.

  7. Quali metodi di sterminio furono discussi durante la Conferenza di Wannsee?
  8. Durante la conferenza, si decise di utilizzare le camere a gas per lo sterminio, poiché le fucilazioni di massa non erano più praticabili a causa del numero elevato di vittime e del disagio psicologico dei soldati, come descritto nel testo.

  9. Qual è stata l'importanza della Conferenza di Wannsee nel contesto dell'Olocausto?
  10. La Conferenza di Wannsee ha segnato un punto di svolta nell'organizzazione burocratica dell'Olocausto, trasformando lo sterminio in un'attività sistematica e priva di contenuti etici, come evidenziato nel resoconto di Hanna Arendt sul processo di Eichmann, secondo il testo.

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