Concetti Chiave
- A Zacinto di Ugo Foscolo è un canto di nostalgia e doloroso lamento dell'esule, che esprime il desiderio di tornare alla sua terra natale.
- La poesia riflette il tema dell'esilio, un elemento centrale del pensiero foscoliano, evidenziando la perdita della patria e dell'identità.
- Foscolo confronta la sua esperienza con quella di Ulisse, creando un parallelo tra il desiderio di ritorno e il destino di sventura condiviso.
- Venere, presente nel testo, simboleggia amore e fertilità, richiamando le illusioni e i sogni perduti del poeta legati alla sua infanzia e alla patria.
- Il sonetto presenta un'analisi metrica complessa con inversioni sintattiche e figure retoriche, riflettendo l'intensità emotiva e l'abbondanza di sentimenti dell'autore.
In questo appunto di Italiano per le scuole si spiega e commenta la poesia più famosa di Ugo Foscolo, puntando ad analizzare le tematiche contenute e care all'autore, come l'amore per la patria e l'ulissismo. Viene effettuata un'analisi molto dettagliata del celebre e noto testo poetico scritto da Ugo Foscolo.
A Zacinto
Nè più mai tocchero le sacre spondeove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fèà quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque.
cantò fatali, ed il diverso esiglio,
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra, a noi prescrisse
il fatto illacrimata sepoltura.
Commento di A Zacinto
Zacinto, oggi Zante, è una delle isole greche che si trovano nel mar Ionio. La poesia A Zacinto è un inno d'amore della terra dove il poeta è nato, è un canto di struggente nostalgia, il lamento doloroso dell'esule che ha il presentimento che la morte lo coglierà lontano da Zacinto e lontano dall'Italia.Il dolore dell’esilio, tema foscoliano per eccellenza, anima il ritmo inquieto di questo sonetto che Foscolo compose negli ultimi mesi del 1802 e nei primi del 1803. Quello che contiene il sonetto è il canzoniere più breve della letteratura italiana, poiché conta appena dodici sonetti e due odi. Solo quattro di questi dodici sonetti, quelli cioè definiti “sepolcrali” (ossia In morte del fratello Giovanni, Alla sera, A Zacinto, Alla Musa), raggiungono complessità tematiche e piena maturità espressiva dell'autore. Questi temi - che richiamano anche l'Ortis - sono sempre stati il centro creativo ed espressivo del Foscolo, che era spesso sopraffatto dalla tensione di voler dire e da una volontà espressiva talmente forte che rischiava di soffocare il suo canto. Forse il voler dire era superiore alla possibilità espressiva di cui il giovane Foscolo disponeva; e questo forse spiega l’esigua produzione lirica e i tanti progetti lasciati incompiuti dall’autore.
per ulteriori approfondimenti su A Zacinto vedi anche qua
L'ulissismo
Altro tema interessante della poesia è poi la sovrapposizione sottile tra i due modelli poetici di Foscolo: Omero e Dante. Foscolo, deluso storicamente da quella patria che non riusciva a formarsi, senza rinnegare la grandezza dantesca, guarda però ancora più indietro e glorifica al suo posto il padre della cultura occidentale, il leggendario poeta Omero, cui dedicherà il commosso finale del carme Dei sepolcri. Omero narra dell’eroe cercatore per eccellenza, il ramingo Ulisse, cui Foscolo si sente legato per il comune destino di sventura, e per la ricerca di pace e per il desiderio di rivedere la patria.Tuttavia questa pace, il sonetto rivela, arriverà per Foscolo solo con la morte e sarà proprio il suo canto a sopravvivergli.
L’esilio segnava la perdita di un'altra delle illusioni foscoliane: la patria, il senso di appartenenza a una nazione, e quindi la difesa assoluta della sua identità poetica e spirituale. Zacinto è come la tomba di queste speranze «ove il mio corpo fanciulletto giacque», dice il poeta, utilizzando un verbo che ricorda in modo quasi esplicito la morte. La somiglianza con l'eroe omerico è grande, anche per la presenza delle «rive bagnate dalla luce» che ricordano le «sacre sponde» del sonetto, e per la presenza della similitudine col marinaio che è un’apposizione di Ulisse, oltre che espressione vicina alle «acque fatali».
Venere, all’inizio della seconda quartina, riveste una rilevanza tematica decisiva: ella è amore, bellezza, grazia, sorge dal mare e rende fertili col suo sorriso tutte le terre. Anche qui si scorge l’eco di Lucrezio, del suo proemio al De rerum natura, in cui la dea «genitrice degli Eneadi» altro non è che simbolo dell’istinto vitale che anima ogni essere vivente. In Zacinto, vagheggiata e cantata, sembrano concentrarsi tutte le illusioni di Foscolo, come si trattasse del riparo felice della sua adolescenza perduta e delle perdute speranze.
Il paragone con Ulisse sembra quasi un obbligo: entrambi sono raminghi, vagano di terra in terra, senza trovare pace, perdendo anzi quasi la speranza del giorno in cui torneranno; ma solo Ulisse torna, Foscolo invece intuisce che morirà in terra straniera, lontano dalla madrepatria.

Analisi metrica
Il componimento mostra alcune caratteristiche:- Schema classico, che però dissolve la ritmica tradizionale dei sonetti che volevano la coincidenza di periodi sintattici e strofe;
- Presenza di figure retoriche, tra cui allitterazione, apostrofe, sineddoche, ossimoro, litote
Lo schema metrico è ABAB - ABAB - CDE - CED. Nella divisione in sillabe, in alcune occasioni viene utilizzata la sinalefe.
Per ulteriori approfondimenti su A Zacinto vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della poesia "A Zacinto" di Ugo Foscolo?
- Come si manifesta l'ulissismo nella poesia di Foscolo?
- Qual è la struttura metrica del sonetto "A Zacinto"?
- Qual è il significato della figura di Venere nel testo?
- In che modo la poesia riflette la tensione espressiva di Foscolo?
Il tema principale è l'amore per la patria e il dolore dell'esilio, esprimendo la nostalgia del poeta per la sua terra natale, Zacinto, e il presentimento della morte lontano da essa.
L'ulissismo si manifesta attraverso l'identificazione del poeta con Ulisse, entrambi raminghi e in cerca di pace, ma mentre Ulisse riesce a tornare a casa, Foscolo intuisce che morirà lontano dalla sua patria.
Il sonetto è composto da quattordici versi suddivisi in due quartine e due terzine, con uno schema metrico di ABAB - ABAB - CDE - CED, e presenta inversioni sintattiche che riflettono l'intensità dei sentimenti del poeta.
Venere simboleggia amore, bellezza e fertilità, rappresentando le illusioni e le speranze di Foscolo, che si concentrano nella sua terra natale, Zacinto, come rifugio della sua adolescenza perduta.
La poesia riflette la tensione espressiva di Foscolo attraverso l'abbondanza di sentimenti e la difficoltà di disciplinarli, evidenziata da figure retoriche e da una sintassi complessa che simboleggia il suo desiderio di esprimere il dolore dell'esilio.