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Sinalefe


La sinalefe nell’ambito di un testo poetico è quella figura retorica che - nell’ambito del calcolo delle sillabe di uno specifico verso - ha come obiettivo quello di tendere ad unire in una posizione soltanto la vocale finale di una determinata parola e quella iniziale della seguente.

Nell’ambito della poetica e dunque della metrica italiana l’utilizzo della seguente figura retorica è molto ricorrente già a partire dal contesto letterario del Duecento e del Trecento.
La sinalefe, nell’ambito di una lirica, non causa la caduta della prima vocale così come non determina una lettura veloce di un enunciato presente nell’ambito di un determinato verso. Dunque quest’ultimo può essere letto sia seguendo un ritmo veloce sia seguendo un ritmo caratterizzato anche dalla presenza di pause.

Esempi letterari di Sinalefe


"Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman la rena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perchè negli atti d'allegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avvampi:
sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.
Ma pur aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io con lui."



La sinalefe presente nei versi petrarcheschi di Solo et pensoso, da Il Canzoniere.

“mi ritrovai per una selva oscura” (dall’Inferno dantesco, canto 1)

Dialefe


La dialefe che deriva dal greco antico con significato "fondo separatamente", consiste nel computo della vocale finale di un determinato termine e della vocale iniziale della parola seguente come se facessero parte di due sillabe differenti. Perché una dialefe si affermi e si verifichi ovviamente è importante che la prima sillaba sia accentata. In un testo poetico inoltre la si riconosce subito perché viene contrassegnata da un cuneo che presenta la punta tendente ad essere rivolta verso il basso. (viceversa la sinalefe)

Esempi letterari di dialefe


"d'infantiˇe di femmineˆe di viri (Dante Alighieri, Infern, canto IV, 30)


“Gemmea l’aria, / il sole così chiaro” (Giovanni Pascoli in Novembre, verso 1)

per approfondimenti, vedi anche:
Figure retoriche - Ordine alfabetico
Figure retoriche - Descrizione
Figure Retoriche - Elenco alfabetico
Figure retoriche di significato
Frasi con figure retoriche
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