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Decadentismo

Dalle diverse tendenze letterarie della seconda metà dell'Ottocento (scapigliatura,simbolismo e estetismo) nacque il Decadentismo, una corrente difficile da classificare (perchè non esistono date precise in cui collocarlo), che si sviluppò soprattutto durante il periodo che va dagli anni Ottanta dell'Ottocento fino quasi alla prima guerra mondiale.

Il termine “decadenza” fu usato per la prima volta da Verlaine per esprimere l'idea di un'epoca al tramonto, ed ebbe inizialmente una connotazione negativa, in quanto venne usato dalla critica per identificare quella generazione di “poeti maledetti”considerate al di fuori dalla norma (sia nella produzione artistica che nella pratica di vita).
Successivamente quegli stessi poeti assunsero il termine per rivendicare la loro superiorità, intesa come estraneità e diversità dal presente e dalla classe borghese.

Questa opposizione nasce da una critica non solo al Positivismo (che ormai stava giungendo al tramonto perché la Grande Depressione aveva portato a una crisi agraria e industriale che aveva causato disagio sociale tra le classi più ricche e quelle più povere), ma anche, e soprattutto, dalla voglia di voler rivendicare la propria diversità dalla classe borghese che aveva come valore principale solamente la logica del profitto.

Entrambi aspetti che andavano contro quella dimensione interiore che gli artisti volevano mettere in risalto.

Filosofia e scienza nell’età del Decadentismo: la “scientificità” dell'interiorità.
Come abbiamo già detto, i poeti e gli scrittori decadenti davano grande importanza al ripiegamento nella soggettività.
Questo perché se prima ( durante il periodo del positivismo) sì aveva un’illimitata fiducia nella scienza, dopo pochi anni questa stessa fiducia venne accantonata, e l'interiorità inizio ad essere analizzata sia filosoficamente che (addirittura) scientificamente!
Questo grazie al contributo di alcuni pensatori:


    Nietzsche
    Bergson
    Freud
    Einstein

Nietzsche
Il suo pensiero mise in discussione la fiducia nella scienza positivista.
Ciò grazie soprattutto al suo Nichilismo, ovvero quella dottrina che nega l'universalità e l'assolutezza di qualsiasi valore e di qualsiasi verità.
A lui si deve anche la formulazione del concetto di “superuomo” cioè di un uomo libero dai condizionamenti della morale comune, e che è quindi capace di condurre una vita straordinaria, ricca di infinite possibilità.

Il superuomo ha come unico scopo la realizzazione totale di se stesso, e per fare ciò deve superare qualsiasi ostacolo morale, ideologico, politico e religioso, che gli può impedire di raggiungere i suoi obiettivi.

Bergson
Introdusse in particolare il concetto di tempo interiore (proprio della coscienza di ogni singolo individuo e dunque diverso dal tempo cronologico uguale per tutti).
Inoltre si occupò del problema riguardante la “teoria della conoscenza”, sostenendo che esistono due modi di conoscere le cose:
- uno esterno, e perciò superficiale.
- uno interno, che riesce a penetrare nelle cose stesse e a cogliere l'essenza spirituale del tutto.
Quest'ultimo è quello che Bergson chiamò “intuizione”.

Freud
Grazie alle sue ricerche in campo neurologico scoprì l'esistenza dell'inconscio ,cioè quell'insieme di processi psichici che non possono essere conosciuti con un semplice atto di volontà.

Quindi la scoperta che esiste una parte dell'interiorità umana che non può essere conosciuta completamente e che guida l'essere umano e lo porta ad agire in un certo modo senza che esso se ne renda conto, diede ai pensatori di questo periodo un motivo per pensare che la ragione non dovesse essere vista come l'unico elemento che guida l'uomo nelle sue azioni, ma come una piccola componente di esso, e forse nemmeno la più importante.

Come sappiamo, suddivise la vita psichica in 3 livelli:
Es = insieme delle pulsioni
Super-io = insieme delle norme che vengono impartite fin da piccoli
Io = la parte cosciente, quella che fa da mediatore tra Es e Super-io.

Freud, per accedere alla dimensione inconscia, ricorre all’interpretazione dei sogni.

Questa pratica doveva servire comprendere quali problemi l’individuo potesse avere a livello inconscio, in modo da curare malattie come l’isteria (che secondo Freud era causata dal disequilibrio tra le 3 dimensioni della vita psichica).
Però il fatto di pensare che le nevrosi potessero essere considerate malattie curabili con una terapia psicanalitica (quindi con la parola), e non come possessioni demoniache (come si pensava a quel tempo), portò Freud ad essere considerato dalla scienza come un uomo che aveva molta fantasia.

Einstein
Sulla cultura di quel periodo ebbe grande influsso anche la teoria della relatività di Einstein, basata sull' equivalenza tra massa ed energia e fra tempo e spazio.

La letteratura nell'età del Decadentismo

L’ideologia decadente
Tra gli elementi centrali dell'ideologia decadente ( che trova le sue radici nel movimento simbolista) abbiamo:


    - La critica alla borghesia
    - l'anticonformismo sia nelle scelte di vita che nella produzione artistica
    il rifiuto dell'ottimismo positivista ( quindi sfiducia nella razionalità e nel progresso)
    - l'idea è che l'artista non dovesse impegnarsi politicamente e socialmente, ma celebrare l'arte come valore assoluto ( cioè come fine a se stessa).
    - L'artista visto come figura eccezionale (esso è un veggente, un esteta, un superuomo)
    - il conoscere la realtà profonda delle cose attraverso la propria soggettività ( intuizioni, irrazionalità e bellezza)


Intellettuali, riviste e manifesti

Nel decadentismo l'intellettuale non è più l'uomo di cultura appartenente alla classe dirigente; questo perché il popolo si stava sempre più alfabetizzato e la borghesia si era affermata come classe dominante. Ciò fece cambiare status sociale agli intellettuali.

Molti di essi facevano parte di movimenti e correnti che avevano delle proprie sedi e dei finanziatori, altri preferirono seguire strade individuali.

Tra le riviste più importanti del periodo ricordiamo “Le Décadent” fondata a Parigi da Verlaine.

Mentre come manifesti programmatici abbiamo:


    - “Fiori del male” di Baudelaire
    - “Arte poetica” di Verlaine
    - “A ritroso” di Huysmans ( considerato il testo simbolo di tutto il decadentismo)
    - “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde
    - “La morte a Venezia” di Thomas Mann

I temi della letteratura decadente
- La malattia e la morte, considerate come segni di superiorità o come stato che può aiutare a fuggire dalla miseria della vita.
- il vitalismo, che è la condizione opposta a quella della malattia, e coincide con l'esaltazione della vita.
Questo concetto è legato sia alla figura del superuomo che al concetto di dionisiaco che rappresenta la parte istintuale, violenta e sfrenata dell'animo umano, e si contrappone allo spirito apollineo, che invece rappresenta la calma, la serenità, la compostezza e l'equilibrio. Secondo questa concezione l'arte viene originata dagli impulsi dionisiaci ma deve essere poi organizzata e plasmata nella forma apollinea.
- Il sogno che è l'esperienza irrazionale privilegiata dai decadenti
- l'attenzione per l'interiorità
- l'esotismo, ovvero il vagheggiamento di epoche e paesi lontani e sconosciuti
- il rifiuto dei valori della società borghese

Le figure del decadentismo
- L'artista maledetto,che esprime la sua avversione verso il mondo che lo circonda attraverso comportamenti ribelli ed anticonformisti.
Questa categoria è rappresentata non solo dai poeti maledetti ma anche da Oscar Wilde.
- L'esteta o dandy, personaggio aristocratico e moralmente corrotto che ama circondarsi di oggetti preziosi e raffinati ricercando esclusivamente ciò che può procurargli piacere e disprezzando la vita dell'uomo comune.
Questo personaggio è al centro della narrativa dell'estetismo.
- Il superuomo , personaggio che afferma la propria eccezionalità infrangendo le regole della morale comune .
Questa figura è centrale in molti romanzi di D'Annunzio.
- La donna ambigua e sensuale, che spesso è nemica del protagonista dei romanzi e lo ostacola nella realizzazione dei suoi progetti.
- Il malato
In Gozzaro = Colui che rinuncia a vivere la propria vita e osserva con sentimenti malinconici lo scorrere delle esistenze altrui.
In Svevo e Pirandello = L’ “inetto”, incapace di assumersi responsabilità, nevrotico e debole.

La poesia decadente
La poesia decadente venne influenzata molto dal Simbolismo francese, in particolare per:


    La scelta di una poesia fine a se stessa,
    che non ha intento né civile né politico,
    che privilegiava solo l'aspetto fonico e musicale delle parole e il loro potere simbolico ed evocativo,
    rifiutando i modelli metrici tradizionali in favore del verso libero.

Il romanzo decadente
In ambito narrativo, durante gli anni in cui si affermava il Decadentismo, venne superata la poetica dell'Estetismo che si fondava su quelle figure eccezionali che si contrapponevano alla massa;
adesso invece i protagonisti dei romanzi sono proprio uomini comuni. la cui interiorità è posta al centro in questi romanzi.
Questo perché si puntava ad analizzare il loro disagio esistenziale ,che è l'elemento presente in quasi tutti i romanzi di questa stagione narrativa, che viene definita come “romanzo della crisi”.

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