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Concetti Chiave

  • La poesia "Ed è subito sera" di Salvatore Quasimodo affronta temi di solitudine esistenziale e la precarietà della vita umana, evidenziando la sua brevità.
  • Il componimento è composto da tre versi liberi, caratterizzati da un linguaggio semplice ma denso di significati, tipico della poesia ermetica.
  • Il raggio di sole rappresenta una dualità: simbolo di vita e calore, ma anche di sofferenza e di un destino ineluttabile verso la morte.
  • Quasimodo utilizza forti metafore e allitterazioni per esprimere emozioni profonde, rendendo la sua poesia intensa e memorabile.
  • La lirica è una riflessione sull'umanità, che si trova in una condizione di isolamento e impotenza, nonostante la presenza di relazioni sociali.
Ed è subito sera è una poesia scritta da Salvatore Quasimodo, poeta siciliano appartenente al movimento letterario dell'ermetismo. La lirica fa parte della celebre raccolta poetica dello scrittore siciliano Acqua e terre che è stata pubblicata nel 1930. In questo breve componimento poetico, Quasimodo descrive tre momenti importanti per la vita: la solitudine e l'incomunicabilità e infine l'alternarsi tra i sentimenti di gioia e dolore e infine la precarietà della vita. Uno dei temi principali di questa breve lirica poetica è la brevità della vita che l'uomo vede scorrere inesorabilmente e in modo molto veloce, la quale ricorre un po' in tutti i versi.

Cenni salienti su Quasimodo, autore di “Ed è subito sera”

Salvatore Quasimodo è l’autore della poesia “Ed è subito sera”. Ed è subito sera di QuasimodoÈ nato il 20 agosto 1901 a Modica ed è morto il 14 giugno 1968 a Napoli. È ricordato per essere stato un poeta, critico e traduttore italiano. In origine leader dei poeti ermetici divenne poi un potente poeta che commentava le questioni sociali moderne. Ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1959. Quasimodo è nato in Sicilia ed era figlio di un impiegato delle ferrovie. Si formò dapprima vicino a Siracusa e a Messina, studiò ingegneria e matematica a Palermo, quindi partì per il nord, laureandosi ingegnere a Roma. Gli piaceva scrivere fin da bambino e, sebbene abbia trascorso i successivi nove anni come ingegnere per il governo italiano, scriveva poesie nel tempo libero. Le prime poesie di Quasimodo apparvero sul periodico fiorentino Solaria. Inizialmente fu discepolo dei poeti ermetici Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale.
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Ed è subito sera di Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Ed è subito sera, Parafrasi: Ognuno si trova in questa terra in condizione di solitudine, trasportato dal mistero della vita così velocemente che subito sopraggiunge la morte.
Ed è subito sera, Analisi: La lirica Ed è subito sera è composta in versi liberi ed è tutta una grande metafora. Frequente è l'allitterazione della S; il linguaggio è molto semplice.
Ed è subito sera, commento: La lirica Ed è subito sera, in forma epigrammatica, tratta il tema della solitudine esistenziale dell'uomo. Di grande suggestione è l'uso del verbo "trafiggere" che crea quell'idea di fugace dolore che è la vita. Come in Foscolo, anche in Quasimodo, la sera è morte e la vita, sebbene bella, è indice di sofferenza.
In soli tre versi Quasimodo riassume il messaggio che, ad esempio, Foscolo ha contenuto in un unico sonetto.
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Ed è subito sera, analisi

da Acque e terre
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Nonostante le poche righe, la lirica "Ed è subito sera" semplifica bene le intenzioni e i risultati della ricerca ermetica.
Il primo verso di Ed è subito sera narra l’abbandono dell’uomo, che però si trova al centro della vita, di tutte le cose (“sul cuor della terra”). Questo contrasto si evidenzia nel verbo, “trafitto”, del secondo verso, il cui senso è duplice: il raggio di sole che trafigge l’uomo è simbolo di luce e di calore, quindi fa riferimento alla vita, ma l’essere colpito racchiude il significato di “ferito”, cambiando il raggio in una specie di dardo letale. Il verso conclusivo di Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo, congiungendosi logicamente ai precedenti, fa prevalere quest’ultima spiegazione sulla prima: si tratta di una riflessione sulla vita dell’umano in cui sono concentrati i motivi di una addolorata solitudine, della temporaneità della vita e la vicinanza della morte.
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Ed è subito sera, descrizione

E’ una poesia contenuta all’interno della raccolta “Ed è subito sera” e che semplifica le intenzioni della ricerca ermetica: la concisione estrema dell’espressione; il significato profondo della parola, che, nella sua rarefatta concentrazione, entra in rapporti di intesa collaborazione analogica; la problematica interiore ed esistenziale, di cui il testo si fa portatore.
Durante il discorso poetico sono menzionati i motivi di una deserta solitudine, della temporaneità della vita e del passare delle illusioni, dell’infinito e della morte, come segno del segreto dell’esistenza, dell’insondabile rapporto tra l’uomo e le cose. Ogni prospettiva di tipo naturalistico è annullata: all’aumentare dello spazio corrisponde la contrazione del tempo, il precipitare che lo riduce alla frazione di un attimo. È evidente l’influsso della lezione ungarettiana e non c’è dubbio che il precedente più diretto di questi versi è costituito dalla poesia di Ungaretti: “Mattino”.
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Ed è subito sera, commento

Da un punto di vista metrico, la poesia è composta da solo tre versi. Si tratta di una poesia che fa parte della raccolta omonima pubblicata nel 1942. La tematica che affronta la poesia è la brevità delle illusioni e l’isolamento dell’uomo, temi affrontati anche da Leopardi e Montale.
Nel primo verso si dichiara la solitudine dell’uomo, si dice che l’uomo è tragicamente solo, anche se vive con pienezza la propria vita, anche se è convinto di essere al centro del mondo, anche se sta al centro delle cose terrene e intreccia quindi delle relazioni con gli altri.
Nel secondo verso si descrive la contraddizione fra vita e morte, che segna l’esistenza di tutti gli uomini. La vita è come un raggio di sole: dà un filo di calore e di speranza ma nello stesso tempo ferisce l’uomo come una spada o una freccia che, dopo averlo trapassato (trafitto), lo tenga inchiodato alla terra. Il raggio di sole è simbolo di vita e di felicità, quindi arriva all’uomo come dono benefico, ma poi si trasforma in un’arma e diventa motivo di sofferenza.
Nel terzo verso si dice che tutto finisce in un attimo. Subito arriva la sera, simbolo di morte.
In solo tre versi Quasimodo riesce a esprimere poeticamente le sue riflessioni sulla condizione umana. Con le metafore del cuore della terra, del raggio di sole e della sera riesce a concentrare molti significati in poche parole, e a tradurre le idee in immagini suggestive, come quella dell’uomo trafitto dalla luce, destinate a rimanere nella memoria di ciascuno di noi.
Vi sono numerose allitterazioni (sta solo sul...sole...subito sera; della terra trafitto da un raggio di sole) e una assonanza (della terra).
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Ed è subito sera, riassunto

Ognuno si trova solo al centro della terra,
trafitto da un raggio di sole:
e subito arriva la morte.
Commento: È questa la lirica cha dà il titolo alla raccolta pubblicata nel 1942. In questi versi il poeta siciliano Salvatore Quasimodo esprime la sua concezione dell'esistenza, al tempo stesso troppo dolorosa e troppo breve, ma si pone anche come autorevole esponente della corrente ermetica poiché l'essenzialità e l'intensità del suo linguaggio sono tali che ciascuna singola parola sia ricca di significati e di suggestioni.

Ed è subito sera, metrica

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

METRICA DELLA POESIA
Ognu/no s/ta so/lo su/l cu/or del/la ter/ra
tra/fit/to da/ un/ rag/gio di/ so/le:
ed/ è/ su/bi/to se/ra.

Ed è subito sera, spiegazione

‘’Ed è subito sera’’ è una poesia del 1942 scritta da Salvatore Quasimodo, noto poeta italiano del ‘900.
La poesia è formata da tre versi liberi, frutto di un lungo lavoro di sintesi ed esclusione, che rappresentano la parte conclusiva della lirica ‘‘Solitudini’’, che è lunga più di venti versi.
In questa poesia Quasimodo rinvia alla condizione dell’uomo e le dà una definizione attraverso una riflessione intelligente e aguzza. La tematica che emerge nel primo verso è la solitudine che ognuno prova a causa dell’impossibilità di comunicare come si vorrebbe, nonostante sia circondato di gente; dopo Quasimodo introduce le illusioni e la ricerca di una felicità spesso apparente rappresentate dal raggio di sole che invece che evocare vitalità, è simbolo di dolore. La morte richiamata nella sera termina il componimento rendendo la poesia testimone di solitudine ma anche di labilità e brevità di ciò che ci circonda.

Ed è subito sera, parafrasi

Parafrasi: Ognuno pur vivendo tra gli uomini, è comunque solo perché la durata, della felicità umana è come un, raggio di sole spento subito dall’arrivo, della morte.
-Tutta la lirica poggia sull’ultimo verso
-la poesia di Quasimodo è composta da versi sciolti e il concetto espresso è la malinconia
Differentemente dalla poesia di Quasimodo:
-la poesia di leopardi è composta da versi sciolti e il concetto espresso è il pessimismo
-la poesia di Ungaretti è composta da versi sciolti e scorrevoli e il concetto espresso è l'esperienza dolorosa della guerra
-la poesia di Montale è composta da un linguaggio complesso e tecnico e il concetto espresso è l'angoscia esistenziale
-questa lirica è totalmente concentrata ad essere simile a un epigramma, cioè un breve componimento poetico, consistente in un solo pensiero arguto e mordace
-questa lirica avvicina Quasimodo ad Ungaretti per l’esperienza dolorosa della guerra; a Montale per l’angoscia esistenziale
-Il primo Quasimodo si dedicava ad una perfetta resa delle antiche voci poetiche in un linguaggio moderno, luminoso e fresco, in un incontro che ripropone alla sensibilità contemporanea la lirica classica, successivamente, come notiamo in questa lirica le forme ermetiche compaiono ormai completamente aperte a un canto spiegato di contemplazione della natura e di accurata meditazione umana.
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Ed è subito sera, temi

Il componimento è una brevissima illuminazione lirica che racchiude in pochi, famosissimi versi, il senso della condizione umana.
Metro: versi liberi: il primo è di dodici sillabe, il secondo è un novenario, il terzo un settenario. Il componimento è inserito della prima raccolta “Acque e terre”. Come è tipico della poesia ermetica la situazione descritta è del tutto interiore ed esistenziale. Nel componimento l’espressione è segnata da significato profondo di ognuna delle parole utilizzate le quali istituiscono tra loro rapporti di intensa collaborazione analogica ovvero un legame complesso di significati e significanti nel quale risiede il senso ultimo della poesia. Si riflette ad esempio su due parole, cuor e trafitto: cuor richiama alla mente qualcosa di vivo, di pulsante, e ha un’accezione positiva mentre trafitto ha un’accezione negativa. La misura decrescente dei versi suggerisce il rapido precipitare della situazione. Questa poesia in origine costituiva la strofa finale della poesia “Solitudini”.
Quasimodo pone l‘accento sulla fulminea immagine di solitudine esistenziale dell’uomo, siglata da fatale e rapido sopraggiungere della morte. Soprattutto, il poeta insiste sulla solitudine sconsolata e senza scampo che non è soltanto dell’uomo ma di ogni creatura. L’uomo viene così escluso da un mondo di sentimenti e di valori cui è preteso nell'illusione di ritrovare frammenti di se stesso. Nel secondo verso il termine “sole” perde l’accezione positiva e si trasforma in strumento di dolore (trafitto) mentre il termine “sera” è assunto a metafora della morte. In tal modo sia il sole sia la sera diventano allegoria della perdita e della sconfitta esistenziale.
Ed è subito sera: Spiegazione, commento e parafrasi della poesia articolo

Ed è subito sera, sintesi

Ogni uomo si trova solo, isolato, pur essendo "sul cuore della terra", con la scelta di una espressione in cui la parola "cuore" non rievoca certo il nucleo terrestre, ma piuttosto il centro dei sentimenti, delle sensazioni, che tutti immaginiamo vissute insieme a un’altra persona, ponendo così il termine in assoluta contrapposizione con il pronome "ognuno" e l'aggettivo "solo".
La contrapposizione di termini continua nel secondo verso dove il raggio di sole, normalmente associato alla luce, al calore, alla positività, colpisce il protagonista in modo crudele, lo "trafigge", lo pugnala quindi, come se la luce del mondo, l'esistenza stessa, fosse lotta e sofferenza.
La luce, come una rivelazione, apre la mente dell’essere umano, ma in maniera spietata, repentina: gli fa percepire il mistero della nascita dell’uomo, della Creazione divina, ma per rammentargli insieme la piccolezza della propria fragilità, non per consolarlo.
Inoltre, pare dire l'autore nell'ultimo verso, non c'è nemmeno troppo tempo per rendersi conto della difficoltà e dello strazio dell'esistenza umana perché essa è una breve parentesi, in cui ci si ritrova subito alla vecchiaia, alla "sera".
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale della poesia "Ed è subito sera"?
  2. Il tema principale è la brevità della vita e la solitudine esistenziale dell'uomo, evidenziato dalla rapida transizione dalla vita alla morte, come descritto nei versi di Quasimodo.

  3. Come viene rappresentata la solitudine nell'opera di Quasimodo?
  4. La solitudine è rappresentata attraverso l'immagine di ogni individuo "solo sul cuor della terra", suggerendo un isolamento profondo nonostante la presenza di altri, come evidenziato nel primo verso della poesia.

  5. Qual è il significato del "raggio di sole" nella poesia?
  6. Il "raggio di sole" simboleggia sia la vita e la felicità, sia il dolore, poiché "trafigge" l'uomo, trasformando un'immagine di calore in un simbolo di sofferenza, come spiegato nel secondo verso.

  7. In che modo Quasimodo utilizza la metafora della "sera"?
  8. La "sera" è utilizzata come metafora della morte, rappresentando il rapido sopraggiungere della fine della vita, come indicato nell'ultimo verso della poesia.

  9. Qual è la struttura metrica della poesia "Ed è subito sera"?
  10. La poesia è composta da tre versi liberi, con una misura decrescente che riflette il rapido precipitare della condizione umana, come analizzato nel testo.

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