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Concetti Chiave

  • Quasimodo, poeta italiano, iniziò gli studi al Politecnico di Roma nel 1919, ma si formò principalmente da autodidatta, approfondendo i classici greci e latini.
  • Si trasferì a Milano nel 1939, dove insegnò letteratura italiana e nel 1959 vinse il premio Nobel per la letteratura, riconoscendo il suo contributo poetico.
  • Le sue opere, come "Ed è subito sera" e "Giorno dopo giorno", esplorano temi di contemplazione della natura e riflessione sulla sofferenza umana.
  • Le traduzioni di opere greche, latine e di Shakespeare hanno influenzato il suo stile, contribuendo a liberarlo dalle convenzioni dell'Ermetismo.
  • Dopo la seconda guerra mondiale, Quasimodo sviluppò un impegno civile nei suoi versi, trovando equilibrio tra ideale e realtà dolorosa, esprimendo un'intensa partecipazione umana.

Formazione e prime esperienze

Poeta italiano. Intrapresi gli studi universitari presso il Politecnico di Roma nel 1919, Quasimodo fu in seguito costretto ad abbandonarli e ad ampliare da sé la propria cultura, dedicandosi alla lettura e all'approfondimento dei testi di classici greci e latini, di alcuni filosofi e di autori quali Dante, Petrarca e Tasso.

Carriera e riconoscimenti

Quasimodo svolse varie attività, fra le quali quella di funzionario presso il genio civile, e dal 1939 si stabilì definitivamente a Milano, dove insegnò letteratura italiana al conservatorio G. Verdi. Nel 1959 fu insignito del premio Nobel per la letteratura.

Opere e temi principali

Le prime composizioni poetiche di Q., nelle quali appare manifesta l'adesione ai dettami dell'Ermetismo, sono riunite in Acque e terre (1930), Oboe sommerso (1932), Odore di Eucalyptus e altri versi (1933), Erato e Apollion (1936), Poesie (1938). vita e opere di Salvatore QuasimodoAd esse fece seguito Ed è subito sera (1942), raccolta che comprende poesie nuove e un'ampia selezione delle liriche precedenti; quest'opera, da un lato, chiude idealmente la prima fase della ricerca espressiva e del percorso poetico di Quasimodo, dall'altro anticipa temi - la contemplazione della natura e la riflessione partecipe sul destino di sofferenza dell'uomo - più ampiamente sviluppati nelle opere successive. Fra queste, vanno ricordate le liriche di Con il piede straniero sopra il cuore (1946), edite poi in versione definitiva con il titolo Giorno dopo giorno (1947), e le raccolte La vita non è sogno (1949), Il falso e vero verde (1955), La terra impareggiabile (1958) e Dare e avere (1966).

Traduzioni e influenze stilistiche

Le ispirate traduzioni dai poeti greci e latini (Lirici greci, 1940; Il fiore delle Georgiche, 1942; Edipo re, 1947; Canti di Catullo, 1955; Fiore dell'Antologia Palatina, 1958; Le metamorfosi di Ovidio, 1959), come anche le versioni da Shakespeare influirono sull'evoluzione dello stile di Salvatore Quasimodo, contribuendo non poco all'affrancamento del suo linguaggio dai parametri dell'Ermetismo.

Contributi al dibattito poetico

Quasimodo intervenne altresì nel dibattito sulla poesia, con antologie (Poesia italiana del dopoguerra, 1958) e saggi (Discorso sulla poesia, 1955; Il poeta e il politico, 1960); sono pure da menzionare gli Scritti sul teatro (1961) e l'ultima opera, A colpo omicida e altri scritti (postuma, 1977). Le prime liriche di Salvatore Quasimodo, pubblicate sulla rivista fiorentina «Solaria» nel 1930, pur testimoniando l'adesione del poeta ai canoni estetici dell'Ermetismo, risultano però sempre arricchite sia da motivi personali, quali le immagini della Sicilia e della sua fanciullezza, sia dalla lezione formale appresa dai poeti dell'antichità.

Evoluzione artistica post-bellica

Nondimeno, il temperamento artistico più vero di Quasimodo, al di là dell'opinione di chi vide in lui il principale rappresentante della poesia ermetica in Italia, si rivelò più tardi, immediatamente dopo il secondo conflitto mondiale. Proprio in quegli anni questo autore trovò il migliore equilibrio, nei suoi versi, fra la tensione verso l'ideale e la partecipazione alla realtà di dolore e di sofferenza, comune agli uomini e alla natura. La guerra, il periodo dell'occupazione nazista, gli echi delle rovine del mondo lo portarono a rimeditare la sua posizione: la figura del poeta estraneo alla vita del suo tempo venne rinnegata e la rinnovata coscienza dell'uomo trovò esplicazione in temi e motivi poetici molto più concreti e sofferti, conferendo inoltre una più intensa partecipazione e commozione al ritmo dei versi. Per Salvatore Quasimodo, la condizione nuova di impegno civile gli consentì di ritrovarsi e di concorrere in modo altamente poetico all'individuazione dell'uomo dei nostri tempi (Modica, Ragusa 1901 - Napoli 1968).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le influenze che hanno plasmato lo stile di Salvatore Quasimodo?
  2. Lo stile di Quasimodo è stato influenzato dalle sue traduzioni di poeti greci e latini, come evidenziato nel testo, che hanno contribuito a liberare il suo linguaggio dai parametri dell'Ermetismo.

  3. Qual è stata la prima raccolta poetica di Quasimodo e quali temi affronta?
  4. La prima raccolta poetica di Quasimodo è "Acque e terre" (1930), in cui si manifesta l'adesione ai dettami dell'Ermetismo, ma già anticipa temi come la contemplazione della natura e la sofferenza umana.

  5. Come ha evoluto Quasimodo la sua poetica dopo la Seconda Guerra Mondiale?
  6. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Quasimodo ha trovato un equilibrio tra l'ideale e la realtà del dolore, abbandonando la figura del poeta estraneo per affrontare temi più concreti e sofferti, come indicato nel testo.

  7. Quali riconoscimenti ha ricevuto Salvatore Quasimodo durante la sua carriera?
  8. Quasimodo ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1959, un riconoscimento significativo per il suo contributo alla poesia italiana.

  9. In che modo Quasimodo ha partecipato al dibattito poetico del suo tempo?
  10. Quasimodo ha contribuito al dibattito poetico attraverso antologie e saggi, come "Poesia italiana del dopoguerra" (1958) e "Discorso sulla poesia" (1955), dimostrando il suo impegno nella riflessione sulla poesia.

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