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Gabriele d’Annunzio

Nacque a Pescara nel 1863. Insieme con Pascoli è il poeta più rappresentativo del Decadentismo italiano ma essi,anche se sono vissuti in periodi praticamente contemporanei hanno molte differenze. Mentra il decadentismo di Pascoli coincideva con il simbolismo basato sulle intuizioni e sensazioni quello di D’Annunzio era molto simile ai valori del Decadentismo europeo grazie alle sue esperienze di vita e di arte.
D’Annunzio assimilò le tendenze più appariscenti e superficiali del Decadentismo europeo come l’estetismo il sensualismo il vitalismo il panismo l’ulissismo ma ne ignorò il dramma della solitudine imana e dell’angoscia esistenziale.
Gli aspetti del Decadentismo D’Annunziano sono :
- L’estetismo artistica, ossia la concezione della poesia e dell’arte come creazione di bellezza
- L’estetismo pratico: che anche la vita pratica deve essere realizzata con assoluta libertà

- L’analisi compiaciuta dalle sensazioni piu rare
- Il panismo ossia la tendenza ad abbandonarsi alla vita dei sensi e dell’istinto

Per D’Annunzianesimo si intendono tutti quegli atteggiamenti di D’Annunzio che influenzarono la vita pratica letteraria e politica degli Italiani del suo tempo. Per quanto riguarda la vita politica egli influenzò il Fascismo fornendogli gli schemi delle celebrazioni esteriori, dei discorsi roboanti e dei vuoti. Queste non furono,però, le uniche eredità. Vi fu anche la mancanza di senso storico,il fastidio o il disprezzo per il lavoro umile la sottovalutazione o il disprezzo per gli avversari: tutti elementi che portarono l’Italia alla guerra e alla disfatta

Le opere di D’Annunzio possono essere classificate in base al periodo di composizione in :
- liriche e novelle giovanili :
- opere del secondo periodo
- il ciclo dei romanzi che a loro volta si dividono in:
- i romanzi della rosa
- i romanzi del giglio
- i romanzi del melograno
-
- Nelle liriche e novelle giovanili ci sono le opere in versi e le novelle. Le opere in versi sono Primo vere,canto novo mentre le novelle sono terra vergine, il libro delle vergini, san pantaleone

-Nelle opere del secondo periodo vi sono : la chimera, l’isotteo

- Nei romanzi della rosa il primo romanzo della trilogia è dedicato alla rosa simbolo della passione invincibile, il secondo romanzo è l’innocente e la trilogia si chiude con il “trionfo della morte”

- Nei romanzi del giglio il fiore è simbolo della passione che si purifica. Il superuomo di Nietsche doveva ispirare questa trilogia. Per Nietsche il superuomo era un uomo libero e tutti dovevano essere superuomini mentre per D’Annunzio il superuomo è superiore a tutti. Di questa trilogia però D’Annunzio scrisse solo il primo romanzo : “le vergini delle rocce”

-Nei romanzi del melograno D’Annunzio allude al melograno come frutto che può derivare dal dominio delle passioni. D’Annunzio scrisse solo “il fuoco”,romanzo autobiografico, per l’attrice Eleonora Duse del quale egli è innamorato.
Al teatro D’Annunzio si dedicò spinto da Eleonora Duse con lo scopo di sostituire il realismo del teatro in un teatro di poesia. L’opera teatrale più importante di D’Annunzio è “ la figlia di Iorio” ,ambientata nella regione Abruzzo senza tempo e senza storia legato a superstizioni usi e costumi che si tramandano da generazioni in generazioni.
Egli inoltre negli stessi anni in cui componeva per il teatro scrisse le “laudi del cielo,del mare,della terra e degli eroi” anche esse ispirate al superuomo. Dovevano essere 7 libri corrispondenti alle 7 stelle della costellazione delle Pleiadi ma ne scrisse solo 4 (maia, elettra, alcione e merope)
Il notturno invece fu l’opera scritta quando egli divenne cieco dopo un incidente e racchiude pensier e meditazioni del poeta.
Anche D’Annunzio come Pascoli provò un senso di sfiducia nei confronti della ragione e della scienza perché non erano state capaci di dare una spiegazione sicura e definitiva della vita e del mondo. Dalla comune sfiducia nella ragione entrambi i poeti derivano il senso della solitudine dell’uomo,però mentre Pascoli si muove nell’ambito del vittimismo romantico con sgomenti e ansie decadenti, D’Annunzio nell’ambito del superomismo nicciano. Mentre pascoli ha una percezione ombrosa e trepida della solitudine che lo spinge a cercare la solidarietà con gli alti, D’Annunzio ha una percezione egoistica spingendo l’uomo ad affermare la propria supremazia sugli altri ed a conquistare il dominio sul mondo.

La poesia di D’Annunzio rispecchia la sensualità del suo temperamento intesa come abbandono gioioso alla vita dei sensi e dell’istinto per scoprire l’essenza profonda e segreta dell’io.

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