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D’Annunzio - Il manifesto politico del superuomo
Il protagonista Claudio Cantelmo espone qui le basi ideologiche a cui si ispira l’azione politica del superuomo dannunzianoIl superuomo
Il testo riassume perfettamente il programma politico di d’Annunzio: un programma che nasce da un’ideologia e si trasforma in un appello all’azione. L’ideologia è quella del superuomo, impregnata di Estetismo («Difendete la Bellezza! », r. 20) e del fortissimo senso di superiorità dei pochi sui molti («Il mondo […] è un dono magnifico largito dai pochi ai molti», rr. 5-6). Dopo la dichiarazione, viene l’appello ad agire, rivolto agli intellettuali e ai nobili. I poeti devono difendere la bellezza, levare la loro voce contro le recenti novità democratiche («il suffragio universale […] la caduta dei Re, l’avvento delle Repubbliche, l’accesso delle plebi al potere », rr. 16-18). Anche i nobili devono reagire alla scomparsa dei loro antichi privilegi: devono rivendicare la propria naturale superiorità di nascita, innalzandola al di sopra dell’esistenza volgare della massa. Se non rifiuteranno il sistema delle votazioni, si ritroveranno governati dai loro «sarti», «cappellai», «calzolai» ecc., cioè dalla gente comune: per il superuomo dannunziano, si tratta di una prospettiva intollerabile.Annotazioni
1. all’arduo grado: al difficile punto.2. assioma: principio, verità.
3. ornato: abbellito (la bellezza è un criterio essenziale nella visione dannunziana).
4. largito: elargito, concesso.
5. sentono: sono in grado di provare sentimenti e sensazioni.
6. plebi: il popolo (detto con disprezzo).
7. coloro … secondavano: i politici, per vigliaccheria, assecondano l’arroganza generale e perciò non dominano più le plebi.
8. testimonio … sacro: sono testimone delle più vergognose profanazioni e delle più oscene contaminazioni che mai abbiano disonorato un luogo sacro come Roma (capitale d’Italia, resa “sacra” dal proprio passato glorioso).
9. scoraggiati e smarriti: secondo Cantelmo, i poeti sono a disagio, ma non reagiscono; solo la parola del superuomo potrà guidarli.
10. officio: compito (il vocabolo è un latinismo).
11. senarii doppii: una forma metrica ripresa dai poeti classici e citata in senso ironico: non si può mettere in versi (e per giunta in versi solenni) un argomento tanto volgare come la vita democratica.
12. il Verbo: la parola divina.
13. micidiale: letale.
14. i patrizii: i nobili, emarginati a causa della democrazia. Anch’essi, come i poeti, devono mobilitarsi per difendere la propria superiorità minacciata.
15. il gran dogma dell’Ottantanove: i princìpi di libertà, uguaglianza e fratellanza affermati dalla Rivoluzione francese del 1789 e divenuti la base di una società più democratica.
16. aura: favore, approvazione.
17. banchieri ebrei: all’epoca molto odiati dall’opinione pubblica europea.
18. mezzani: dipendenti.