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Gabriele D’annunzio: Il piacere


La vicenda narrata nel primo romanzo della trilogia della rosa si svolge nel 1886, anno in cui il principe Andrea Sperelli, amante della letteratura decadente, incontra la nobildonna Elena Muti e se ne innamora perdutamente. In seguito però la loro relazione si complica ed Andrea conosce una lontana cugina, maria Ferres, con la quale inizia una relazione amorosa nel velleitario tentativo di dimenticare Elena. L’amore che Anrea prova nei confronti di Maria è ambiguo: durante un amplesso gli sfugge il nome di Elena e in seguito a ciò la relazione tra i due amanti si conclude; Andre è dunque destinato a perdere entrambe le donne.
I nomi dei personaggi femminili del romanzo sono evocativi: Elena richiama Elena di Troia, che rappresenta l’amore voluttuoso, concreto e passionale; Maria simboleggia invece l’amore puro, sebbene entrambe le donne siano sposate.

L’innocente


Il secondo romanzo del ciclo della rosa è “l’Innocente!”. Mentre nell’opera precedente il protagonista era l’eroe decadente, in questo testo emerge la stanchezza che segue la realizzazione del piacere. Il protagonista del racconto è il principe Tullio Hermil, sposato con Giuliana e affiliato. Entrambi i personaggi si tradiscono, ma Tullio cerca di riaccostarsi alla moglie, che però nel frattempo ha avuto un figlio dalla relazione con un altro uomo: lo scrittore Filippo Arborio, il quale non si assume la responsabilità del bambino.
L’ostacolo del riavvicinamento è costituito proprio dalla presenza di una vita innocente: il neonato, che ricorda ad entrambi il loro tradimento. Per eliminare l’ostacolo, tullio abbandona il bambino il chiesa, la notte della vigilia di Natale, con la finestra aperta, lasciando che muoia. Ciò avviene con il mutuo consenso della moglie, pronta a sacrificare la vita del figlio pur di dimenticare il proprio tradimento.
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