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Gabriele D’Annunzio: I romanzi del melograno


Il terzo ciclo di romanzi prodotto dal poeta è chiamato “del melograno” poiché la melagrana, frutto del melograno, pomo dai molti granelli, simboleggia i frutti che derivano dal dominio della passione.

Il fuoco


Dei tre romanzi che avrebbero dovuto comporre il ciclo, l’autore portò a compimento solamente il primo: Il fuoco, definito da Salinari “manifesto artistico del superuomo”.
Il titolo del romanzo allude al potere creativo e allo stesso tempo distruttivo del fuoco. Esso è ambientato a Venezia, la città decadente per eccellenza.
Il protagonista dell’opera è l’artista nobile Stelio Effrena, innamorato dell’attrice Foscarina Perdita.
Il romanzo è strettamente autobiografico: allude infatti all’amore dell’autore per l’attrice Eleonora Duse.
Il nome del protagonista non è scelto casualmente: il termine Stelio allude alle stelle, mentre il cognome Effrena richiama la locuzione latina “ex frenis”, senza freni, e rende evidente l’influenza di Nietzsche e della teoria dell’oltreuomo.
Nell’opera emerge l’interarsticità: la fusione delle varie forme d’arte (musica, poetica, letteratura). È inoltre evidente il desiderio di affermazione nella società letteraria da parte del protagonista, rispecchiata nel tentativo di creare una tragedia nuova che contenga la vitalità dei classici. In seguito alla morte del compositore Richard Wagner, tale assimilazione viene completata e si concretizza nell’abbandono dell’amata da parte di Stelio.
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