Figure retoriche dell'ordine delle parole e il loro significato

Queste figure retoriche riguardano la disposizione delle parole o la loro ripetizione all'interno del testo poetico. Le più comuni sono:

1 Anastrofe: vi è l'inversione del corretto ordine delle parole.
Esempio: sempre caro mi fu quest'ermo colle. (Leopardi)
In questo caso i due aggettivi sono seguiti dal predicato e il soggetto viene dopo.

2 Iperbato: inverte l'ordine delle parole inserendo tra due elementi della frase che dovrebbero essere uniti un altro elemento.
Esempi di questa figura retorica nella frase: l'acque/ cantò fatali (Foscolo)
Oppure l'iperbato può anche anticipare un elemento della frase:
Forse perchè della fatal quiete/ tu sei l'imago (Foscolo)

3 Anafora: questa parola viene dal greco anaphérein e vuol dire ripetere. Essa consiste nella ripetizione di una parola o di un gruppo di parole all'inizio di versi consecutivi.

Esempio:
Per me si va ne la città dolente
Per me si va ne l'eterno dolore
Per me si va tra la perduta gente
(Dante Alighieri)
In questo caso la ripetizione di Per me si va enfatizza l'espressione.

4 Chiasmo: disposizione incrociata di elementi in frasi corrispondenti. La parola viene dal greco chiasmos.

5 Climax: parola proveniente dal greco Klimax che significa scala. L'ordine di frasi, sostantivi e aggettivi è basato sulla crescente intensità del loro significato (climax ascendente) o anche sulla diminuzione dell'intensità (climax discendente)

6 Asindeto: soppressione delle congiunzioni coordinative o disgiuntive e avente lo scopo di aumentare la rapidità.

7 Polisindeto: ripetizione della congiunzione di coordinazione tra parola o frasi per dare omogeneità al significato del testo.

8 Enumerazione: elencazioni di termini coordinati per asindeto o polisindeto

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