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analisi del regno e della figura di Enrico VIII Tudor d'Inghilterra


Enrico VIII d'Inghilterra


Enrico VIII Tudor nacque a Greenwich in data 28 giugno 1491 e fu il secondogenito di Enrico VII e di Elisabetta di York. Nel 1502 fu designato come erede al trono d’Inghilterra in seguito alla morte del padre e anche di suo fratello Arturo. Il futuro sovrano d’Inghilterra ricevette un’educazione molto precisa e dettagliata e mostrò un grande interesse per le materie umanistiche. Dopo essere stato designato come erede al trono nel corso dell’anno 1502, divenne re d’Inghilterra nell’anno 1509 e sempre nello stesso anno sposò la vedova di suo fratello Arturo, Caterina d’Aragona. Nel corso dell’anno 1511 entrò a far parte della celebre Lega Santa del papa Giulio II e di Ferdinando II detto il Cattolico, il cui obiettivo era quello di contrastare la figura di Luigi XII, sovrano di Francia. Una delle persone di cui Enrico VIII si fidava tantissimo fu Wolsey che guidò sia la catastrofica campagna di Guascogna sia la campagna di Flodden Field nel corso del mese di settembre 1512, la quale segnò la sconfitta di Giacomo IV di Scozia. Wolsey fu Lord Cancelliere inglese, dirigendo sia la politica estera sia la politica interna sotto il regno del sovrano inglese.

La sua politica interna, estera e matrimoniale


Su consiglio del Wolsey, Enrico VIII portò avanti una politica mirata espressamente a rafforzare il potere monarchico mediante la grande burocratizzazione interna e lo scioglimento del Parlamento e un’alleanza strategica con la Chiesa di Roma al fine di sfruttarla in modo astuto di fronte al contrasto tra Spagna e Francia. Con grande abilità strategica Enrico decise di firmare la pace con la Francia e nel 1514 sua sorella Maria andò in sposa al re di Francia Luigi XII. Dall’altro lato cercò anche di avere dei buoni rapporti con Carlo V, facendo sposare sua figlia con il figlio di questi Francesco I. Con l’alleanza di Gravelines del 1520 tra Enrico VIII e Carlo V però si rafforzarono principalmente i rapporti tra Inghilterra e Spagna. Considerando la posizione inglese, l’Inghilterra si schierò contro la Francia. I costi della campagna militare divennero però così insostenibili che l’Inghilterra si ritirò da questa. Carlo V ebbe la meglio a Pavia nel 1525 e la figura di Wolsey si indebolì. In seguito l’Inghilterra si alleò alla Chiesa romana, motivo che portò ancor più il Lord Cancelliere inglese ad essere inviso al Parlamento e al Clero britannico. Nel frattempo Enrico VIII non riusciva ad avere un erede maschio, per cui iniziò a pensare di chiedere il divorzio dalla moglie Caterina d’Aragona, caldeggiando la sua unione con Anna Bolena. Il primo ad opporsi alla richiesta del sovrano inglese furono proprio Wolsey e la Chiesa romana. Enrico, a questo punto, avendo l’appoggio del Parlamento inglese, si sbarazzò del Lord Cancelliere e con un atto di forza sostituì i funzionari ecclesiastici con altri funzionari secolari. Dopo tutta una serie di attacchi contro la Chiesa romana, Enrico si fece riconoscere dal Wolsey come Capo della Chiesa inglese nel corso dell’anno 1531. In risposta all’atto di forza del re inglese intanto papa Clemente VII nel 1533 lo scomunicò; come risposta il sovrano d’Inghilterra fece giustiziare Tommaso Moro e il vescovo J. Fisher e decise la soppressione dei monasteri. Inoltre sempre nell’anno 1533 Enrico sposò in seconde nozze Anna Bolena.

L’atto di forza del sovrano inglese continuò anche nel corso degli anni successivi e nel 1539 questo fu suggellato dal Six Articles Act, il quale prevedeva la pena di morte a chi negasse le dottrine della transustanziazione, del celibato dei preti e la comunione sotto un’unica specie. Inoltre continuò la sua efferata politica matrimoniale: Anna Bolena - da cui non ebbe figli maschi - venne fatta giustiziare nell’anno 1536, venendo accusata di adulterio; nel maggio dello stesso anno l’uomo sposò Jane Seymour da cui ebbe finalmente il tanto agognato erede maschio che fu chiamato Edoardo. Presto però si aprì una nuova crisi dinastica, in quanto Jane morì 10 giorni dopo il parto, quindi Enrico doveva trovare un’altra consorte che fu Anna di Clèves, il cui destino però fu subito tragico, in quanto la regina fu subito ripudiata. In ambito politico inoltre il re d’Inghilterra fece anche giustiziare nel 1540 il Ministro Cromwell che lo aveva spinto a sposare Anna di Clèves. La politica di Enrico divenne quindi sempre più dispotica ed accentratrice. Sempre nel 1540 egli sposò Caterina Howard che però nel 1542 fu giustiziata sempre per ordine del sovrano che sempre nel medesimo anno sposò la sua ultima moglie: Caterina Parr. Se in politica interna gli ultimi anni del regno di Enrico VIII Tudor furono contrassegnati dall’allontanamento dal partito cattolico, in politica estera furono caratterizzati principalmente dalla campagna contro la Scozia che si concluse a favore dell’Inghilterra nel corso dell’anno 1542 con la vittoria nella battaglia di Solway Moss. L’Inghilterra continuava inoltre a dare fiducia piena al sovrano che si impose con fare dispotico all’interno del Paese. Enrico VIII morì a Londra il 28 gennaio 1547 venendo sepolto presso il Castello di Windsor accanto alla terza moglie Jane Seymour.

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