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Napoleone

Napoleone proveniva da una famiglia di piccola nobiltà di origine corsa. La Rivoluzione Francese (1789-1799) gli ha dato la possibilità di divenire generale: emerse come comandante durante una spedizione contro l’Austria, ma la sua potenza nacque in politica. Appoggiato dai borghesi, Napoleone Bonaparte era un generale che sembrava offrire un governo che fosse solido e che proponesse la risoluzione dei conflitti interni alla Francia e il mantenimento delle innovazioni proposte dalla Rivoluzione, tra cui la Libertà.

Da repubblica a impero

Dal 1799 al 1815 si parla di epoca napoleonica. Dopo il colpo di stato del 1799 fu approvata una Costituzione repubblicana modellata su un potere esecutivo, composto da tre consoli, dei quali lui era il primo: questo permetteva a Napoleone di esercitare il proprio potere mantenendo una parvenza di democrazia. Vi erano degli elettori che nominavano i membri di alcune liste e spettava solo al senato nominare e scegliere i rappresentanti dell’assemblea.
Lo stato governato da Napoleone era uno stato monocratico accentrato, espressione di un regime dittatoriale personale: la sua volontà contava più della Costituzione.
Nel 1802 proclamò un plebiscito per chiedere al popolo di renderlo console a vita: nel 1804 ottenne la trasformazione della Repubblica francese a Impero. Il 2 dicembre 1804 a Notre Dame, è stato proclamato imperatore dell’Impero francese e il gesto significativo per il quale viene ricordato è il seguente: si pose la corona sul capo, quasi a voler far capire che lui non era sottomesso in alcun modo al Papato; ciononostante, Napoleone voleva conciliarsi con il Papa e la religione e, non a caso, dopo aver abolito la Costituzione civile del clero (1790), decide di stipulare un concordato con il Papa dove riconobbr il cristianesimo come religione principale dello stato francese.

La continuazione della rivoluzione

Si può pensare che la rivoluzione sia stata inutile, ma così non è. Infatti Napoleone non tornò al vecchio regime, poiché mantenne i valori fondamentali della Rivoluzione Francese.
Dal punto di vista burocratico vi fu un accentramento nel controllo del territorio:
• Fu posto un prefetto per ogni dipartimento;
• Furono posti dei sindaci nelle grandi città;
• Furono assunti dei funzionari del fisco per la riscossione delle imposte.
Dal punto di vista scolastico, la scuola fu rinnovata, infatti vi fu un rinforzo sia dei licei, sia delle università. Inoltre, furono potenziati gli ospedali pubblici.
Nel settore legislativo, Napoleone incaricò degli esperti di lavorare su nuovi codici di legge penale e civile: il codice civile del 1804 fu chiamato Napoleonico e fu esportato in territori appartenenti ai francesi come l’Italia. Si assicurava:
• La libertà;
• L’assenza del feudo;
• L’uguaglianza giuridica;
• Le proprietà;
• La libertà religiosa;
• Processi pubblici;
• Il divorzio.

La prima sconfitta

Dal punto di vista militare, Napoleone voleva imporre un’egemonia, ma l’ostacolo era l’Inghilterra. Di conseguenza, progettò uno sbarco in Inghilterra, che però fallì poiché sul mare la flotta inglese era di gran lunga più forte: nel 1805, nella battaglia di Trafalgar, Napoleone fu sconfitto per mano di Nelson. Così, l’imperatore decise di cambiare strategia imponendo un blocco continentale, ossia un divieto ferreo per gli stati europei legati alla Francia di commerciare con l’Inghilterra e di ospitare nei porti delle navi inglesi. Questo blocco continentale fu seguito dalla Prussia, dalla Danimarca, dalla Spagna e dalla Russia che, però, nel 1810 riprese i contatti commerciali con la Francia.
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