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L'età napoleonica

L'ascesa di Napoleone iniziò nel 1793 quando, dopo aver aderito al giacobinismo montagnardo, assediò Tolone, al tempo governata dagli Inglesi, facendoli arrendere. Egli venne nominato generale di brigata. Grazie alla sua furbizia e al suo grande senso di comando, dopo aver assunto la guida della campagna d'Italia, venne accettato dai Paesi esteri poiché appoggiavano gli ideali della rivoluzione. Nel 1797 il Trattato di Campoformio attirò molti malcontenti da parte degli italiani e del Direttorio; dopo aver promosso le spedizioni in Egitto il 18 brumaio 1799 acquisì con un colpo di stato il potere del governo francese.
Venne approvata la Costituzione dell'anno VIII che affidò il potere esecutivo al primo console, ossia Napoleone stesso. Impegnato contro la seconda coalizione, sconfisse gli Austriaci, ricostituendo la Repubblica Cisalpina; sottoscrisse la pace di Luneville, in conferma di Campoformio.

Nel 1801 Napoleone stipulò un concordato con il Papa: si scelse il cattolicesimo come prima religione, ma non come chiesa di Stato. Nel 1802 Napoleone ottenne il consolato a vita durante un plebiscito e il 2 dicembre 1804 si autoincoronò imperatore. Il capolavoro giuridico del suo trono fu il codice napoleonico. L'anno successivo la Francia subì una sconfitta in mare dall'ammiraglio Nelson, che guidava la terza coalizione a Trafalgar. L'imperatore risollevò il suo esercito sia contro la terza che contro la quarta coalizione, facendo firmare le paci di Presburgo e di Tilstit, rispettivamente ad Austria e Prussia. Avvenne la riorganizzazione del regno: i territori ad est dell'Elba, formarono il regno di Vestfalia assegnato a Gerolamo Bonaparte, fratello dell'imperatore; l'Olanda fu assegnata all'altro fratello, Luigi; i territori orientali formarono il granducato di Varsavia. Anche l'Italia, compresa Napoli e regioni dello Stato Pontificio, furono annesse all'impero, quando nel 1805 se ne proclamò re. Per intervenire contro gli Inglesi egli stabilì un blocco continentale, vietando i commerci con l'Inghilterra, la quale tolse materie prime alla Francia, obbligata ad attuare una politica di annessioni. Nel 1809 fu sconfitta anche la quinta coalizione. Successivamente l'impero raggiunse la sua massima estensione dopo il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Austria. Il blocco causò gravi danni dal punto di vista economico, attirando ostilità da tutta Europa; la Russia se ne distaccò. Nel 1812 Napoleone intraprese la campagna di Russia: gli attaccati fecero ricorso alla tattica della terra bruciata, tanto che l'esercito francese fu costretto alla ritirata durante l'inverno. Nata la sesta coalizione nel 1813, i Francesi furono sconfitti a Lipsia e l'anno dopo la nazione fu occupata. L'imperatore accettò le condizioni di pace e si ritirò all'isola d'Elba. Luigi XVIII venne reinsediato, ma Napoleone sicuro del malcontento della popolazione, scappò e si insediò al governo nel 1815 solo per cento giorni, dopo i quali la settima coalizione lo sconfisse definitivamente a Waterloo il 18 giugno 1815.
Egli morì il 5 maggio 1821 esiliato nell'isola di Sant'Elena nell'Oceano Atlantico.

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