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XVI secolo in Francia e in Italia



In Francia, il XVI secolo è il secolo del Rinascimento. Può essere diviso in tre periodi:
La prima, tra l'inizio e la metà del secolo, è dominata dall'opera di Rabelais e vede la scoperta della civiltà italiana, la diffusione dell'umanesimo, lo spirito della Riforma, la poesia di Clemente Marot e quella della scuola lionese che introduce in Francia la tecnica di Francesco Petrarca.


Il secondo, tra il 1459 e le Guerre di Religione, fu testimone della produzione letteraria di Ronsard e della produzione dei suoi Sonetti che imitavano il sonetto di Petrarca. Allo stesso tempo, assistiamo alla produzione letteraria degli altri autori delle Pleiadi.
La terza, che dal punto di vista storico coincide con le lotte interne e l'avvento di Enrico IV, è caratterizzata dalla presenza di Montaigne i cui Saggi hanno una straordinaria diffusione in Francia e all'estero.
Il XVI secolo è quindi un secolo di grandi trasformazioni politiche, sociali e culturali; la lingua si rinnova profondamente e si forma il mezzo francese; la letteratura si ispira ai classici e alla letteratura italiana, pur mostrando già molti tratti originali.

In Italia, la prima metà del secolo segna il trionfo del Rinascimento. Tra gli scrittori di prosa, Nicolò Machiavelli, autore del celebre Principe, fu il più influente nella vita politica del suo tempo. Con lui dobbiamo anche citare l'opera di Francesco Guicciardini. Altri scrittori trattano temi vari ma anche interessanti come Baldassare Castiglione, Giovanni della Casa, Giorgio Vasari, Benvenuto Cellini e altri. Ma l'opera che spicca su tutte le altre è L'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. La produzione letteraria della seconda metà del secolo è meno ricca e meno valida. È in questo periodo, però, che troviamo l'opera di Torquato Tasso (Aminta e la Gerusalemme liberata) e quella di alcuni autori di prosa di importanza umana e sociale come Tommaso Campanella e Giordano Bruno.