LE CROCIATE

le crociate medievali

Alla fine dell'XI secolo tutta l’area orientale del bacino Mediterraneo era sotto il dominio islamico. L’impero bizantino (ciò che rimaneva dell'Impero romano) si era ridotto all’area corrispondente ai confini attuali della Grecia, della Macedonia e della Bulgaria, spazzati via dall’Italia in seguito all'arrivo dei Normanni.
Ai mercanti, che mantenevano vivi i rapporti in tutta l’Europa, si aggiungevano i pellegrinaggi verso tre mete principali: Santiago di Compostela, Roma e Gerusalemme che fino ad allora non erano mai stati ostacolati. Ma nel corso degli anni l’atteggiamento occidentale cristiano verso le altre confessioni religiose cambiò radicalmente. Cominciò così un confronto tra l’Europa cristiana e musulmana che si esplicò con questi eventi:

· La rottura definitiva tra la Chiesa romana e quella ortodossa che spinse le autorità a considerare i cristiano-orientali come degli eretici.
· L’invasione normanna che scacciò i Bizantini definitivamente e ruppe definitivamente la collaborazione tra le due Chiese.
· Il papa Alessandro II emanò un decreto col quale concedeva l’indulgenza, ovvero la cancellazione completa dei peccati, a coloro che partecipavano alla guerra contro gli islamici.

Inoltre si diffuse l’idea che l’ apostolato potesse essere compiuto con le armi e così si radicò, in Occidente, la convinzione che esistessero guerre "giuste", perché "sante", poiché combattute in nome della fede.
Queste furono le motivazioni che diedero il via alle crociate: lo scisma d’Oriente che poneva cristiani contro ortodossi; l'inizio della Riconquista in Spagna; le guerre nel Tirreno contro i pirati saraceni; la concessione della clemenza per coloro che avrebbero partecipato alle crociate.

Nel 1095, alla fine del XI secolo il papa Urbano II, proclamò un concilio, nel quale rivolse un appello ai nobili cavalieri, affinché questi cessassero le lotte tra loro e combattessero contro gli infedeli ed invita a fare un pellegrinaggio verso Gerusalemme. Quest’ultimo passaggio fu però inteso come un pellegrinaggio armato. Iniziò così la Prima crociata. Dal XII al XIII secolo vennero fatte altre sette crociate che deviarono spesso verso Costantinopoli per saccheggiare e arricchirsi. Un’importante crociata fu quella popolare a cui contadini e bambini presero parte armati di forconi e uccisero chiunque gli si parasse di fronte. Arrivati in Anatolia (Turchia) esausti e mal organizzati furono facilmente massacrati dalle Autorità locali. In una crociata organizzata invece dai signori nobili, francesi e normanni riuscirono ad espugnare Gerusalemme e organizzarono dei regni crociati gestiti da ordini monastico-cavallereschi. Le spedizioni erano finanziate dalle repubbliche marinare (Genova e Venezia) che avevano così un’opportunità per costruire nuove basi commerciali in Medio Oriente.

Durante la Quarta crociata di Innocenzo III deviarono a Costantinopoli e uccisero pure i cristiani ortodossi, questo segnò l’istituzione dell’impero latino d’oriente che però cedette dopo pochi anni. Costantinopoli era considerata una città nemica dopo lo scisma d’Oriente. Dopo poco cominciarono pure le crociate antieretiche, ovvero contro le sette. A partire dal 1209 al 1229 in particolare, la Chiesa perseguitò i Catari in tutta il sud della Francia e vennero massacrati. I catari vedevano una lotta perpetua tra il bene e il male, nella quale per mantenere il bene bisognava purificarsi continuamente con l’ascetismo (ascetismo come tendenza a guardare le cose divine e disprezzare quelle materiali e terrene, valorizzando la povertà). Le crociate contro i Catari erano una scusante per il re di Francia che in realtà era intento a estendere e rafforzare il suo potere nel sud.
I francescani e i domenicani erano mendicanti e predicavano l’ideale di povertà. San Francesco d’Assisi, solo sottomettendosi al papa, riuscì a non farsi ritenere eretico, facendo così riconoscere i francescani come un ordine legittimo. I Catari invece avevano un sistema interno nel quale eleggevano i loro vescovi. I Francescani e i domenicani si trovavano soprattutto nelle città dove potevano diffondere maggiormente la loro influenza.
Nacque poi l’inquisizione (stabilita da Gregorio XI nel Concilio di Roma), che era controllata dai domenicani. Era un tribunale che incriminava le persone non ortodosse e avevano la possibilità di sottoporre a torture pur di estrapolare confessioni e verità.
La lotta contro le eresie fu dunque combattuta con due mezzi: l’inquisizione e le Crociate e l’approvazione di nuovi ordini monastici come quello dei domenicani e dei francescani. Questi ultimi, dopo la morte di San Francesco, si divisero in spirituali e conventuali.

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