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L’Impero dopo la morte di Carlo Magno


Alla morte di Carlo Magno (814), il suo impero non durò a lungo a causa del modo con cui esso era stato organizzato. Infatti l’impero era stato diviso in tante regioni la cui amministrazione veniva affidata a vassalli legati all’imperatore da vincoli di fedeltà personale, il cosiddetto vassallaggio. Essi intervenivano anche militarmente a sostegno del loro sovrano e in cambio, Carlo Magno concedeva delle terre. Col passar del tempo i vassalli diventarono sempre più potenti e soprattutto autonomi dal potere centrale, anche perché i successori dell’imperatore non avevano la forza che sarebbe stata necessaria per tenerli sotto controllo.

Alla morte di Carlo Magno, il trono passò a Ludovico il Pio e già durante il suo regno i tre figli cominciarono ad essere in discordia per la successione. Ludovico il Pio morì nel 840 ed i figli giunsero ad un accordo col trattato di Verdun (843) e cioè:

• Carlo il Calvo ottenne la parte occidentale dell’ impero che oggi corrisponderebbe, presso a poco alla Francia
• Ludovico il Germanico ebbe la parte orientale al di là del Reno
• Lotario ebbe l’Italia centro-settentrionale ed una striscia di terra che andava dalle Alpi al Mare del Nord, compresa la Borgogna. Ottenne anche il titolo di imperatore.
Da segnalare che l’anno prima del trattato, nell’842, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico strinsero un’alleanza militare contro il fratello Lotario e pronunciarono il famoso giuramento di Strasburgo che costituisce il primo documento delle nascenti lingua francese e tedesca. Infatti Ludovico il Germanico lesse il giuramento nella lingua dei Franchi per farsi comprendere dai soldati di questa nazionalità e Carlo il Calvo lo lesse nella nascente lingua tedesca affinché fosse compreso dai soldati di Ludovico il Germanico
Da questo momento in poi da realtà politica, l’Impero diventa una realtà ideale: infatti, se da un lato l’impero non era più una realtà amministrativo-politica subordinata ad un’autorità centrale, dall’altro si faceva strada l’idea che prima o poi si sarebbe riformato un impero secondo l’esempio romano.
Per tutta la durata del I X secolo si ebbero delle lotte per la successione all’interno dei tre regni e questo non fece altro che indebolire il governo centrale. Ad una situazione così fragile vanno aggiunte l’invasione dei Saraceni a sud, quella degli Ungari ad est e quella dei Vichinghi a nord.
Nell’anno 887, l’imperatore Carlo il Grosso fu deposto dai suoi stessi vassalli e a questo punto si può veramente dire che l’impero era finito e i tre stati in cui inizialmente fu diviso l’impero presero strade diverse.
• In Francia i Carolingi continuarono a governare per un altro secolo, ma piano piano cedettero il loro potere ai vassalli, fin tanto Ugo Capeto non prese definitivamente il loro posto. E’ cosi che la dinastia dei Capetingi sostituì quella dei Capetingi.
• In Germania, invece, il potere locale era meno forte perché per far fronte all’invasione degli Ungari bisogna restare più uniti possibile. Nel 919 la corona fu assegnata ad Enrico I che ottenne l’ereditarietà del titolo. Infatti, alla sua morte il trono passò al figlio Ottone I.
• In Italia, la deposizione di Carlo il Grosso creò un notevole disordine perché i nobili locali volevano appropriarsi sia della corona dell’impero che di quella del regno d’Italia. Tali signori erano talmente forti da intervenire anche nella nomina del papa. L’Italia meridionale vedeva l’espansione dell’Impero Bizantino con Basilio II. Egli aveva in progetto di liberare la Sicilia dal’invasione musulmana, ma purtroppo mori prima di realizzare il suo progetto.

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