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Materie prime

Riassunto completo dell'esame di materie prime, produzione e innovazione. Si prendono in considerazione le materie prime (alluminio, carbone, gas naturali,petrolio, metalli), la loro trasformazione e utilizzo, nonché l'impatto ambientale che da esso ne deriva. Vengono descritti gli alimenti, i principi nutritivi, le tecnologie alimentari di trasformazione e conservazione degli alimenti, le norme... Vedi di più

Esame di Materie prime, produzione e innovazione docente Prof. P. Scienze economiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

sono: ALDREY, utilizzato soprattutto come conduttore nelle linee aeree; e ANTICORODAL

utilizzato per accessori e connessioni di linea.

Il riciclo consente di

-recuperare materiale senza decadimento di qualità;

-risparmiare energia necessaria alla produzione;

-riduzione emissioni serra;

-riduzione attività estrattive e riduzione degli oneri di smaltimento.

L’alluminio secondario è equivalente al metallo primario ottenuto dal minerale anche dopo

numerosi cicli di vita. CARBONE

Il Carbone fa parte delle materie prime minerarie energetiche, dalle quali si ottiene energia per le

attività domestiche e industriali.

Il carbone è formato da due tipi di sostanze: il carbonio, in percentuale altissima, che è il materiale

organico ed è quello che bruciando fornisce calore; e il rimanente materiale inorganico costituito da

sostanze argillose e sali di zolfo. Il carbone fossile deriva da materiali organici sedimentari di

origine vegetale accumulatisi in ere geologiche lontane; i giacimenti migliori si trovano in rocce del

Paleozoico. E’ una fonte energetica storica e nonostante i vincoli ambientali contribuisce ancora

per il 25% al consumo energetico mondiale. E’ il combustibile fossile più abbondante sulla terra; è

stabile quindi trasporto, stoccaggio e uso non implicano grossi rischi; le attuali tecnologie

consentono di bruciarlo con ridotto impatto ambientale ed è economicamente il più conveniente.

In base alla classificazione internazionale i carboni sono classificati in:

-classi: da 1 a 9 in base alle materie volatili e al potere calorifero;

-gruppi: secondo le proprietà agglomeranti;

-sottogruppi: in base alle proprietà cokificanti.

Il processo che porta alla formazione del carbone si chiama carbogenesi; ci sono diversi tipi di

carbone: torba, lignite, litantrace, antracite.

Ci sono diversi metodi di estrazione :

-miniere a cielo aperto: il giacimento è vicino al suolo e di grande estensione

-miniere a pozzo: formato da pozzi che scendono in verticale dai quali partono gallerie in

orizzontali con binari e carrelli per trasportare i materiali e munite di ventilatori per portare aria.

I metodi di trasporto sono:

-ferroviario è quello più usato ed è effettuato con treni adibiti al solo trasporto del carbone;

-via mare è il più comune poiché è il più economico e il più pratico;

-in slurry pipelines, (il carbone viene miscelato con acqua) di sviluppo recente, offre una valida

alternativa al trasporto ferroviario.

Una volta estratto il minerale passa alla vagliatura: i pezzi più grossi vanno alla macinazione,

dopodiché si passa ad una seconda classificazione per ottenere le pezzature poste in commercio

(ciottolo, arancio, noce, pisello, minuto). L’acqua, il limo residuo e la pezzatura minima vengono

macinati in apposito mulino, quindi sottoposto a flottazione nelle celle apposite, per ottenere il

carbone flottato.

Per ottenere prodotti derivati si usa esclusivamente il litantrace (talvolta l’antracite):

-mediante fluidificazione si ottengono benzine sintetiche

-mediante distillazione diretta si ottengono: coke, gas combustibile, acque ammoniacali, catrame

-mediante distillazione frazionata del catrame si ottengono: oli leggeri, medi e pesanti.

Derivati del carbone: il coke

Il coke è un residuo solido carbonioso di litantrace; viene utilizzato come combustibile e come

agente riducente nei forni fusori dei minerali metalliferi.

Impatto ambientale

Il principale impatto ambientale causato dalla combustione del carbone è costituito dalle emissioni

di SO2 (anidride solforosa), NOx (ossidi di azoto), e ceneri.

Negli ultimi anni i sistemi per ridurre le emissioni inquinanti sono rappresentati dalla prevenzione

(miglioramento delle efficienze energetiche) e dall’abbattimento delle emissioni con sistemi sempre

più sofisticati di trattamento dei fumi, come desolforatori, denitrificatori e depolverizzatori.

Le tecnologie innovative oggi utilizzate per il “carbone pulito” (riduzione impatto ambientale per la

produzione di energia elettrica dalla combustione del carbone) sono:

-gassificazione: il carbone reagisce con ossigeno e vapore, allo scopo di produrre un gas

combustibile sintetico (syngas). La gassificazione è oramai una tecnologia commerciale in Europa,

negli USA e anche in Italia (in Italia vi sono già tre impianti operativi). E’ la tecnologia più

promettente in termini di impatto ambientale; offre la possibilità di utilizzare non solo carbone ma

tutta una gamma di combustibili poveri e difficili; si ottengono sottoprodotti facilmente gestibili.

-combustione a letto fluido (FBC): la combustione avviene in un letto di particelle riscaldate

sospese in un fluido gassoso che consente la loro rapida miscelazione. I rendimenti sono minori

rispetto alla gassificazione, ma c’è un abbattimento del 90% di anidride solforosa, e una importante

riduzione di ossidi di azoto, grazie alle temperature più basse.

Il carbone è una materia prima ritenuta abbondante; considerando il tasso attuale di utilizzo le

riserve dovrebbero durare per altri 192 anni. Però, molti giacimenti si trovano dai 1500 ai 2000

metri di profondità, per cui diventa antieconomica la sua estrazione rispetto al metano e al petrolio;

inoltre, il lavoro in miniera nonostante le moderne tecnologie, rimane un lavoro molto pericoloso. Il

carbone è la maggiore se non unica fonte di carbonio naturale, pertanto non è razionale bruciare

senza scrupoli questa risorsa esauribile, poiché da essa si possono ottenere prodotti importanti

come fibre di carbonio e nanostrutture. Le miniere di carbone possono essere sfruttate per fini

energetici, recuperando grazie alle nuove tecnologie, il metano autoprodotto dalle miniere evitando

l’emissione di esso in atmosfera, e conservando il carbonio contenuto nel carbone.

GAS NATURALE

I combustibili gassosi sono idrocarburi composti da atomi di carbonio e di idrogeno. Il gas assume

le proprietà di combustibile quando viene miscelato con l’ossigeno dell’aria, entro un adeguato

rapporto di concentrazione.

Vi sono diverse tipologie di combustibili gassosi:

-il gas illuminante prodotto dalla distillazione del carbon fossile

-il gas naturale presente nel sottosuolo

-il gas GPL ottenuto dalla liquefazione degli idrocarburi leggeri

-il gas di gasogeno

-il gas d’altoforno

Il gas illuminante è ottenuto dalla distillazione del litantrace; viene chiamato illuminante perché in

passato veniva usato per l’illuminazione pubblica. E’ chiamato anche gas di città.

Il gas GPL è una miscela di idrocarburi, soprattutto butano e propano. Viene prodotto nelle

raffinerie di petrolio grezzo; è utilizzato come combustibile per usi domestici o industriali, come

carburante nel settore dell’autotrazione. Viene liquefatto per compressione ad una pressione di 2-8

bar, e in forma liquida è facilmente trasportabile; è stoccato in bombole o serbatoi.

Il gas naturale è una miscela di idrocarburi (80/90%metano, in quantità decrescenti etano e

propano) e di sostanze gassose, che si trova nel sottosuolo da dove fuoriesce spontaneamente o

attraverso perforazioni. I giacimenti di gas naturale possono presentarsi in giacimenti a se stanti

e/o in giacimenti di petrolio. Per consentirne il trasporto su navi , questo gas può essere sottoposto

a liquefazione ad una temperatura di -160°C; si ottiene così il GNL (gas naturale liquefatto), che è

un fluido incolore e inodore. In base alla composizione si distingue il gas naturale secco, quando la

percentuale del metano è molto alta rispetto alle sostanze gassose, e gas naturale umido quando

è più marcata la componente dei gas umidi, come propano e butano.

La catena del valore del GNL è costituita da 4 fasi: esplorazione e produzione, liquefazione,

trasporto, stoccaggio e rigassificazione.

Ricerca

La ricerca non è distinta da quella del petrolio; solo dopo la perforazione dei pozzi è possibile

accertare il tipo di giacimento, di solo gas o di gas associato al petrolio.

Estrazione

L’estrazione è simile a quella del petrolio: appena lo scalpello fora una cupola il gas risale in

verticale spinto dalla pressione; alla testa del pozzo, in superficie, viene messo un complesso di

valvole, chiamato albero di natale, che ne regola il flusso.

Trattamento

Se il gas che esce dal giacimento è umido si sottopone ad un trattamento per separare il metano

dagli altri idrocarburi (propano, butano, etano).

Il metano, invece, viene distribuito attraverso i metanodotti; raramente il metano ha bisogno di

essere depurato dalla zolfo, che bruciando produce anidride solforosa.

Trasporto

-Allo stato aeriforme viaggia in pipeline, cioè metanodotti/gasdotti, in grado di collegare il punto di

estrazione con il luogo di lavorazione. Lungo tutto il percorso vi sono stazioni intermedie per il

controllo della pressione, e nei nodi terminali dei gasdotti vi sono le stazioni di stoccaggio (una

sorta di deposito in cui il gas viene stoccato in attesa di essere consumato dagli utenti).

-allo stato liquido, viene trasportato in grandi serbatoi tramite navi, fino alle stazioni di stoccaggio,

dove viene rigassificato, lavorato e immesso in rete. La trasformazione in liquido del gas naturale,

permette una riduzione di circa 600 volte del volume occupato; questo consente il trasporto di

grandi quantità di gas, rendendo economico il trasporto via mare.

Distribuzione

La distribuzione del gas si basa su una rete di tubature di varie dimensioni che consentono il

trasporto dal luogo di stoccaggio fino ai punti di consumo (utenze). La distribuzione si distingue in:

-internazionale: trasporto tramite gasdotti o metanodotti dai paesi produttori ai paesi importatori

-primaria: è il trasporto sul territorio nazionale tramite una rete di condutture che collegano le varie

regioni del paese;

-secondaria: è una rete di condutture capillari che si diramano dalle arterie della distribuzione

primaria fino agli utenti finali.

Prima di essere immesso nella rete di distribuzione il gas viene trattato e odorizzato con sostanze

mercaptani, per consentire agli utenti finali di accorgersi di eventuali fughe dalle tubature o dai

fornelli.

L’aumento di domanda di questa fonte è dovuta principalmente al minor impatto ambientale e alla

maggior efficienza; gli impatti ambientali che possono verificarsi sono le perdite durante la

distribuzione, il che si verifica soprattutto nelle reti cittadine a causa di tubazioni spesso vecchie.

Il mercato del gas

Si prevede che la domanda di gas naturale si mantenga stabile in Europa fino al 2030; la

produzione interna è in calo, mentre si prevedono importazioni fino all’80%.

L’Italia è il paese che ne fa maggior uso (50% vs media UE 26%); le importazioni sono al 90% del

fabbisogno interno.

La filiera del gas è costituita dalle seguenti attività:

-PRODUZIONE/IMPORTAZIONE --->STOCCAGGIO--->TRASPORTO---

>DISTRIBUZIONE--->VENDITA

Per la produzione/importazione, anche se vi sono compagnie di rilievo come ENEL ed EDISON, di

fatto si può dire che vi è un monopolista che è l’ENI.

Lo stoccaggio viene svolto presso vecchi giacimenti dismessi; monopolio della società Snam; alla

stessa società è affidato anche il trasporto via mare e via terra.

La distribuzione è attività di servizio pubblico; viene affidata dai Comuni attraverso una gara al

soggetto gestore del servizio; il distributore gestisce la rete di distribuzione e provvede ad

allacciare il cliente alla rete del gas. La vendita (distinta dalla distribuzione dal 2003) è affidata a

varie società liberamente scelte dall’utente; il venditore è il soggetto con cui il cliente stipula il

contratto di fornitura. Il venditore, oltre a pagare il gas che compra al’ingrosso, paga al gestore

delle reti di trasporto l’uso della rete, secondo una tariffa fissata dall’Autorità dell’energia elettrica e

il gas. Le imprese di distribuzione sono responsabili della manutenzione e della sicurezza di tutto

l’impianto, fino al contatore compreso.

Il prezzo finale del gas può essere stabilito dal venditore solo per la parte relativa alla vendita,

mentre le altre parti relative allo stoccaggio, trasporto e distribuzione sono definite dall’Autorità per

l’energia elettrica e il gas.

NORMATIVA

DIRETTIVA UE 98/30/CE : creazione del mercato interno dell’energia; restano singole

competenze nazionali.

Dlgs 164/2000 Decreto Letta di recepimento della direttiva CE: sono libere le attività di

importazione, esportazione, trasporto, distribuzione e vendita di gas naturale. La liberalizzazione

ha lo scopo di promuovere la concorrenza, incrementare l’efficienza e migliorare la qualità del

servizio.

DIRETTIVA 2003/55/CE che abroga la direttiva precedente e che prevede l’apertura totale alla

concorrenza dei mercati nazionali del gas e che contribuisce a realizzare un vero mercato interno

del gas nell’Unione Europea.

Lo Stato regolamenta il mercato attraverso l’AEEG (autorità energia elettrica e gas). Istituita con

legge 14/11/95 n.481, nasce come autorità indipendente con funzioni di regolazione e di controllo

del settore del gas e dell’energia. METALLURGIA

La metallurgia è una tecnica che riguarda lo studio dei metalli. I metalli sono elementi chimici con

elevato potere riflettente della luce; hanno elevata conducibilità termica ed elettrica; sono duttili e

malleabili; a temp. ambiente sono solidi.

Le leghe metalliche sono miscele di metalli o di metalli e non metalli; sono ottenute a partire dai

metalli allo stato fuso.

L’industria siderurgica è il ramo della metallurgia che si occupa dell’intero ciclo di produzione che

porta all’acciaio e ai suoi prodotti finiti, partendo dai minerali di ferro.

Il Ferro è molto diffuso in natura; allo stato nativo si trova solamente nelle meteoriti, mentre allo

stato combinato si trova in tutte le rocce.

Le leghe del ferro sono l’acciaio e la ghisa.

Le materie prime necessarie per produrre la ghisa sono i minerali di ferro ed il coke. Vi sono due

tipi di ghise: la ghisa sferoidale, così chiamata perché il carbonio è presente sottoforma di piccole

sfere, e la ghisa aciculare per la struttura ad aghi che garantisce grande resistenza agli urti.

L’acciaio è una lega di ferro e carbonio che contiene una percentuale di carbonio inferiore al 2%.

Le proprietà dei vari tipi di acciaio dipendono dalla quantità di carbonio presente. Viene

commercializzato in una grande varietà di tipi, ciascuno con caratteristiche diverse. I principali

sono:

-acciai al carbonio: costituiscono oltre il 90% di tutti gli acciai; tra essi i dolci ed extradolci sono

comunemente indicati come ferro;

-acciai legati: caratterizzati dalla presenza di altri elementi in quantità maggiori rispetto alla quantità

presente negli acciai al carbonio;

-acciai debolmente legati ad alta resistenza: contengono solo piccole quantità di altri elementi e

sono la categoria più recente (HSLA). Hanno resistenza meccanica e alla corrosione maggiore

rispetto agli altri;

-acciai fortemente legati o inossidabili: (contengono nichel e cromo) resistenti agli attacchi degli

agenti atmosferici e degli acidi corrosivi;

-acciai da utensili: usati appunto per la produzione di utensili.

I procedimenti per produrre l’acciaio sono:

-ciclo integrato, dove l’acciaio viene ottenuto per riduzione dei minerali di ferro;

-ciclo tradizionale (altoforno-acciaieria), dove l’acciaio si ottiene a partire dalla ghisa liquida

proveniente da un altoforno, che passa direttamente all’acciaieria per essere trasformata in

acciaio;

-ciclo al forno elettrico dove l’acciaio viene ottenuto per fusione dei rottami ferrosi. Le alte

temperature si raggiungono alimentando degli elettrodi in graffite, ciò provoca la fusione dei rottami

e la produzione di acciaio in poche ore.

All’uscita dall’altoforno la ghisa viene inviata in apposite strutture (convertitori) per essere affinata

ed ottenere quindi l’acciaio; le tecniche sono:

-il processo al forno Martin Siemens in cui l’affinazione avviene in due tempi distinti: il primo

consiste nell’ossidazione del metallo fuso, il secondo consiste nella desolforazione del bagno.

-il convertitore ad ossigeno dove l’ossidazione del bagno viene ottenuto insufflando ossigeno

tramite una lancia raffreddata ad acqua, al di sopra del bagno.

-il processo Bessemer , nel quale l’affinazione della ghisa avviene per insuffiaggio di aria

compressa.

L’acciaio una volta fuso può essere colato in lingottiere e lasciato solidificare, oppure versato in un

dispositivo che lo trasforma in un semilavorato (colata continua).

MATERIE PRIME ENERGETICHE

Sono quelle fonti da cui si ricava energia; si definiscono fonti primarie di energia quelle presenti in

natura prima di aver subito una qualunque trasformazione (petrolio grezzo, gas naturale, carbone)

e le fonti di energia rinnovabili (energia solare, eolica, idrica); si definiscono fonti energetiche

secondarie quelle che, in qualche modo, derivano dalla trasformazione di quelle primarie (benzina,

energia elettrica).

Dal 900 il petrolio è la principale fonte energetica. Il petrolio è una miscela di idrocarburi, cioè

formati principalmente da atomi di carbonio e di idrogeno, a cui si aggiungono anche atomi di zolfo

e ossigeno. Il petrolio è un liquido oleoso, più o meno denso, infiammabile. A seconda

dell’idrocarburo prevalente, si distinguono tre classi di petroli:

-petroli a base paraffinica: costituiti prevalentemente da paraffine

-petroli a base naftenica: costituiti prevalentemente da nafteni

-petroli a base mista: costituiti dalla stessa percentuale degli idrocarburi suddetti

-petroli a base aromatica: costituiti da idrocarburi aromatici; molto più rari e pregiati.

Il petrolio si forma dalla decomposizione di organismi marini e piante che crescono sui fondali

marini. La densità del petrolio, che è dovuta alla quantità e qualità dei legami degli atomi di

carbonio, influisce sulla sua estrazione e sulla sua raffinazione, che saranno più difficili se esso è

più denso.

Per la localizzazione dei giacimenti si usano varie tecniche tra cui le trivellazioni, analisi del suolo,

misure magnetiche e gravimetriche.

L’estrazione a terra avviene in due fasi:

-recupero primario : la perforazione avviene con un impianto formato da un’intelaiatura metallica

detta “Derrik”, che attraverso una testa rotante raggiunge il giacimento;

-recupero secondario : a mano a mano che si estrae greggio dal giacimento la pressione all’interno

del bacino diminuisce. Quando il flusso diminuisce si fa ricorso a pompe aspiranti; dopo aver

estratto circa il 25% di petrolio greggio la pressione si riduce al minimo, e si fa ricorso quindi ad

iniezioni di acqua o gas, oppure a emulsioni e solventi che lavano le rocce e staccano altro

petrolio.

L’estrazione in mare avviene sempre con il Derrik che perfora il fondale marino. L’impianto in mare

è istallato su speciali piattaforme capaci di resistere alla forza delle onde e del vento. Vi sono pozzi

che raggiungono profondità di 6500m sotto la superficie dell’oceano.

I giacimenti sono suddivisi in classi a seconda della quantità di petrolio recuperabile che

contengono. Sono:

Super giganti, Giganti, Major, A, B, C, D, E. I giacimenti di classe D sono detti significativi.

Appena estratto il greggio è costituito da una miscela di idrocarburi e altre sostanze; prima di

essere immesso negli oleodotti deve essere:

-degassato cioè separato dal gas

-disidratato, pulito dall’acqua

-desolforato pulito dallo zolfo

-desalificato pulito dal cloruro di sodio

Dopo questi trattamenti può essere stoccato e trasportato alle raffinerie mediante petroliere (che si

caratterizzano per la portata lorda: superpetroliere, suezmax, panamax, aframax ) e oleodotti.

Nelle raffinerie il greggio viene sottoposto a distillazione frazionata: gli idrocarburi si separano in

base alla diversa temperatura di ebollizione, i più pesanti si depositano subito sul fondo, i più

leggeri risalgono. Dalla distillazione si ottiene: GPL, BENZINA, CHEROSENE, GASOLIO, OLIO

PESANTE.

Le riserve mondiali sono sufficienti per il prossimo mezzo secolo; circa il 75% delle riserve mondiali

è detenuto dall’OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries, nata nel 1960), che

comprende Arabia Saudita, Kuwait, Iran, Iraq, Algeria, Emirati Arabi, Venezuela, Libia, Indonesia,

Qatar.

L’Italia è il 49° produttore di petrolio nel mondo. I giacimenti più importanti si trovano in Sicilia e nel

suo immediato offshore, in particolare il giacimento di Ragusa (1500 m profondità) e quello di Gela

(3500 m profondità).

Il mercato petrolifero è suddiviso sulla base del tipo di contrattazione in:

-mercato ufficiale: il prezzo è fissato dal Paese produttore

-mercato spot: regolato dalla domanda e dalla offerta. Le borse più importanti sono quelle di New

York (Nimex) e di Londra (ICE)

-mercato a termine: questo è strutturato sulla base di un contratto che stabilisce una serie di

parametri e di clausole di vendita (comportano un impegno a consegnare in un determinato giorno

del mese una predefinita quantità di petrolio);

-mercato dei futures: un contratto con il quale le parti si obbligano a scambiarsi ad una data

scadenza un certo quantitativo, ad un prezzo stabilito.

L’estrazione petrolifera è costosa e spesso danneggia l’ambiente. La ricerca e l’estrazione offshore

disturbano e danneggiano il fondo marino e le alghe, fondamentali nella catena alimentare marina.

Alcuni incidenti alle petroliere hanno danneggiato fragili ecosistemi in Alaska, nelle isole

Galapagos e in altri luoghi. Infine la combustione di enormi quantità di petrolio è la maggiore

responsabile dell’incremento di CO2 e di altri gas nell’atmosfera, incrementando l’effetto serra.

Brevi cenni storici sul mercato petrolifero

Agli inizi del ‘900 ci fu la scoperta di grandi giacimenti petroliferi nel Medio Oriente, e questo

spinse le grandi compagnie petrolifere americane ed europee, le cosiddette Sette Sorelle, a

concludere accordi che permettevano loro di dominare il mercato petrolifero: i paesi produttori

erano esclusi da tutte le attività e l’intera filiera, esplorazione, produzione, raffinazione e vendita,

era gestita direttamente dalle Sette Sorelle. Il cambiamento iniziò negli anni ’50 con la

nazionalizzazione dei giacimenti e la rottura dei patti con le grandi compagnie, ma soprattutto con

la nascita dell’OPEC, che mise fine al loro oligopolio. Negli anni ’70 ci furono due grandi crisi

petrolifere che videro il più grande aumento del prezzo del petrolio della storia: la prima si ebbe nel

1973 con la guerra del Kippur, una guerra arabo-israeliana, in cui i produttori di petrolio del Golfo

Persico che controllano l’OPEC, quadruplicano il prezzo del petrolio come ritorsione contro

l’Occidente che sostiene Israele. La seconda crisi si ebbe nel 1979 con la rivoluzione iraniana che

porta alla caduta della monarchia e all’instaurazione di una repubblica islamica, favorendo una

politica di alti prezzi petroliferi. Con il tempo il mondo reagisce a queste forzature, con la nascita di

società petrolifere di medie e grandi dimensioni, si dà impulso all’attività esplorativa, crescono le

produzioni e le esportazioni di greggio da parte di paesi non appartenenti all’OPEC (Canada,

Messico, USA, URSS), e la domanda di greggio da parte dei paesi industrializzati cala

notevolmente. Nel 1983 nasce il mercato libero del Brent ,i prezzi tornano a scendere e l’OPEC si

piega all’impossibilità di continuare a fissare direttamente e in maniera univoca i prezzi ed è

costretta ad adeguarsi alle regole del mercato.

PRODOTTI ALIMENTARI

Un prodotto alimentare è il risultato di una specifica sequenza tecnologica (filiera) applicata a

materie prime specifiche. Le materie prime arrivano dalla agricoltura e dall’allevamento; i prodotti

possono subire una prima trasformazione e dare origine ai semilavorati, e poi una seconda

trasformazione per dare origine ai prodotti finiti, che arrivano alla distribuzione e quindi all’utilizzo

finale. I prodotti alimentari si classificano in:

-prodotti freschi: latte, carne, uova, pesce, frutta e verdura;

-conserve: vegetali, carni, pesce; sottoforma di sott’olio, disidratate, fermentate, surgelate;

-prodotti alimentari di prima trasformazione;

-ingredienti: farine,oli, latte in polvere, ecc;

-prodotti alimentari di seconda trasformazione: pane, prodotti da forno, dolciumi, pasta,liquori, ecc;

Gli alimenti devono avere almeno un principio alimentare; devono essere innocui, digeribili e

assimilabili.

I principi nutritivi si dividono in:

-organici: proteine, glucidi, lipidi (macronutrienti) e vitamine (micronutrienti);

-inorganici: acqua e sali minerali: calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio, cloro, ferro, iodio,ecc.

PROTEINE

Sono formate da amminoacidi; nel corpo umano ne sono presenti centinaia, ma solo 20 nelle

proteine,e per la sintesi di una proteina devono essere presenti tutti contemporaneamente.

Sono formati da un atomo di Carbonio legato ad un:

-gruppo amminico (H3 N+)

-gruppo carbossilico (COO-)

-catena R

Più amminoacidi si legano tra di loro con legami peptidici e danno luogo ai polipeptidi e proteine.

Si classificano in:

-funzionali: in base alla polarità della catena R

-nutrizionali: in base alla loro essenzialità. Gli amminoacidi essenziali sono quelli che devono

essere introdotti con la dieta; formano circa il 40% delle proteine umane. Gli essenziali si

classificano in: ramificati, neutri, basici, aromatici, solforati.

Le funzioni principali degli amminoacidi sono:

-costruzione di proteine

-sintesi di altri composti ( neurotrasmettitori, ormoni, antiossidanti)

-utilizzo energetico quando la disponibilità energetica è compromessa.

Le proteine sono:

-fibrose: se hanno forma semplice e sono insolubili in acqua

-globulari: se hanno forma sferica e sono solubili in acqua.

La struttura della catena polipeptidica può essere di 4 livelli (primaria, secondaria, terziaria e

quaternaria) a seconda della conformazione e disposizione nello spazio.

A seconda della funzione che svolgono abbiamo:

-proteine con funzioni di difesa;

-proteine strutturali;

-enzimi;

-proteine di trasporto (emoglobina)

Il fabbisogno proteico ideale è la quantità che è in grado di assicurare lo sviluppo fisico e psichico

ottimale;

il fabbisogno proteico quantitativo è la più bassa quantità di proteine di elevata qualità, capace di

mantenere un equilibrio di azoto. Metodi per il calcolo del fabbisogno proteico si basano sul

bilancio dell’azoto e sugli isotopi marcati. Le fonti alimentari di proteine sono: carne, legumi, uova,

latte, formaggi e cereali. CARBOIDRATI

I carboidrati, chiamati anche glucidi, costituiscono la maggior parte della materia organica

esistente sulla terra. Sono formati da Carbonio, Idrogeno e Ossigeno. Possono legarsi ad altre

biomolecole: ad es. con le proteine formano le glicoproteine; con i lipidi formano i glicolipidi.

Si dividono in semplici e complessi:

-i semplici sono gli zuccheri comuni (quali il glucosio, il fruttosio e il galattosio), e i disaccaridi

(lattosio, maltosio e saccarosio);

-i complessi sono formati da più unità di monosaccaridi e sono: amido, cellulosa, glicogeno.

L’amido è contenuto nel pane, pasta, riso ecc, ed è la fonte principale di carboidrati disponibile per

il metabolismo cellulare; la cellulosa, chiamata anche fibra alimentare, è resistente alla digestione

e all’assorbimento intestinale (dovuto al diverso legame tra le unità di glucosio; gli erbivori

contengono nel “rumine” alcuni batteri in grado di rompere questo legame, per loro quindi la

cellulosa diventa fonte di energia); il glicogeno è presente nei muscoli e nel fegato; viene utilizzato

per produrre energia.

Quando l’apporto di carboidrati è eccessivo vengono convertiti in grassi e depositati nei tessuti.

VITAMINE


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto completo dell'esame di materie prime, produzione e innovazione. Si prendono in considerazione le materie prime (alluminio, carbone, gas naturali,petrolio, metalli), la loro trasformazione e utilizzo, nonché l'impatto ambientale che da esso ne deriva. Vengono descritti gli alimenti, i principi nutritivi, le tecnologie alimentari di trasformazione e conservazione degli alimenti, le norme per la qualità dei prodotti alimentari e la loro tutela attraverso i marchi (dop igp).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia, management e finanza d'impresa
SSD:
Università: Cassino - Unicas
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AAAiutostudio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Materie prime, produzione e innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cassino - Unicas o del prof Scienze economiche Prof.

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