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AI CONFINI DEL MONDO CRISTIANO

Si allargano le frontiere dell'Occidente

Per la Res Publica Christiana la prima possibilità di modernizzazione ed espansione si manifestò in seguito alla ripresa dell'anno Mille e alla nuova forza economica politica: dal XI secolo l'Occidente si riaffacciò sul Mediterraneo. Nel periodo di crisi precedente aveva rischiato di ridurre il suo territorio a causa dell'avanzata arabo-islamica nelle pianure della Francia meridionale. Non potendosi espandere verso l'Oceano Atlantico, l'espansione della RPC si diresse verso i territori del Mediterrano Orientale - con le CROCIATE - verso le regioni iberiche - con la RECONQUISTA - e verso nord est a danno delle popolazione slave.

Comparsa dei turchi

In seguito allo scisma orientale del 1504 la cristianità si era divisa tra chiesa bizantina e chiesa romana, entrambe contrapposte all'Islam. Sia l'Impero bizantino che il Califfato Arabo subivano la pressione della migrazione dei Turchi, provenienti dall'Oriente. I Turchi provenivano dall'Iran e da altre regioni dominate dai musulmani.

Impero Selgiuchide

I Turchi, convertendosi all'Islam e prestando uomini agli eserciti musulmani, si era costruiti un ruolo rilevante. Dal XI secolo si erano stanziati in Persia e in Mesopotamia, ed erano guidati dalla dinastia dei Selgiuchidi. Nel 1055 conquistarono Baghdad e costrinsero il califfo a riconoscere al capo turco Toghrul Beg il titolo di sultano e sottomettersi alla sua autorità. L'espansione turca interessò anche l'Impero Bizantino che venne sconfitto a Manzikert (1071). I bizantini cedettero le regioni dell'Anatolia, dove dal 1801 si costituì il sultanato di Rum.

Un più difficile accesso alla Terrasanta

I Turchi professano una religiosa più rigida rispetto a quella degli arabi. La conseguenza più diretta fu che, sotto la dinastia dei Selgiuchidi, venne ridotta la percorribilità delle vie commerciali che collegavano il Mar Nero al Baltico e il Mediterraneo orientale all'Asia centrale. Per i cristiani era più difficile l'accesso alla Terrasanta.

Tensioni attraversano il Medio Oriente

Il Medioriente era instabile anche a causa della situazione siriana. La Siria era divisa tra musulmani sunniti e musulmani sciiti. Gli sciiti erano appoggiati dalla setta degli assassini, seguaci della corrente degli ismailiti, di cui faceva parte anche la dinastia fatimide (da Fatima, figlia di Maometto) che aveva il potere in Egitto e mirava a sostituirsi al Califfato di Baghdad.

L’Occidente cristiano prende l’iniziativa

L’affermazione dei Turchi portò un periodo di crisi per tutto l’Oriente. Viceversa l’Occidente riuscì a prendere l’iniziativa. E’ il contesto in cui si combatterono le CROCIATE, spedizioni militari iniziate nel 1096 e terminate nel 1272. Con le Crociate i sovrani europei tentarono di strappare ai musulmani Gerusalemme, la Palestina e la Siria. In contemporanea le spedizioni in TerraSanta servivano anche per conquistare nuovi territori e garantire nuove vie commerciali. Al di sopra di tutto vi è la motivazione religiosa: le CROCIATE sono una sorta di pellegrinaggio armato o “guerra santa” che la Chiesa ha indetto contro gli infedeli.

Soldati di Cristo

I musulmani erano paragonati ai pagani e la guerra contro di loro era presentata come un’opera di pietà. La Chiesa vuole dirottare l’aggressività del mondo medievale verso un nemico esterno, in modo che la violenza fosse legittima tra cristiani e santificata quando venivano colpiti gli infedeli. Per infedeli si intendono non solo i musulmani, ma anche ebrei e gli eretici.

L’appello di Chermont

La Prima Crociata fu indetta da Papa Urbano II al concilio di Chermont nel 1095. La motivazione fu che bisognava andare in aiuto dei cristiani d’oriente minacciati dai Turchi. Il Papa rispondeva alla richiesta dell’imperatore d’Oriente Alessio Comneno.

La Prima Crociata

La risposta del mondo cristiano all’appello del Papa fu sorprendente e non solo dei cavalieri. Ancora prima della “crociata dei cavalieri” ci fu la “crociata dei pezzenti”: una massa di pellegrini infiammati dalle parole dei predicatori. Nel 1906 partirono dalla Francia e dalla Germania cinque eserciti improvvisati, a cui si unirono strada facendo anche nobili in cerca di fortuna. I Crociati attraversarono la regione balcanica e si scontrano con truppe dell’imperatore bizantino. Per liberarsi di loro l’imperatore lì aiutò a passare oltre il Bosforo, dove furono sterminati dai Turchi.

La Crociata dei Cavalieri

La “crociata dei cavalieri” part’ nel 1096 da diverse parti d’Europa diretta verso Costantinopoli: alcuni si diressero a Bari per poi sbarcare in Grecia, altri seguirono la costa adriatica scontrandosi con popolazioni slave. La spedizione di Goffredo di Buglione passò per i Balcani e una volta arrivata in territorio bizantino si abbandonò ai saccheggi.

Disattesi gli accordi con i bizantini

L’accordo con Comneno prevedeva che i territori liberati sarebbero stati restituiti a Costantinopoli, mentre gli altri sarebbero stati affidati ai crociati. Nel 1098 Baldovino di fiandra conquistò Edessa e si dichiarò Conte. Boemondo di Taranto prese Antiochia e non la restituì all’imperatore, ma si dichiarò principe. Per molti crociati la liberazione del Santo Sepolcro era un pretesto per conquistare domini personali.

La conquista di Gerusalemme

Solo Goffredo di Buglione, nel 1099, riuscì a raggiungere Gerusalemme e la conquistò. La città venne saccheggiata e la popolazione massacrata, senza grande distinzione tra infedeli e cristiani. Venne creato un regno cristiano in cui vennero trapiantate le istituzioni feudali. Nel territorio della Terra Santa nacquero insediamenti cristiani, a difesa dei quali si posero nuovi ordini monastici-cavallereschi (Ospitalieri, Cavalieri teutonici e Templari). La controffensiva musulmana non tardò molto: i turchi presero la città di Edessa e il re di Francia Luigi VII insieme all’imperatore Corrado III organizzarono, con l’appoggio del Papa, una seconda crociata che non ebbe successo e terminò nel tentativo di conquistare Damasco.

La controffensiva del Saladino

La debolezza dei cristiani du la fortuna della controffensiva musulmana. Nel 1187 Salah ad Din (Saladino) sultano d’Egitto, attaccò i crociati battendoli ai Corni di Hattin sul Lago di Tiberiade. Da qui l’armata musulmana giunse a Gerusalemme e la riconquistò.

La crociata dei Re

Per riprendere Gerusalemme venne organizzata nel 1189 una terza crociata, chiamata “crociata dei Re”. Vi parteciparono l’imperatore Federico I Barbarossa, il re di Francia Filippo Augusto e il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone. L’impresa non raggiunse l’obiettivo: Federico Barbarossa morì e gli altri due sovrani finirono per litigare. Venne conquistata solo San Giovanni d’Acri, che divenne il centro dei resti del regno di Gerusalemme. Riccardo Cuor di Leone riuscì però ad accordarsi con il Saladino per garantire l’accesso dei pellegrini a Gerusalemme.

La quarta crociata

L’entusiasmo religioso aveva lasciato spazio alle motivazioni economiche. Innocenzo III bandì la “quarta crociata” nel 1198. La crociata era sostenuta economicamente da Venezia che in cambio chiedeva la città di Zara, in mano agli ungheresi. Dopo la conquista di Zara, i veneziani costrinsero i crociati a dirigersi verso Costantinopoli e saccheggiarla. L’unica vincitrice della crociata era Venezia: i mercanti potevano nuoversi liberamente per l’Egeo, la Grecia e l’Asia minore. A Costantinopoli si costituì l’Impero Latino d’Oriente, che ebbe vita breve e venne distrutto dai bizantini, aiutati da pisani e genovesi nel 1261.

La fine delle crociate

Nel 1215 Innocenzo III indice una “quinta crociata” che non conquistò Gerusalemme. Nella “sesta crociata” Federico II di Svevia arrivò a conquistare Gerusalemme grazie ad un accordo con i capi musulmani. Nel 1244 venne ripresa dai Turchi. La “settima crociata” (1248-50) e l’ “ottava” furono guidate da Luigi IX di Francia, ma non portarono a nessun successo. Le crociate si conclusero nel 1281 quando anche San Giovanni d’Acri venne riconquistata dai turchi.

La Reconquista

La Reconquista è l’insieme delle guerre che i regni cristiani del nord della penisola iberica combattevano con i musulmani, che si erano insediati nel VIII secolo. Il processo di espansione nel territorio musulmano si trasformò in guerra santa quando si diffuse anche qui lo spirito delle crociate.

La battaglia di Las Navas de Tolosa

La Reconquista spagnola si divide in due parti: la prima nel XI secolo, la seconda a partire dal 1212. Nella prima fase il re Ferdinando I di Castiglia e suo figlio Alfonso VI conquistarono il territorio fino a Toledo (1085). La seconda fase si apre con la Battaglia di Las Navas de Tolosa (1212) dove i sovrani di Aragona, Castiglia, Navarra e Portogallo sconfissero i musulmani e estesero il controllo fino a Cordoba e Siviglia. All’inizio del XIV secolo la presenza dei musulmani era ristretta al regno di Granada.

Le crociate del Nord

Anche nei territori orientali si erano formati regni cristiani, dotati di eserciti. Gli UNGARI di Stefano I avevano esteso il territorio fino ai Balcani. Boleslao I il Coraggioso, convertì la Polonia al cattolicesimo e si conferì il titolo di re trasformando la Polonia in un regno: la spinta espansionistica si rivolse alla popolazione slava che era greco ortodossa.

La città della Lega anseatica

A metà del XII secolo anche Enrico il Leone si estese verso il nord-est. Rifondò la città di Lubecca (1158) che divenne centro principale della Lega Anseatica. La LA è un’associazione commerciale tedesca che sorge sulle rive del mar Baltico nel 1161. Lubecca divenne organizzatrice e finanziatrice delle crociate che volevano instaurare signorie territoriali in Livonia e Prussia.

Crociata dei monaci guerrieri

Un ruolo importante hanno i Cavalieri Teutonici, che dopo la disfatta di Gerusalemme si spostarono sulle rive del baltico per combattere gli slavi. Nel 1216 Papa Onorio III aveva indetto una nuova crociata contro i prussiani che fu combattuta dai teutonici. In seguito alle vittorie essi costruirono Stati autonomi in Prussia e nei Paesi Baltici.

La parabola dello stato teutonico

Da lì i teutoni tentarono di estendersi verso la Russia, attaccando la Repubblica di Novgorod. Sul lago di Peipus nel 1241 i teutoni vennero sconfitti. Lo stato teutonico continuò a rafforzarsi ed entrò in conflitto con il Regno di Polonia, ma venne anche qui sconfitto. Nella battaglia di Tannenberg (1410) i polacchi furono aiutati dai russi e dai lituani. I teutoni quindi si limitarono al dominio della Prussia e diventarono vassalli del re di Polonia.

I Mongoli

I mongoli provenivano dalle steppe dell’Asia centrale ed erano una tribù nomade. Nel XIII secolo i mongoli erano divisi in numerose tribù che vivevano di pastorizia e di allevamento di cavalli di piccola taglia. Avevano una religione politeista e spesso compivano razzie nel vicino Impero Cinese. Nel III secolo la Cina aveva costruito una Grande muraglia per difendersi dai mongoli.

L’impero cinese

Sotto la dinastia Tang l’impero cinese si era allargato verso l’Asia centrale sottomettendo i Turchi. L’espansione si era scontrata con quella araba. Nel 751 la vittoria araba nella Battaglia di Talas aveva fissato i confini tra i due imperi. La dinastia Song aveva concentrato la sua attenzione sul commercio con il Giappone e con la Corea, ma manteneva i rapporti con l’Asia Centrale tramite la via della seta.

Gengis Khan

La maggiore preoccupazione degli imperatori Song era quella di difendere l’impero dai nomadi, in particolare dei mongoli. I mongoli vennero unificati da Gengis Khan, che era riuscito a imporre il suo dominio anche in tribù antiche come quella dei tartari. Il primo obiettivo della conquiste mongole fu la Cina: la conquista era complicata a causa della densità degli abitanti e dalle fitte coltivazioni che ostacolavano l’alimentazione dei cavalli mongoli. La guerra durò anni e i tartari sperimentarono nuove tecniche d’assalto. Tra queste si puntava ad affamare la popolazione attraverso la distruzione dei raccolti; poi vi erano i massacri usati come terrorismo psicologico. In questo modo nel 1215 venne conquistata Pechino.

Un alleato per l’Occidente?

Nel 1220 le armate mongole invasero la Transoxiana ed entrarono in contatto con la civiltà islamica. La regione venne devastata e saccheggiata e l’Occidente cristiano pensò di poter contare sui mongoli nella guerra contro gli infedeli. Vennero quindi inviati emissari per prendere contatti e promuovere un’alleanza.

La leggenda del Prete Gianni

I mongoli erano però intolleranti anche verso le altre religioni e curiosi verso i missionari cristiani. Questo bastò per far sorgere le più strane leggende su una loro adesione al cristianesimo. Si cominciò a prlare del Prete Gianni, un sovrano cristiano che aveva regnato nel centro dell’Asia e dal quale i crociati si aspettavano un aiuto durante le crociate. Il Papa Innocenzo IV inviò un ambasciata guidata da Giovanni dal Pian del Carmine che nel 1246 raggiunse l’impero di Gensis, ma tornò con l’ingiunzione di sottomersi rivolta a tutti i sovrani occidentali. Stessa cosa avvenne per Gugliemo di Rubruck.

L’impero mongolo

Nel 1227 Gengis morì e il suo impero era già esteso dalla Corea e dalla Cina fino all’Iran. Il figlio Ogodai consolidò il dominio nella Cina sette rionale e completò la conquista dell’Iran, della Georgia e dell’Armenia. Lo spostamento principale avvenne quando fu passato il Volga e lanciata un’offensiva contro il principato di Kiev (1240).

Il Khanato dell’Orda d’Oro

L’occupazione mongola della Russia fu devastante. La russia rimase a lungo sottoposta al giogo tartaro: un regime di riscossione tributi periodici da parte dello stato mongolo noto come Khanato dell’Orda d’Oro. Dopo la morte di Ogodai i mongoli conquistarono la Mesopotamia e la Siria e arrivarono ad occupare Bagdad, mettendo fine al Califfato abbaside. I mongoli tentarono un’offensiva anche verso l’Egitto ma furono sconfitti nel 1260 dai mamelucchi. I mamelucchi erano una casta di soldati turchi, addestrati per diventare la guardia personale del sovrano.

Finisce la presenza crociata in Terrasanta

Venne di nuovo percorsa la strada dell’alleanza mongolo-cristiana contro gli infedeli, ma i tentativi non ebbero i risultati sperati. I crociati anziché riprendere Gerusalemme , furono costretti a cedere San Giovanni d’Acri (1291) ai mamelucchi, che ristabilirono il controllo musulmano sulla regione.

L’impero di Kubilai Khan

Il nuovo sovrano mongolo Kubilai Kham, aveva terminato la conquista della Cina, senza violenze e massacri. Kubilai è il sovrano descritto da Marco Polo. Il suo impero si estendeva dalla Cina alla Russia e alla Mesopotamia. In tutto l’impero si potevano intrecciare relazioni commerciali fra i mercanti della seta cinese e delle spezie e i porti del Mediterraneo. Le dimensioni enormi dell’impero rendevano instabile la sua sopravvivenza. Kubilai si avvicinò alla Cina, dando al suo impero un impronta cinese e avvicinandosi al buddismo, ma le tribù della steppa si ribellarono contro di lui. Nelle regioni centro –asiatiche e mediorientali prevalse l’elemento turco e si impose la religione islamica.

ISTITUZIONI UNIVERSALI E POTERI LOCALI

Lo scontro fra papato e impero

Il Medioevo fu caratterizzato dallo scontro tra le due istituzioni maggiori: la Chiesa e il Papato, che avevano al seguito una schiera di seguaci. La rivalità tra guelfi e ghibellini divise a lungo le città italiane. I poteri universali erano oramai riconosciuti quindi le nuove protagoniste della lotta erano solo le istituzioni cittadine.

Esigenza di strutture stabili

La monarchia medievale era stata a lungo condizionata dal prestigio dei sovrani. I regni erano uniti o divisi a seconda della forza della famiglia che li governava. Nel Basso Medioevo l'espansione della produzione richiese strutture politiche più stabili. La pace era condizione indispensabile per il progresso dei commerci. Per garantire la pace i re fecero accordi con l'aristocrazia feudale.

Evoluzione monarchie feudali

Le monarchie feudali prefiguravano i futuri stati nazionali, ma mancava una definizione territoriale, un sentimento di appartenenza e un potere forte e riconosciuto. Gli stati moderni non nasceranno in Italia perché manca una dinastia regnate capace di imporsi sulle altre.

Capetingi

Dopo la divisione dell'impero carolingio in Francia si era insediata la dinastia dei Capetingi, fondata da Ugo Capeto. Con il tempo aveva il potere uguale a quello Ducati di Normandia, di Bretagna, di Aquitania e delle Contee di Provenza e di Champagne. Alla fine del XI secolo la dinastia dei Capetingi aveva potere dalla regione di Parigi fino alla Loira e alla città di Orleans. Il loro patrimonio venne incrementato con l'unione della dinastia d'Inghilterra: Eleonora d'Aquitania sposò il re d'Inghilterra Enrico II.

Plantangeneti

Il nome Plantageneti deriva dalla pinta di ginestra che è sul loro stemma. Enrico aveva reclamato il titolo di re, come successore di Guglielmo il Conquistatore, vincitore della battaglia di Hasting e primo re normanno d'Inghilterra. Enrico II possedeva la Normandia, la Bretagna e l'Angiò. Sposando Eleonora d'Aquitania si impossessò anche dei possedimenti Aquitani. Il regno di estendeva dall'Inghilterra alla Francia.

Monarchia fra Inghilterra e Francia

La monarchia inglese si trovò a gestire territori profondamente diversi tra loro. Il problema si era già verificato dopo la consta due normanni che faticarono a integrarsi con i sassoni. I normanni parlavano francese, mentre i sassoni inglese. Inoltre i normanni non conoscevano le norme feudali dei sassoni, quindi avevano preso possesso delle terre e posto gli anglosassoni in condizione di sottomissione.

Sistema monarchico inglese

Enrico II cerco di arginare le spinte centrifughe del sistema feudale puntando sull'accentramento amministrativo. Gli sceriffi amministravano il patrimonio del re nelle contee, erano sottoposti al re e potevano essere spostati. Con l'aiuto dell'Universita di Oxford nacque il Commonwealth Law, un diritto comune che veniva amministrato da giudici itineranti dipendenti dalla corona. Il re controllava la nomina dei vescovi e impose un tribunale laico, che affiancava quello civile, per i giudizi su gli uomini di Chiesa. Si formò uno scontro con la gerarchia ecclesiastica che terminò con l'assassinio di Thomas Becket, ucciso da cavalieri che volevano interpretare la volontà del re.

Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra

Riccardo (1189-99) partecipò alla terza crociata. Giovanni (1199-1216) fu un sovrano modesto che dovette misurarsi con Filippo Augusto di Francia.

Filippo Augusto e la Battaglia di Bouvines

Filippo sposò Isabella di Fiandra, ingrandendo il suo territorio con l'Artois e il Vermandois. Cercò di recuperare i territori di Aquitania, scontrandosi con Giovanni senza terra. Giovanni chiese l'appoggio dell'imperatore Ottone IV e di altri signori regionali. La coalizione si scontra con i francesi nel 1214 a Bouvines e viene sconfitta. Con la battaglia era messa in palio anche l'assegnazione del titolo imperiale che veniva rivendicato da Ottone IV e da Federico di Svevia. Federico era figlio di Enrico IV e Costanza d'Altavilla e sostenuto dal Papa Innocenzo III.

Magna Charta Libertatum

La vittoria dei francesi apri la strada al l'elezione imperiale di Federico II (1220). Filippo Augusto si impone sull'Inghilterra e sottrae tutti i feudi inglesi in territorio francese. La sconfitta di Giovanni rafforzò l'opposizione della nobiltà inglese e il re fu costretto a firmare la Magna Charta Libertatum nel 1215. Il sovrano riconosce al Parlamento dei baroni una serie di diritti (le tasse devono avere il consenso dei baroni, nessun uomo libero poteva essere condannato senza il loro giudizio). Il potere regio fu limitato.

Nuova forma di eresie

La chiesa romana era rafforzata dal momento di fervore religioso che alimentava il periodo delle crociate. L'unica minaccia erano le eresie. I nuovi ceti per difendere le proprie libertà e allargare la loro autonomia entravano in conflitto con il controllo della chiesa, che nelle città erano esercitato dai Vescovi. I movimenti eretici delBasso Medioevo riguardano gli aspetti morali della pratica religiosa e criticano la contaminazione delle istituzioni ecclesiastiche con il potere.

Patarini

Si diffondono a Milano nel XI secolo, negli strati più poveri della popolazione. Il nome deriva dal mercato dei stracci, la Pataria. Denunciano la corruzione del clero e reclamano una maggiore caratterizzazione della Chiesa in senso spirituale. Le sue motivazione sarebbe poi confluite nella riforma gregoriana.

Repressione voluta dalla Chiesa

I contestatori milanesi mettevano in discussione anche la gerarchia ecclesiastica e quindi furono repressi. Il movimento sparì rapidamente. Innocenzo III ottenne dal IV Concilio Lateranense (1215) che le eresie fossero paragonate al delitto di lesa maestà. Ciò permise che le repressioni e le violenze contro gli eretici fossero dichiarate legittime.

Crociata contro gli albigesi

Importante fu la crociata contro i Catari (o albigesi), un movimento diffuso inProvenza che aveva conquistato la fiducia della nobiltà locale. Essi proponevano una visione dell'esistenza caratterizzata da un rigido ascetismo e fondata sulla lott atra Bene e Male. Il nome catari significa puro. Furono ispirati dal movimento dei bogomili, nato nei Balcani. La dottrina catara chiede il distacco dai beni terreni, dalla proprietà, dal piacere carnale e dal matrimonio. Il giuramento non aveva valore ed era proibito agli adepti.

Fine civiltà provenzale


Innocenzo III si schiero contro i catari e fu sostenuto dalla nobiltà provenzale. In realtà la nobiltà voleva solo espandersi in Provenza. Alla crociata parteciparono i nobili più vicini alla corona di Francia. La guerra duro vent'anni, ma l'eredità catara venne sconfitta. Fu distrutta anche la civiltà provenzale che aveva dato origine alla lingua d'oc. I vincitori parlavano la lingua d'oil che si impose come lingua del Regno di Francia.

Inquisizione

Innocenzo III cerca anche di prevenire l'eredità. Introduce l'obbligo della confessione, che consente un maggiore controllo sulle opinioni dei fedeli e mette la basi per il Tribunale dell'Inquisizione. Sarà Gregorio IX a renderlo operativo. Il tribunale è lo strumento che la Chiesa usa per combattere i suoi nemici. Inizialmente il compito viene affidato ai vescovi e prende il nome di Inauisizione Episcopale,poi ai vescovi viene affiancato un giudice straordinario che viene preso dai frati domenicani (inquisizione legatizia).

Nuovi ordini monastici

Nel 1214 venne approvata la regola dei Domenicani, di Domenico di Guzman, Nel 1209 la regola dell'ordine francescano, di Francesco d'Assisi. Domenicani e francescani erano ordini mendicanti perché riprendevano i principi della povertà evangelica e voleva rilanciare l'eredità spirituale del cristianesimo. La Chiesa li approvò cercando di limitare i loro propositi più radicali. I mendicanti sono un arma efficace contro i movimenti eretici.

Valdesi

Il movimento dei "poveri di Lione" venne fondato da Pietro Valdo e i suoi seguaci presero il nome di valdesi. Alessandro III li dichiarò eretici e i valdesi furono perseguitati. Si rifugiarono nelle valli alpine tra Francia e Italia.confluiranno nel movimento protestante.

La Chiesa tutela la propria autonomia

Per la Chiesa il matrimonio tra Enrico di Svevia e Costanza d'Altavilla era ritenuto pericoloso perché avrebbe portato l'Italia sotto la sovranità imperiale. Enrico VI mise in atto l'unificazione dei territori entrando in conflitto con il Papa. La morte dell'imperatore mise fine si progetti e scatenò la guerra di successione in Germania. Federico II divenne il nuovo imperatore, con l'appoggio di Papa Innocenzo III e quindi si impegno a tenere divisi l'impero e il regno di Sicilia per impedire l'accerchiamento della Chiesa.

Federico II e l’impero


Morto Innocenzo III Federico II non era più vincolato all'impegno. Il successore fu Onorio III. Federico ricomincio a costruire l'unità dell'Italia, mettendo la propria sede in Sicilia. L'imperatore abbandonò la Germania e la regione tedesca passò in mano ai signori feudali.

Riorganizzazione del regno normanno

Da Palermo Federico II cerco di centralizzare il potere e la vita politica e economica. Nel 1231 vennero approvate le Costituzioni di Melfi: l'imperatore affermava il monopolio statale del diritto. Le funzioni politiche erano esercitate dal re e dai suoi funzionari, non vi erano poteri autonomi, e l'attività commerciale era regolata da una burocrazia laica. Il consiglio del re faceva da organo esecutivo.

Progetto politico di Federico II

I signori feudali non perdevano i loro diritti fiscali e giurisdizionali, ma i cambiamenti portavano verso la costruzione di un potere statale. Il prelievo fiscale restava sulla spalle della popolazione. Federico era un uomo di cultura e riprese le caratteristiche delle dominazione precedenti, come quella araba e bizantina. Il suo regno era aperto alla circolazione di idee e culture diverse, mentre solitamente vi era chiusura e intolleranza.

Una crociata per via diplomatica

Il primo scontro con la Chiesa derivo dal mancato rispetto di Federico alla promessa di una crociata. Gregorio IX lo scomunicò. Federico parti per la Terrasanta, ma senza combattere, trattò per la restituzione di Gerusalemme con il sultano Al Malik Al Kamil. Il Papa non fu contento: trattare con gli infedeli era contrario ai principi della guerra Santa e poi era chiaro che Federico preservava la truppe per consolidare il suo potere in Italia.,

Il nuovo scontro tra guelfi e ghibellini

Federico II revoca la Pace di Costanza. Si ricostituisce la Lega Lombarda bel 1226 che ottiene l'appoggio del Papa. Le città italiane sono di nuovo divise tra guelfi e ghibellini. Federico II vinse nella Battaglia di Milano e nella Battaglia di Cortenuova, ma non riesce a conquistare il capoluogo lombarda. La chiesa di Roma si sentiva accerchiata e Innocenzo IV nel Concilio di Lione scomunico Federico e intimò i sudditi di non obbedirgli. Federico II divenne l'anticristo.

La morte di Federico II

I feudatari tedeschi approfittarono delle dichiarazioni del Papa per cercare un nuovo candidato da contrapporre all'imperatore. Nel frattempo Federico II venne sconfitto a Parma (1248) e suo figlio Enzo a Fossalta. Nel 1250 Federico II morì. Con la morte il potere si sgretolò: il figlio Enzo venne imprigionato, l'altro figlio Corrado morì senza prendere possesso del Regno di Sicilia e la corona passò a Manfredi, figlio illegittimo, che diventa punto di riferimento per i ghibellini. Nel 1260 Manfredi vinse la Battaglia di Montaperti. Il Papa chiese aiuto alla Francia, promettendo in cambio a Carlo d'Angiò la corona di Sicilia. Manfredi venne sconfitto a Benevento nel 1266. L'esperienza normanna nel Sud era conclusa.

La difficile successione dell’impero

I feudatari tedeschi, che eleggevano l'imperatore, furono attenti a non lasciare spazio a una personalità forte. Per vent'anni il titolo imperiale non fu assegnato. Alla fine venne eletto Rodolfo d'Asburgo perché considerato innocuo, la cui elezione fu appoggiata da Papa Gregorio X.

Bonifacio VIII e la crisi dell’impero

Il Papato e l'Impero erano entrambi alla fine del loro grande potere. Il loro spazio veniva occupato dalle dinastie regnati che si imponevano meglio nella lotta feudale. Importante fu la vicenda che coinvolse Bonifacio VIII che cercò di affermare la superiorità del papato,mafu fermato dalla Francia. Il re di Francia Filippo IV il Bello rispose alla scomunica del Papa mandando i suoi emissari ad arrestare lo stesso Bonifacio nel suo palazzo di Anagni. La vicenda prende il nome de "Lo Schiaffo di Anagni" ed ha un significato simbolico nel dimostrare la debolezza del Papa. Filippo il Bello impose l'elezione di Clemente V e la sede pontifica venne trasferita ad Avignone in Francia, dove rimane dal 1309 al 1377. Il periodo viene chiamato cattività aragonese.

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